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Il ritorno alla natura – Il fieno greco

(Trigonella foenum graecum)

Il fieno greco è una pianta dalle origini antichissime, si pensi che su un antico papiro egizio risalente al 1500 a. C. è riportato un uso consuetudinario dei semi di fieno greco come ingrediente in cucina.

Il nome Trigonella fu attribuito anticamente alla pianta per la particolare caratteristica del fogliame composto da tre foglioline allungate disposte come le foglie del trifoglio, ma anche per la forma spigolosa dei semi che richiama molto tale forma geometrica. Invece, il nome di “fieno greco” è stato assegnato alla pianta perché era stata appunto importata dalla Grecia a Roma per via delle pregiate proprità dell'erba nell’alimentazione del bestiame. Meno comune è la nomenclatura di “erba medica” usata in Toscana.

Il fieno greco (Trigonella foenum-graecum ) è una pianta erbacea annua, appartenente alla famiglia delle Fabacee originaria dell’Asia occidentale che cresce spontanea in ambienti ad elevata salinità e in clima asciutto, come quelli costieri e submontani. È diffusa in tutta l’area del Mediterraneo. Questa pianta può crescere fino a 60 cm, ha fusto eretto, cilindrico, resistente e ramificato. Le foglie sono alterne, trifogliate, che ricordano il trifoglio. I fiori del fieno greco crescono solitari, è hanno un colore bianco o giallino e una caratteristica forma a triangolo, dalla quale deriva il suo nome scientifico. Il frutto è un legume con semi piatti romboidali che emanano un intenso odore molto caratteristico che puó ricordare il fieno.

COME SI UTILIZZA

La parte più interessante è costituita dai legumi, ovvero i semi della pianta, che normalmente vengono essiccati, come le foglie. A partire da questi si ricavano numerosi sottoprodotti, più o meno lavorati. Una prima lavorazione è costituita dalla macinazione dei semi da cui si ottiene una polvere molto fine di colore giallognolo, con un forte odore che si avvicina a quello della liquirizia o dello sciroppo d’acero. A volte, i semi vengono tostati prima della macinatura per stemperarne l’amarezza e renderli più gradevoli al gusto.

Raccolta e conservazione

Si raccoglie in estate, quando i semi sono maturi: tagliare le piante intere alla base, raccogliere in mazzetti e lasciarle seccare al sole. Quindi procedere alla battitura e alla raccolta dei semi, passare questi ultimi al setaccio, per eliminare le impurità. Conservare i semi essiccati in barattoli di vetro o porcellana in ambienti bui e asciutti.

Polvere: triturare i semi essiccati con un macinacaffè, fino a ottenere una polvere fine e conservare in barattoli chiusi lontano dall’umidità. Assumere, secondo le indicazioni, un cucchiaino di polvere mescolata a miele o marmellata. In alternativa, è possibile acquistare la polvere già pronta in erboristeria.

Infuso: versare sopra 10-15 g di semi, in un recipiente di vetro o porcellana, 100 ml di acqua bollente. Lasciare in infusione fino a raffreddamento, quindi filtrare e assumere all’occorrenza.

Cataplasma: preparare una pappetta, dalla consistenza densa e cremosa nel modo seguente: sciogliere dapprima un poco di polvere di semi in qualche cucchiaio di acqua fredda, o latte, quindi fare cuocere a fuoco basso fino ad addensare la polentina. Stendere la crema ben calda direttamente sulle zone interessate, fasciare con una garza e lasciare agire per tutta la notte.

Tintura vinosa: fare macerare per 10-15 giorni 5 g di semi in 100 ml di vino bianco. Se si desidera, si può aggiungere una scorza di arancia

Impacco per capelli: sembra abbia un effetto antinfiammatorio e astringente sul cuoio capelluto nonché un effetto rinforzante e rigenerante dei capelli, donando loro maggiore lucentezza, aspetto serico e volume. La medicina popolare assegna al fieno greco anche proprietà anticaduta dei capelli dovute alla proprietà fitoestrogena della diosgenina contenuta nella pianta.

Olio di fieno greco: dalle foglie e dai semi, mediante processo di estrazione con solvente, si ricava l’olio di fieno greco, un’essenza non adatta a scopo alimentare ma per la cosmesi di pelle e capelli. Solitamente, si aggiunge alle creme per viso e corpo, allo shampoo per la cura dei capelli oppure ad un comune olio vettore di origine vegetale (mandorle, cocco, o jojoba) per trattare le pelli secche, spente e asfittiche.

In cucina

Il seme, che ha un sapore di sedano, è usato come spezia nel curry, abbrustolito e tostato sostituisce il caffè (si consiglia, però, di non surriscaldarlo poiché diventa rosso e amaro). I semi germogliati sono ottimi come insalata invernale e le foglioline fresche aggiungono sapore all’insalata.

PROPRIETÁ

I semi di fieno greco sono molto proteici e presentano un elevato contenuto di fibra alimentare, caratteristica tipica dei legumi. Contengono tantissime mucillagini ideali per la preparazione di un ottimo gel per la cura dei capelli. Sono anche abbastanza calorici e molto ricchi di minerali e vitamine del gruppo B e acidi fenolici.

Azione ricostituente e antianemica: per la ricchezza dei suoi principi attivi, il fieno greco possiede particolari proprietà ricostituenti e nutrienti, efficaci nella cura di stati di denutrizione e nella convalescenza da malattie infettive. E' un ottimo rimedio per persone debilitate, affette da disturbi nervosi dovuti a un’eccessiva magrezza, perdita dell’appetito e debolezza generale. Contenendo grandi quantità di ferro il fieno greco si rivela utile anche per curare stati di anemia.

Azione lassativa: l’elevato contenuto di fibre dei semi di fieno greco li rende preziosi alleati della salute intestinale. Aumentando la massa che transita nell’intestino e velocizzando il transito intestinale, le fibre favoriscono la buona digestione e aiutano a combattere la stitichezza.

Azione antididiabetica: l’uso tradizionale nel subcontinente indiano di fieno greco ha messo in luce le proprietà antidiabetiche dei semi di questa pianta. Gli studi scientifici hanno indagato specifici composti del fieno greco che vengono ritenuti responsabili di questo effetto benefico. In particolare, è stata osservata la 4-idrossiisoleucina, un aminoacido che aumenta il rilascio di insulina indotto dal glucosio. Il suo effetto stimolante risulta strettamente dipendente dal glucosio. Inoltre, non interagisce con altri agonisti della secrezione di insulina.

Attività antinfiammatoria: la potente attività antinfiammatoria attribuita al fieno greco già nella medicina tradizionale e riconosciuta a livello scientifico sembrerebbe svolgere una benefica attività su traumi, gonfiori e manifestazioni flogistiche superficiali che possono essere trattati con impacchi o unguenti specifici a base di estratti di questo vegetale, applicati sulla pelle. Inoltre, l’effetto antinfiammatorio unitamente alla proprietà fitoestrogena della diosgenina del fieno greco risulterebbero un toccasana per la crescita dei capelli e per prevenirne la caduta.

Azione emolliente e lenitiva: le mucillagini contenute nei semi del fieno greco vengono impiegate con successo nel trattamento delle infiammazioni cutanee. Nel caso di ascessi, cisti sebacee e foruncoli applicare direttamente sulle zone interessate cataplasmi caldi (ma non bollenti), fasciare bene con una garza e lasciare agire per alcune ore. Favorisce la maturazione di ascessi, foruncoli, ciste sebacee e noduli linfatici. È infine un efficace rimedio nel riassorbimento di noduli al seno di natura non tumorale.

Azione anabolizzante: studi recenti sugli estratti dei semi supportano la loro efficacia nel promuovere la massa corporea magra e abbassare il colesterolo. Sembra che l’estratto di fieno greco aumenti la capacità di resistenza e l’utilizzo degli acidi grassi come fonte di energia nei maschi. Si presume che questi effetti siano mediati attraverso l’inibizione di un enzima, favorendo l’aumento dei livelli di testosterone e bloccando la sua conversione in estrogeni.L’integrazione di questo estratto ha dimostrato una significativa attività anabolica e androgena. I soggetti trattati hanno mostrato miglioramenti significativi nel grasso corporeo senza una riduzione della forza muscolare.  In ambito sportivo il Fieno Greco, per via del suo apporto proteico, viene utilizzato in alcuni integratori usati da chi pratica bodybuilding per l’aumento della massa muscolare.

Azione anticolesterolo: uno studio recente ha messo in luce che l’integrazione alimentare di questi semi ha migliorato i parametri lipidici nelle persone adulte. Si è registrata, soprattutto, una diminuzione significativa delle concentrazioni plasmatiche di colesterolo totale, di trigliceridi e di colesterolo (LDL) cioè quello dannoso alla salute, nonché un aumento del colesterolo plasmatico HDL che è quello buono.

CURIOSITÀ

La pianta fu importata nell’Europa centrale dai monaci Benedettini e Carlo Magno ne promosse la diffusione nel IX secolo, i medici arabi ne studiarono a fondo le proprietà e l’efficacia. Il seme fu utilizzato non solo come alimento o medicinale, ma anche come tintura gialla.

Stefania Calzà Santoni

 

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