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Le fiere dell’arte

Una meta per pittori, scultori e grafici

Le fiere d'arte contemporanee oggi come oggi sono presenti con il loro “carico” di artisti in quasi tutti i continenti e sono veramente tante. Lo ho ampiamente constatato negli anni attraverso tanti cataloghi ricevuti e visitando i siti dove si svolgono.

Ricordo che nella mia veste di pittore nei primi anni settanta ho corposamente partecipato, legato come ero alla Galleria Ravagnan di Venezia, alla prestigiosa Arte Fiera di Basilea e inoltre alle fiere di New York, Bologna e di Bari.

È bene sapere che il modo per gli artisti di essere presenti con le loro opere alle varie kermesse d'arte è quello di appartenere a una galleria che a sua volta viene spesso e con rigore selezionata da chi ha questo a volte ingrato compito in seno alle fiere. Il solo partecipare per le gallerie ha dei costi molto elevati perché ci troviamo di fronte a delle imprese pubblico-private che le gestiscono.

Anche se la mia memoria soprattutto a causa dell'età fa frequentemente acqua, qualche episodio che mi ha colpito visitando le varie fiere - naturalmente molto prima dell'attuale pandemia - lo voglio raccontare. E cioè quello del notevole spazio riservato a Andy Warhol che ha esposto un'insieme di grandi tele dove aveva dipinto ripetutamente un simbolo noto da tempo a tutti, le falci e i martelli. In un'altra fiera mi ero ripromesso di vedere i lavori di Maurizio Cattelan e per questo motivo ho girato da stand a stand, ossia a vuoto da galleria a galleria, quando in uno di questi “preziosi” spazi ho chiesto se sapevano dove si trovavano le opere di questo maestro padovano. La risposta fu secca e senza sbavature, l'opera cercata era sotto le mie scarpe e consisteva in un enorme grosso tappeto tondo con effigiato un formaggino molto conosciuto in Italia, quello del Bel Paese.

Andrea Pagnacco

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