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La mascherina che non trova poso

Non c’è che dire noi italiani siamo un popolo che riesce sempre a sorprendere, anche noi italiani che viviamo all’estero ed in particolare proprio noi che risiediamo in Svizzera e cioè in un Paese tradizionalmente ligio alle regole anche se, con il passare del tempo, certe caratteristiche degli elvetici si sono annacquate probabilmente a causa dell’inforestierimento di immigrati provenienti da vari Paesi europei. Degli esempi? Chi non ricorda quando anche in Italia venne introdotto l’obbligo della cintura di sicurezza per gli automobilisti? Dopo i primi mesi in cui fummo confrontati con le solite furbate italiche di quelli che a causa della loro eccessiva mole fisica si misero a contestarne l’obbligo, oppure dei soliti simpaticissimi napoletani che inventarono le t-shirt con stampate le cinture di sicurezza. Poi tutti si adeguarono a quell’obbligo tanto che, oggigiorno, è difficilissimo trovare un automobilista che viaggi senza essere allacciato. Altro esempio, alzi una mano chi non accolse con scetticismo il divieto di fumo nei luoghi pubblici chiusi come, per esempio, i bar ed i ristoranti, introdotto in Italia nel 2005 dall’allora Ministro della Salute Girolamo Sirchia. Ebbene, tra la meraviglia di tanti (sottoscritto compreso) fin da subito, raramente si trovavano dei tabagisti che fumavano nei luoghi pubblici chiusi. I più incalliti di loro iniziarono a farsi notare fuori dalla porta di quei locali grazie alle folate di fumo che fuoriuscivano dalle loro vie respiratorie, soprattutto nelle giornate più fredde. A distanza di lustri è arrivata l’altra sorpresa a seguito della pandemia Covid-19 che, ormai, obbliga tutti a munirsi diligentemente di una mascherina ovunque ci si trovi e che ci sta costringendo a scopiazzare quei turisti asiatici - spesso oggetto del nostro scherno - che ogni tanto, in passato, incontravamo nelle nostre città muniti di una mascherina. Tuttavia in questo caso, grazie alla nostra fantasia, si sono introdotte delle varianti italiche: accanto alla stragrande maggioranza della popolazione che indossa correttamente la mascherina (in genere azzurrina di tipo chirurgico, altre volte bianca se FFp2 oppure personalizzata a seconda della passione sportiva o della ideologia politica) coprendo bocca e naso, vi sono anche persone che lasciano il naso scoperto ritenendo - probabilmente – di avere le narici otturate; altre ancora che - nostalgiche del bavaglino portato da bambini - tengono la mascherina sotto il mento forse illudendosi che, pur in quella posizione, distragga comunque il virus; infine vi sono coloro che - in attesa di incontrare qualcuno che li solleciti ad indossare correttamente la mascherina - la tengono sportivamente con “nonchalance” infilata nel braccio (in uno o l’altro a seconda che siano mancini o destrorsi), ovvero posizionata al polso oppure sotto o sopra il gomito o, addirittura, all’altezza dell’ascella. Cioè tutti in Italia, si fa per dire, sono muniti incredibilmente di una mascherina che però non trova poso. Ovviamente, come sempre accade nell’ambito dell’osservanza delle regole, vi sono le debite eccezioni per cui abbiamo anche gli irriducibili no-vax che, per principio, rifiutano addirittura di dotarsi di una mascherina infischiandosi di far del male a se stessi e agli altri, mentre vi sono alcuni che - per essere ligi alle regole imposte dalla legge, ma non solo - portano correttamente la mascherina coprendosi bocca e naso anche quando sono al volante della propria auto pur viaggiando soli soletti… probabilmente per non rischiare di dimenticarsi di mettersela dopo essersi fermati e scesi dal veicolo!

Dino Nardi

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