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Dalle vecchie bufale alle moderne fake news

Tutti coloro che hanno una certa età si ricorderanno ancora i commenti positivi che venivano fatti, anche in famiglie orientate politicamente nel centrosinistra, a proposito di Mussolini e del fascismo. Come, per esempio, quello – diciamo – più equilibrato di molti altri che “Mussolini ha fatto anche cose buone”. Un commento utile per annacquare o, ancora meglio, sottacere, le tante nefandezze delle quali nessuno poteva disconoscere al fascismo come: la costrizione a forza di manganellate a “ubriacarsi” con olio di ricino o il confino in isolette sperdute del mediterraneo per gli avversari politici e, financo, l’assassinio degli antifascisti ritenuti più pericolosi per il regime; la sostituzione delle esistenti organizzazioni sindacali con i soli sindacati fascisti ed il divieto di sciopero; la persecuzione degli ebrei con l’approvazione delle leggi razziali per non essere da meno del nazismo; l’aver portato l’Italia in una guerra - a fianco dell’alleato tedesco - in cui nei vari fronti, in prigionia e sotto i bombardamenti perirono oltre duecentomila italiani. Tutte nefandezze che, per molti, era meglio non ricordare e rispolverare, invece, le così dette “cose buone” fatte da Mussolini, secondo la propaganda del regime fascista, tipo: l’introduzione della pensione per i lavoratori e della tredicesima mensilità, …i treni che arrivavano in orario, …una casa a tutti gli italiani, …costruito la prima autostrada, …la bonifica dell’Agro Pontino, tanto per citarne alcune. Ebbene “queste cose buone” ascoltate da molti di noi – a viva voce - in famiglia oppure al bar fin da ragazzi non erano altro che bufale o mezze bufale poi diventate, in tempi moderni, grazie ad internet ed ai social, delle “fake news” diffuse a bizzeffe dai nostalgici del fascismo e dai novelli militanti della Destra.

Ma bufale o fake news il risultato non cambia, infatti – premesso che il regime fascista ha governato l’Italia dal 1922 sino alla fine della Seconda guerra mondiale - la realtà, come raccontano gli storici, è che: il primo embrione di sistema pensionistico in Italia venne introdotto nel 1898 con la Cassa Nazionale di Previdenza per Invalidità e Vecchiaia, mentre la Tredicesima mensilità è arrivata solo nel 1960, cosa diversa dal premio annuale di una mensilità introdotta nel Ventennio a beneficio unicamente della classe impiegatizia industriale; i treni ora come allora non erano sempre puntuali, anzi, solo che nel Ventennio il popolo non ne era a conoscenza a causa della censura che non permetteva di divulgare certe notizie ritenute dannose per il regime; la legge sulle case popolari (un’anticipazione delle così dette “Case Fanfani” degli anni ’50) è datata 1903 quindi ben prima dell’arrivo del fascismo; la prima strada per veicoli a motore da Milano a Como vide la luce con l’inizio del Ventennio ma era già stata programmata un anno prima dell’avvento al potere del fascismo; la stessa bonifica dell’Agro Pontino che, nella propaganda mussoliniana, doveva riguardare ben otto milioni di ettari di terra, alla fine si ridusse – pur con grande dispendio di denaro – a solo quattro milioni di ettari ma di questi, si racconta, che solo un paio di milioni erano stati completati o, in gran parte, bonificati e non tutti da Mussolini ma anche dai precedenti governi. Vecchie bufale, o moderne “fake news” che siano, diffuse e rilanciate periodicamente sui social con un clic a beneficio dei tanti creduloni in circolazione che, purtroppo, si riproducono moltiplicandosi in continuazione come stanno anche a dimostrare i sempre più numerosi commenti su Facebook e Twitter ai post/comunicati ufficiali del Comune pisano (inesistente!) di Bugliano!

Dino Nardi

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