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Il ritorno alla natura – Il coriandolo

(Coriandrum sativum)

La parola latina Coriandrum, da cui deriva quella italiana, vuol dire “qualcosa che fa bene all’uomo”, Sativum invece significa “adatto a essere coltivato”. La pianta del coriandolo è originaria dell’Oriente, dove è impiegata sin dall’antichità come pianta aromatica e medicinale. Difatti, è una delle spezie più antiche, tanto che ci sono testimonianze del suo utilizzo che risalgono al 5000 a.C. e nelle tombe egiziane viene raffigurata come offerta agli dei. Appartenente alla famiglia delle Umbrellifere o Apiaceae è lontana parente del cumino, dell’aneto, del finocchio e del prezzemolo (infatti viene anche chiamata prezzemolo cinese). 

Si tratta di una pianta aromatica annuale, dal portamento esile ed eretto, di media grandezza; può raggiungere, infatti, anche 70 cm di altezza e 20 cm circa di diametro. Le foglie hanno i bordi frastagliati e un colore verde intenso; hanno un sapore più piccante dei semi e si utilizzano fresche. La pianta ha fiori bianchi ad ombrello (la fioritura avviene tra giugno e luglio) e i suoi frutti sono dei semi dall’aroma molto intenso.

Questi semi, tondi, con un’estremità leggermente appuntita e scanalature marcate, della grandezza simile a quella del pepe, sono solitamente di colore marrone chiaro; separando le due semisfere, l’interno risulta vuoto. Il sapore dei semi secchi è dolce e aromatico, con un sentore di scorza di agrumi, mentre freschi hanno un odore molto pungente, da alcuni ritenuto sgradevole.

Il coriandolo è un elemento indispensabile per la preparazione di un gran numero di pietanze (per esempio del curry e del garam masala indiani). Molto amata è anche nel Nuovo Mondo, in particolare negli stati centrali e meridionali (indispensabile per esempio nel guacamole), forse a causa della forte immigrazione da Asia e Africa. I maggiori produttori e consumatori di semi sono l’India, il Marocco, il Canada, la Romania e la Turchia. Come aromatica viene coltivata maggiormente in Russia, Asia centrale, Cina, India e in America latina, specialmente nelle aree caraibiche.

COME SI UTILIZZA

Raccolta e conservazione

I semi sono raccolti a completa maturazione, recidendo la pianta bagnata di rugiada per evitare che le capsule si aprano, quindi si fa essiccare e se ne setacciano i semi dopo la battitura. Questi ultimi si conservano in sacchetti di carta o tela, oppure in barattoli di vetro.

Infuso: versare, sopra a 5-7 g di semi (un cucchiaino colmo) essiccati e pestati, una tazza di acqua bollente, lasciare in infusione per 10-15 minuti circa, quindi colare e dolcificare con un cucchiaino di miele. Assumerne due o tre tazze al giorno dopo i pasti principali.

Tintura: mettere a macerare, per 5-6 giorni, 20-25 g di semi pestati in 100-120 g di alcool a 60°, filtrare e conservare in una boccetta con contagocce, la dose è di 20-30 gocce a stomaco pieno.

Vino medicinale: lasciare a macero 20 g di semi in un litro di buon vino bianco, dopo una settimana, colare e conservare in un luogo fresco. Assumerne uno o due bicchierini dopo i pasti.

Bagno stimolante e deodorante: mettere in infusione nell’acqua del bagno calda un pugno di semi, mescolare bene, aspettare qualche minuto, quindi immergersi per venti minuti. Questo è un ottimo bagno dopo una giornata particolarmente intensa e faticosa. Diminuendo le proporzioni si possono effettuare benefici pediluvi.

Masticare i semi: per avere sempre un alito fresco e profumato o anche per stimolare la secrezione dei succhi gastrici e le funzioni epatiche, masticare durante il giorno qualche seme di coriandolo.

In cucina

Della pianta del coriandolo si possono utilizzare sia le foglie fresche sia i semi essiccati, interi o macinati. Le foglie hanno un sapore pungente e si usano per condire verdure, carni e zuppe. Invece, i semi sono fra gli ingredienti di molte miscele di spezie e salse piccanti, ma vengono usati anche per aromatizzare carni e insaccati, come la mortadella in Italia.

Il coriandolo è impiegato nella preparazione di ricette sia dolci che salate. La radice cotta è usata come verdura, le foglie fresche trovano ampio impiego nella cucina asiatica e mediorientale come erba aromatica e come contorno. Il seme è ingrediente indispensabile delle miscele al curry e i “piatti alla greca” non possono esserne privi. Infine, con l’olio essenziale si profumano cioccolato e liquori.

PROPRIETÁ

Azione carminativa (contro la flatulenza), antispasmodica e stomachica: è particolarmente indicato per stimolare le funzioni epatiche e per tutti i disturbi del processo digestivo: dal gonfiore alla pesantezza, dall’indigestione alla diarrea, alle coliche e crampi addominali, flatulenza e meteorismo intestinale. Funziona anche come antinausea.

Azione depurativa: essendo un forte diuretico, aiuta ad eliminare le tossine e i residui attraverso l’urina e quindi a purificare l’organismo. Il suo effetto depurativo si esprime anche nel rimuovere i metalli nocivi dal nostro organismo, come mercurio, alluminio o piombo.

Azione su colesterolo e glicemia: gli acidi contenuti nel coriandolo (tra cui l’ascorbico – vitamina C – e il linoleico) si sono dimostrati efficaci nel ridurre il colesterolo cattivo nel sangue e allo stesso tempo nel far aumentare i valori del cosiddetto colesterolo buono, l’HDL, aiutando in questo modo a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari. È in particolare l’olio di semi di coriandolo ad avere questo effetto sul profilo lipidico, riducendo anche i livelli di trigliceridi.

Azione antinfiammatoria: la presenza nei semi di coriandolo di vitamina A, B e C, di minerali come il potassio, lo zinco, il calcio e il ferro aiuta il nostro organismo a combattere le infiammazioni. In particolare, questa funzione è svolta dal cineolo e dall’acido lineolico, entrambi presenti nel coriandolo, efficaci contro artrite e reumatismi. Infatti, aiutano a ridurre il gonfiore provocato da queste malattie e anche altre situazioni di gonfiore, dovute per esempio ad anemia e disfunzioni renali.

Azione antistaminica e antinevralgica: il coriandolo può venire in aiuto anche contro le allergie stagionali oppure per lenire le reazioni allergiche provocate da contatto con piante o altre sostanze, o punture di insetti. Aiuta a combattere il mal di testa, soprattutto se provocato da cattiva digestione.

Azione antibatterica: il coriandolo è un vero e proprio antibiotico naturale, un rimedio efficace contro i batteri più resistenti. Secondo le più recenti ricerche, l’olio di coriandolo può essere utilizzato per curare infezioni e tossinfezioni alimentari in quanto esercita un'attività antimicrobica e battericida in grado di combattere efficacemente i batteri patogeni correlati alle malattie trasmesse dagli alimenti e alle infezioni ospedaliere. Per questo motivo, esso può essere utilizzato efficacemente anche in formulazioni antibatteriche usate per disinfettare.

CURIOSITÀ

La curiosità piú interessante legata al nome di questa spezia è il motivo per cui oggi chiamiamo coriandoli i pezzetti di carta colorata che per tradizione si lanciano a Carnevale. Nel XV secolo durante i festeggiamenti si lanciavano confetti che spesso consistevano in semi di coriandolo glassati. Nel tempo questi dolcetti di zucchero si sono trasformati, fino a diventare i dischetti di carta che conosciamo oggi e che hanno mantenuto il nome della spezia che hanno sostituito.

Stefania Calzà Santoni

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