L'ECO tele7

Informarsi è un piacere!

Rompicapo per pensionati che rimpatriano

Assicurazione sanitaria in Italia per ex emigrati in Svizzera  

Da quando nel 2002 è entrato in vigore l’Accordo bilaterale tra Svizzera ed Unione Europea sulla libera circolazione delle persone per i pensionati (titolari di una di queste rendite svizzere: AVS-AI; LAINF; LPP) che trasferiscono la loro residenza dalla Confederazione in un Paese dell’UE vige la regola generale di dover continuare ad essere assicurati contro le malattie con una Cassa Malati elvetica (non obbligatoriamente con quella in cui si era precedentemente affiliati) e quindi l’obbligo di versare i relativi premi assicurativi a quest’ultima pur risiedendo fuori dalla Confederazione. In questo caso l’assicurato ha il diritto di scelta per le cure, ovvero farsi curare nel Paese di residenza oppure in Svizzera. Questa è la regola generale del citato Accordo bilaterale. Tuttavia, per coloro che si trasferiscono dalla Svizzera in determinati altri Stati, tra cui l’Italia, questo Accordo ha previsto un diritto di opzione cioè la possibilità di chiedere l’esonero dall’obbligo di continuare ad essere assicurato nella Confederazione, ovvero di poter assicurarsi con il sistema sanitario locale del nuovo Paese di residenza e quindi per chi si trasferisce in Italia di assicurarsi con il Servizio Sanitario Nazionale italiano (SSN). L’opzione per l’assistenza sanitaria italiana – per nostra esperienza - è quella preferita in assoluto dalla stragrande maggioranza degli emigrati italiani in Svizzera quando, raggiungendo il diritto ad una pensione, decidono di rimpatriare definitivamente. Per due motivi: il primo perché, dovendo pagare un premio, il costo per assicurarsi con il SSN italiano (annualmente il 7,5% del proprio reddito) è in genere inferiore a quanto si pagherebbe di premio mantenendo l’assicurazione con una Cassa Malati elvetica; il secondo per non avere l’impiccio del versamento periodico, con un bonifico internazionale, del premio alla Cassa Malati elvetica. Una scelta, tuttavia, che, non di rado, crea purtroppo problemi infiniti agli ex emigrati quando si recano ad una sede dell’Azienda Sanitaria Locale (ASL) per regolarizzare la loro posizione assicurativa: vuoi per la non conoscenza dell’Accordo in questione o, meglio ancora, per l’inesperienza in questa specifica pratica da parte dell’impiegato/funzionario che si trova allo sportello dell’ASL competente per il luogo di residenza in Italia; vuoi per non aver adempiuto, da parte dell’ex emigrato, a tutti i passaggi burocratici previsti dalla normativa bilaterale per attivare l’opzione scelta; vuoi, magari, per entrambi i motivi! Resta il fatto che - in questi due decenni trascorsi dall’entrata in vigore degli Accordi bilaterali sulla libera circolazione delle persone tra Svizzera ed Unione Europea - non passa mese che qualche lettore de L’ECO non ci contatti per farci sapere che un familiare rimpatriato non riesce ad iscriversi nel Servizio Sanitario Nazionale italiano chiedendoci lumi per superare questi rifiuti dell’impiegato/funzionario di turno della ASL locale. Ed ancora oggi Renato e Giulia, entrambi nostri abbonati, ci hanno contattato per informaci che, l’uno la sorella e l’altra il padre, stanno incontrando in Italia lo stesso problema. A questo punto riteniamo che sia meglio rinfrescare la memoria, a beneficio di tutti i nostri lettori interessati, ricordando quale sia l’iter procedurale corretto di coloro che se ne stanno andando via dalla Svizzera per evitare ogni tipo di contestazione da parte degli impiegati/funzionari delle sedi ASL alle quali ci si rivolge in Italia dopo il rimpatrio. Iter burocratico che, per ragioni di spazio, tratteremo la prossima settimana.

Dino Nardi

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com