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Il ritorno alla natura – Il vischio

(Viscum album)

Il nome latino fa riferimento alla viscosità dei frutti (una caratteristica essenziale per la propagazione di questa pianta parassita) grazie alla quale i semi aderiscono alla pianta ospite per il tempo necessario a sviluppare le speciali radici. Infatti la pianta del vischio non si radica nella terra ma direttamente sull’albero ospite con un interessante processo di crescita. Sviluppa, infatti, sul ramo ospite un bastoncino germinativo, detto “austorio”. Mediante questo bastoncino si collega al sistema idrico dell’albero che lo ospita e ne ricava nutrimento. In questo modo, l’albero ospite fornisce al vischio non solo l’acqua ma anche minerali, molecole organiche idrosolubili, composti azotati e zuccheri. Il vischio è una pianta parassita appartenente alla famiglia delle Lorantacee che a sua volta comprende 20 generi con 1500 specie; sicuramente in Europa la specie di maggior interesse dal punto di vista medicinale è il Viscum Album. Il vischio è una pianta legnosa, sempreverde, perenne e spontanea; cresce raramente sulle conifere mentre è comune sulle latifoglie. Il fusto cilindrico è legnoso e molto ramificato; i rami di colore giallo-verdastro sono anch’essi cilindrici e articolati, disposti a gruppi di tre e tre sopra ogni nodo del fusto.

Le foglie sempreverdi hanno una consistenza coriacea e carnosa, di colore verde chiaro sono strette, lanceolate e obovate, hanno il margine intero e presentano evidenti nervature. I fiorellini di colore giallo compaiono dalla fine dell’inverno alla fine della primavera; sono sessili ed unisessuali, raccolti in glomeruli di tre. I frutti maturano a fine autunno; sono costituiti da bacche globose di colore verde pallido o bianco, collose, succose e contenenti un liquido vischioso potenzialmente tossico, quindi non vanno mai impiegate. La parte “medicamentosa” della pianta, invece, è rappresentata dalla parte erbacea ossia foglie e ramoscelli verdi ed ha una molteplicità di effetti curativi .

COME SI UTILIZZA

Raccolta e conservazione

Raccogliere le foglie e i rametti teneri di vischio in primavera o autunno; fare essiccare al sole e conservare in sacchetti di carta o tela al riparo dall’umidità. Parti utilizzate: vengono impiegate le foglie giovani, fresche o essiccate e i rametti più teneri.

Decotto: fare bollire in una tazza d’acqua, per 10 minuti circa, la punta di un cucchiaino di foglie di vischio essiccate e sminuzzate; togliere dal fuoco, lasciare in infusione ancora per 10 minuti, quindi colare ed eventualmente filtrare. La dose consigliata è di due tazze al giorno assunte lontano dai pasti; se il gusto è troppo sgradevole dolcificare con un po’ di miele.

Polvere: pestare in un mortaio la quantità desiderata di foglie essiccate e rametti di vischio fino ad ottenere una polvere finissima; conservare in un vasetto di vetro ben chiuso. La dose consigliata è 5 g circa, suddivisi in 4-5 volte nel corso della giornata, da prendere in un’ostia oppure mescolati in un cucchiaio di miele o marmellata.

Tintura: mettere a macerare, in 40-50 g di alcool a 60°, 10-15 g di foglie essiccate di vischio; dopo 10 giorni di macerazione colare e conservare in una boccetta di vetro scuro. Assumere da 2 a 4 volte al giorno due cucchiaini, secondo le indicazioni del caso.

Vino medicinale: fare macerare 30-40 g di foglie secche di vischio in un litro di buon vino bianco secco; dopo 10-12 giorni circa colare ed eventualmente filtrare. Assumerne nella dose di un bicchiere al giorno, meglio se suddiviso in 2-3 volte nel corso della giornata.

Decotto per uso esterno: fare bollire, per 10-15 minuti, in un litro abbondante di acqua una grossa manciata (40-50g ) di foglie giovani essiccate di vischio; togliere dal fuoco, lasciare intiepidire, quindi colare e filtrare più volte. Utilizzare il decotto preparato per lavaggi, irrigazioni, cataplasmi e compresse in caso di dolori artritici e reumatici, geloni, nevriti, perdite bianche, reumatismi del sangue, sciatiche.

Il vischio è una pianta che va utilizzata sotto stretto controllo medico in quanto diversi sono gli effetti collaterali che potrebbe provocare. Una volta ingerite le bacche del vischio sono in grado di provocare vomito e diarrea fino allo shock anafilattico.

PROPRIETÀ

Il vischio è conosciuto ed utilizzato come rimedio naturale per le sue efficaci proprietà vasodilatatrici ed ipotensive; viene infatti utilizzato, spesso associato ad altri farmaci, nella cura e nel trattamento dell’ipertensione e di altre malattie di origine nervosa (arteriosclerosi, epilessia ed isterismo). Svolge un’azione cardioattiva, antispasmodica e diuretica efficace in caso di nefrite e disturbi renali in generale. Per uso esterno è ottimo nella cura di problemi di circolazione come per esempio geloni, artriti e reumatismi del sangue.

Azione ipotensiva: contribuisce alla regolazione della pressione arteriosa:  i lignani, flavonoidi e amine contenute all’interno del vischio aiutano ad abbassare la pressione sanguigna e a mantenerla stabile nel tempo, contribuendo alla stimolazione della diuresi e della circolazione sanguigna.

Azione sedativa rilassante:  i principi attivi contenuti all’interno del vischio contribuiscono ad infondere un’azione rilassante per il corpo,  riducendo lo stress e lo stato ansioso. Si rivelano quindi utili nei casi di palpitazioni, ipereccitabilità,  ansia, agitazione, depressione e nervosismo.

Azione diuretica: la sua azione diuretica contribuisce a migliorare le condizioni date da un accumulo di acido urico nelle urine, contribuendo ad abbassare anche di conseguenza la pressione sanguigna.

Trattamento dell’ arteriosclerosi: i suoi principi attivi contribuiscono a prevenire la formazione di placche arterosclerotiche che potrebbero provocare delle ostruzioni dei vasi sanguigni, riducendo così il rischio di infarto, ictus ed embolie cerebrali.

Azione emostatica: riduce le perdite di sangue per questo motivo potrebbe essere utilizzato in caso di mestruazioni abbondanti o emorragie uterine.

Azione antinfiammatoria:  il vischio può essere impiegato per il trattamento di dolori reumatici, ma anche in caso di lombosciatalgia ed emicrania.

Azione antitumorale: le lectine, le glicoproteine e di polipetidi contenuti nel vischio hanno un’azione immunostimolante e contribuiscono ad inibire la proliferazione di alcune tipologie di cellule tumorali come il cancro al colon, al pancreas, tumore al seno e del polmone. Il vischio, pare inoltre diminuisca gli effetti collaterali provocati dalla terapia antitumorale e ne potenzi l’azione. Come prodotto antitumorale viene somministrato vischio fermentato sotto forma di preparato iniettabile utilizzato per via intradermica o endovenosa. Sono stati condotti parecchi studi sull’utilizzo del vischio nell’ambito oncologico ed oggi viene utilizzato nella terapia integrativa del cancro.

CURIOSITÀ

Già in uso nelle tradizioni pagane per celebrare l'arrivo dell'inverno, il vischio vanta una lunga storia. Secondo quanto riportato da Plinio il Vecchio, la pianta era già conosciuta dai Celti che la reputavano sacra. I druidi ritenevano la pianta simbolo della divinità e le attribuivano un grande potere poiché vive senza toccare terra: se le sue radici avessero toccato terra come le altre piante, avrebbe perso i poteri divini che le attribuivano la proprietà di scacciare gli spiriti malefici.

Erano infatti convinti che essa nascesse dall’albero su cui era caduto un fulmine e che fosse quindi la manifestazione stessa della divinità. Secondo James Frazer, autore de” Il ramo d’oro”, quanto riportato dall’autore latino sarebbe confermato dal nome di “scopa del fulmine” attribuito al vischio in alcune zone della Svizzera. Anche in Germania è un nome comune per ogni escrescenza cespugliosa che cresce su un ramo, giacché si ritiene che questi organismi parassitici siano il prodotto di questo spettacolare fenomeno atmosferico. La consuetudine di appendere un rametto di vischio in casa a Natale è quindi un retaggio delle antiche credenze nelle sue proprietà magiche.

Le origini del bacio sotto il vischio

Un mito di origine celtica vede come protagonista proprio il vischio e spiega il perché di questa tradizione giunta fino ai giorni nostri. La leggenda narra che le lacrime della dea Freya, piangente sul cadavere del figlio che era stato colpito a morte dal fratello Loki, con un’arma fatta con il legno di questa pianta, si trasformarono nelle bacche bianche del vischio e il figlio Balder tornò in vita. Freya, colma di gioia, ringraziò con un bacio chiunque passasse al di sotto del vischio.

Da qui, allora, la tradizione vuole che gli innamorati debbano baciarsi sotto questa pianta per ottenere la protezione della dea. Successivamente, la forza divina del vischio, legata al credo pagano, fu assorbita e veicolata dal Cristianesimo divenendo simbolo di amore e fortuna. Ecco perché ancora oggi è tradizione, durante il periodo natalizio, baciarsi sotto il ramoscello di vischio.

Stefania Calzà Santoni

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