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Italia: una Repubblica fondata sui “Bonus”

Chi ne ha potuto approfittare?

Dopo aver letto in questa rubrica le novità portate dall’anno nuovo (L’ECO nr. 3 dello scorso 19 gennaio) e più precisamente quella relativa alla proroga del “Superbonus 110%”, alcuni lettori – Fernando da Basilea, Gino da Zurigo e Marisa da Uri – ci hanno scritto per saperne di più sui diversi “Bonus” introdotti in Italia in questi ultimi anni, e propagandati dai media italiani, ritenendo che alcuni di questi potrebbero interessare anche gli emigrati italiani in Svizzera.

La politica italiana ha scoperto i “bonus” (sempre che la memoria non ci tradisca) con il governo di Matteo Renzi che, nel 2014, introdusse il bonus mensile di 80 euro per una determinata fascia di salariati. Dopo di che, a seguito dell’arrivo della pandemia, nel 2020, per fronteggiare l’emergenza Covid-19, il governo italiano ha introdotto, con il decreto “Cura Italia”, una serie di provvedimenti tra cui diversi “Bonus” a favore delle famiglie italiane anche per risollevare l’economia del Paese. Una linea di politica economica che poi è proseguita, fino ad oggi, con l’introduzione di altri bonus con successivi provvedimenti legislativi, arrivando addirittura ad utilizzare i bonus per delle promesse elettorali a livello regionale come quella fatta, per esempio, in Puglia da Michele Emiliano di un bonus di 1'500 euro per ogni nuovo matrimonio. Così che, al momento, in Italia si possono godere di una infinità di “bonus”, a seconda delle situazioni personali o familiari. Oltre a quello sicuramente più appetitoso del “Superbonus 110%” per l’efficientamento energetico della casa del quale si è già occupata questa rubrica, ecco alcuni esempi: restando ancora nell’ambito della casa, abbiamo il sismabonus, il bonus per l’abbattimento delle barriere architettoniche, il bonus caldaia, il bonus idrico, il bonus facciate, il bonus restauro, il bonus verde, il bonus mobili, il bonus elettrodomestici, il bonus prima casa per i giovani under 36 e quello per l’affitto per gli under 31; a tutti questi si aggiungono il bonus docenti, il bonus nido, il bonus cultura, il bonus bancomat, nonché l’ecobonus moto e scooter! Con questo lungo elenco – peraltro non esaustivo - credo di aver soddisfatto la curiosità dei nostri lettori, tuttavia gli iscritti all’AIRE devono sapere che per godere di questi bonus – con l’eccezione del “Superbonus 110%” che può essere fruito pure da chi risiede all’estero attraverso la cessione dell’ammontare della detrazione ad altri soggetti che possono essere gli istituti di credito oppure altri intermediari finanziari – bisogna avere redditi di fonte italiana che siano imponibili fiscalmente in Italia. Infatti il beneficio di quei bonus consiste solo nella possibilità di poter portare una percentuale della spesa sostenuta in detrazione per le tasse, sia pure nell’arco di alcuni anni. Cioè una condizione che non credo possano soddisfare molti soggetti iscritti all’AIRE. Lo stesso bonus per la rottamazione dell’apparecchio tv, che avrebbe potuto interessare a molti emigrati, è condizionato dalla residenza in Italia! Ciò detto, anche se è comprensibile lo spirito che ha portato il governo ed il parlamento italiano ad introdurre tutti questi bonus, ovvero per stimolare un’economia depressa dalla lunga pandemia, di molti di questi bonus legati al reddito o all’ISEE ne hanno potuto approfittare, ovviamente, anche gli evasori fiscali. Mentre gli altri bonus sono stati erogati a pioggia ed in maggioranza a beneficio di persone benestanti secondo uno studio dell’Ufficio di bilancio del Parlamento italiano. In conclusione si potrebbe ritenere che l’Italia più che una Repubblica democratica fondata sul lavoro – come recita l’articolo 1 della Costituzione -- sembrerebbe diventata un repubblica fondata sui bonus. Bonus che, peraltro, è bene ricordarlo, vanno ad aumentare il già pesante debito pubblico italiano che qualcuno, prima o poi, dovrà pure farsi carico di restituire e con gli interessi!

Dino Nardi

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