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Il ritorno alla natura – L’agrifoglio

(Ilex aquifolium)

L’ agrifoglio, Ilex aquifolium, è un arbusto sempreverde appartenente alla famiglia delle Aquifoliaceae che raggiunge anche i 20 metri di altezza. Originario del Regno Unito e dell’Europa centrale, presenta foglie appuntite e lucenti, tra le quali spiccano bacche rosse e tondeggianti, ben note come decorazioni natalizie. Albero sacro per gli antichi druidi considerato la pianta regina dei mesi invernali, l’agrifoglio rappresenta un simbolo importante della tradizione celtica. Analogamente, gli estratti erboristici dell’agrifoglio aiutano a superare la stagione fredda rimanendo in salute.

L' agrifoglio è caratterizzato da una crescita lenta e da una notevole longevità, infatti è in grado di sopravvivere per oltre 300 anni. La pianta si sviluppa facendo sì che nella parte bassa le foglie siano più pungenti rispetto a quelle in alto in modo da potersi proteggere dagli attacchi degli animali. Le foglie sono sempreverdi alterne, coriacee, brevemente picciolate, dentate e spinose al margine e di un colore verde scuro brillante.

È una pianta dioica, per cui i fiori maschili e femminili si trovano su piante diverse. I fiori sono di piccole dimensioni, con quattro petali bianchi e riuniti in infiorescenze. La fioritura avviene a fine primavera, l’impollinazione è operata dalle api o da altri insetti. Sulle piante femminili ad inizio autunno si originano i frutti, delle piccole drupe, rosse a maturazione, aventi un diametro di circa 1 cm, contenenti fino a 4 semi e che restano sulla pianta in inverno. Il legno è duro, compatto e pregiato, viene utilizzato per effettuare torniture e sculture.

COME SI UTILIZZA

Al giorno d’oggi per gli scopi fitoterapici vengono usate solo le foglie, le radici e la corteccia. La corteccia si può raccogliere tutto l’anno, mentre le radici vanno prelevate in autunno. Le foglie vanno raccolte nel tempo balsamico prima che avvenga la fioritura, in aprile e in maggio. Foglie e corteccia si fanno seccare in un luogo asciutto e possibilmente buio e poi le si conservano in sacchetti di tela o in quelli di carta da pane.

Anche se alcuni vecchi libri di erboristeria consigliavano l’impiego delle bacche in caso di stipsi, se ne deve assolutamente evitare l’uso, in quanto si è appurato che sono molto tossiche e provocano dolori intestinali e crampi. Se ingerite in grande quantità possono mettere a repentaglio la vita di una persona adulta. Lasciamo alle bacche rosse, quindi, la funzione di addobbo natalizio per la gioia dei nostri occhi e disponiamole…...non alla portata dei bambini!

Tisana di foglie: si mettono 3 grammi di foglie di agrifoglio in 100 millilitri di acqua naturale in un pentolino sul fuoco, si porta ad ebollizione e si fa sobbollire per 5 minuti; poi si filtra e si lascia intiepidire per qualche minuto  prima di assumerla.

Decotto di corteccia: ha proprietà curative simili a quelle contenute nelle foglie, si usa in caso di febbre e disturbi dell’apparato respiratorio: si procede come sopra, ma si fanno bollire per 3 minuti 4 grammi di corteccia.

Decotto di radici: consigliato come diuretico e depurativo, ma io non ne ho esperienza e preferisco assumere il decotto di equiseto (coda cavallina) e di altre piante medicinali di cui sono maggiormente esperta.

Tintura madre di corteccia: mettete a macerare al buio 20 grammi di corteccia con 100 millilitri di alcool alimentare a 70 gradi in un vaso di vetro scuro; lasciate riposare in un luogo caldo per 10 giorni poi filtrate e riponete la tintura in una bottiglietta, sempre di vetro scuro, chiuso ermeticamente con il tappo. In presenza di febbre si devono assumere 20 gocce disciolte nell’acqua fredda 2 volte al giorno.

PROPRIETÁ

Tannini e pectine conferiscono a tisane e decotti un tipico gusto dolce e marcato e un’azione tonificante simile a quella della caffeina: non è un caso se il Mate del Sudamerica viene fatto con le foglie di piante della stessa famiglia dell’agrifoglio.

Azione febbrifuga, espettorante e tonificante: grazie al contenuto di ilicina, svolge un’azione espettorante, agevola la respirazione e abbassa la febbre in caso di tosse, raffreddore e stati influenzali. La corteccia sotto forma di decotto è un rimedio naturale e ideale contro l'influenza e stati febbrili.

Azione tonico-stimolante: molti sostengono che le foglie possano essere utilizzate anche come sostituto del tè, proprio come lo yerba mate. Anche se in quantità minori rispetto al tè, infatti, nell’agrifoglio vi è una consistente presenza di sostanze stimolanti, come la caffeina e la teobromina.

Azione diuretica: la radice dell’agrifoglio, in decotto, è un ottimo diuretico che si rivela utile in caso di ritenzione idrica, gonfiore addominale e tutti gli inestetismi che derivano da tali disturbi.

Azione antireumatica ed antiartritica: l’agrifoglio è molto consigliato anche contro i dolori articolari, muscolari e delle ossa, date le sue doti antireumatiche.

CURIOSITA'

Anche prima dell’arrivo del Natale cristiano gli si attribuivano proprietà di portafortuna e protezione dai demoni. I druidi ritenevano che questa pianta, con le sue foglie lucide e le bacche rosse, rimanesse verde per rendere più bella la terra quando la maggior parte delle piante, compresa la sacra quercia, perdevano le foglie. Essi mettevano ramoscelli di agrifoglio tra i capelli quando andavano nelle foreste per assistere ai riti sacrificali. L’agrifoglio era anche la pianta sacra di Saturno e veniva usato durante i Saturnali per rendere onore al dio. I romani infatti erano soliti fare delle ghirlande di agrifoglio per decorare le statue di Saturno. Secoli dopo, in dicembre i primi cristiani iniziarono a celebrare la nascita di Gesù. Iniziarono così ad usare questa pianta come decorazione per il periodo di Natale.

Stefania Calzà Santoni

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