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La truffa del “falso nipote”

Quarta parte - complemento

Mi sento in dovere di ritornare sull’argomento della truffa del falso nipote poiché la cronaca delle ultime settimane ha aggiunto un tassello a questo genere particolare di truffa.

La truffa del falso nipote, è solo una delle tante truffe registrate negli ultimi anni in Svizzera. Gli autori telefonano alle vittime (di norma donne anziane) spacciandosi per un nipote o altro parente che vive lontano. Chiedono loro somme ingenti di denaro che le vittime vanno a prelevare e consegnano ad un complice con il pretesto di concludere in fretta un affare immobiliare.

Altre forme sono le seguenti:

Truffa dell’anticipo. Nella fattispecie rientrano tutte le truffe che sono messe in atto mediante l'iniziale invio di varia corrispondenza, sia in forma tradizionale (lettere, fax) che elettronica (email) dove vengono prospettate vincite strabilianti o affari imperdibili. Comun denominatore è sempre il fatto che prima di incassare bisogna versare una determinata somma.

Truffa del falso benefattore. È una truffa in cui gli autori fingono di incontrare le vittime casualmente, e riescono poi a convincerle ad effettuare dei prelevamenti per consegnare loro del denaro che si impegnano, verbalmente, a restituire. Cosa che poi evidentemente non avviene e i malviventi  fanno perdere le proprie tracce

Truffa dei falsi venditori. L’autore avvicina la vittima affermando di conoscerlo. Una volta stabilito un contatto propone la vendita di giacche o altri capi d’abbigliamento ad un prezzo spropositato rispetto al reale valore oppure si propone di lasciare la merce in pegno, a fronte di una prestito che la vittima concede.

L’ultima in ordine di tempo è la truffa dei falsi poliziotti. Gli autori del raggiro, spacciandosi per agenti di polizia, chiedono insistentemente un'importante somma di denaro a copertura delle spese per la cauzione di un congiunto, responsabile di un grave incidente della circolazione. Facendo leva sullo scarso tempo a disposizione (poche ore) per evitare la carcerazione, spronano la vittima a immediatamente effettuare il prelevamento (diverse decine di migliaia di franchi che una terza persona passerà poi a ritirare). Le telefonate giungono principalmente su telefoni fissi e, laddove è presente un display sull'apparecchio, il numero chiamante appare come "sconosciuto".

L’ultimo numero della nostra rivista ha attirato l’attenzione del lettore su questo tipo di truffa.

All’opera vi sono vere e proprie bande internazionali che agiscono in maniera sistematica. Nella truffa dell’anticipo generalmente sono bande africane all’opera, mentre nelle altre e alle nostre latitudini, la polizia ha potuto identificate bande di cittadini di origine nomade-polacca stanziate in Germania.

La voglia di aiutare un parente in difficoltà nella truffa del falso nipote o in quella dei falsi poliziotti, come pure il volersi sentire utili ed attivi e forse anche meno soli è spesso il motivo che fa cadere nell’inganno.

Prestate quindi molta attenzione e diffidate delle telefonate improvvise che vi chiedono soldi sotto qualsiasi forma. Non fatevi mai mettere fretta nel prendere decisioni e valutate attentamente la situazione. Se vi sono dei sospetti chiamare subito la Polizia cantonale oppure chiedere informazioni a parenti e amici. Non bisogna farsi scrupoli a palesare dubbi sulla situazione con l’interlocutore e non si deve accettare che siano terze persone a ritirare il denaro.

Come mia abitudine, una buona settimana a tutti i lettori de L’Eco.

Mauro Trentini

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