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Il Papa che divise la Chiesa e l’Europa

500 anni fa moriva Leone X

Da cinque secoli a questa parte fra cattolici e protestanti non corre buon sangue, piuttosto molto ne è stato versato, basti pensare fra tutte alla strage di S. Bartolomeo del 25.8.1572, nella quale i cattolici massacrarono tre mila ugonotti francesi. Oggi ci si può domandare se tanto odio si sarebbe potuto evitare, probabilmente sì. L’anniversario dell’1.12.2021 può darci una risposta, rievocando i 500 anni dalla morte di Leone X. L’impulsivo e mondano pontefice, cui è mancata cultura teologica e pazienza per evitare di fronte a Lutero uno strappo religioso e politico insanabile. Dal punto di vista storico è opportuno dare spazio anche a questo uomo non tanto per celebrarlo quanto per evitare che la storia venga sempre raccontata dai vincitori (nel caso dai cattolici), e che i vinti stiano sempre dalla parte del torto.

Il futuro Leone X, all’anagrafe Giovanni De’ Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico, di nobile famiglia toscana, nacque a Firenze il 10.12.1475 e morì a Roma l’1.12.1521 a 46 anni. Da bambino fu destinato alla carriera ecclesiastica, a 8 anni divenne abate di Montecassino, a 13 anni, segretamente, per abili manovre, cardinale. Si cacciò subito in politica e fondò la lega Santa (Inghilterra, Spagna, Venezia, Svizzera, Impero) contro i francesi. A 38 anni, sempre con l'appoggio dei nobili e dei politici diventò il 217.mo papa senza essere né diacono, né prete né vescovo. In un battibaleno si fece conferire cumulativamente tutti e tre gli ordini.

Energico, guerriero, raffinato mecenate, nepotista perseguì tre obbiettivi: politica con gli stati europei, sistemazione dello stato pontificio, difesa degli interessi di famiglia. Difatti scelse il cugino Giacomo a divenire suo successore col nome di papa Clemente VII non curante del conclave. Suo vero chiodo fisso era il finanziamento della monumentale basilica di S. Pietro, iniziata nel 1506 ad opera del Bramante e terminata nel 1620, 114 anni più tardi. Ebbe la nobile pensata di lanciare il mercato delle indulgenze. Cioè ogni peccato passato, presente e persino futuro poteva essere perdonato per evitare l’inferno a patto che il cliente peccatore versasse una quota prestabilita. Ed è così che Leone X pubblicò la Taxa Camerae, il tariffario con 35 libelli. Esempio: chi annega un figlio, assolto versando 27 libbre, un eretico che si converte assolto con 218 libbre, un frate che vuole ritirarsi in eremo con una donna, assolto per 45 libbre, chi spergiura senza mantenere, assolto con 131 libbre. Il guercio di un occhio che vuole farsi prete promosso con 10 libbre. E così di seguito. L’arcivescovo Alberto di Brandeburgo e la Banca Fugger raccolsero 10 mila ducati. Il totale dell’operazione indulgenze fruttò a Leone X circa 2 milioni di euro attuali.

A tanto sacrilego mega mercato si oppose Martin Lutero, nato ad Eisleben Sassonia, regione ad est della Germania nel 1483(+1546), figlio di contadini. A 18 anni entrò in convento e si fece monaco, a 25 docente all’università di Wittenberg, a 32 si sposò con Caterina Von Bora ed ebbe sei figli. Carattere vigoroso e deciso, studioso appassionato della Bibbia, di profonda spiritualità, ansioso e vitalista si chiederà per tutta la vita:” come troverò un Dio misericordioso?”. Basa la sua spiritualità sul Vangelo e sulle lettere di Paolo, formulando tre principi:

1) Sola fede. Primato della coscienza. La giustificazione e la salvezza dipendono dalla sola fede e non dalle opere, specie quelle frutto di mercato. Le opere non sono inutili ma vanno compiute come frutto dell’amore di Dio.

2) Sola grazia. Primato della grazia di Dio sul merito dell’uomo. Centralità Cristo.

3)Sola scrittura. Primato del vangelo e non delle tradizioni degli uomini.

Non era una nuova religione, ma il ritorno a quella di Gesù. Il conflitto con Leone X inizia subito ma esplode nel 1517 quando il traffico delle indulgenze supera ogni sopportazione. Il 31.10 dello stesso anno espone alla porta della cattedrale di Wittenberg 95 tesi, esplicazioni dei tre principi su citati. ll tutto arrivò a Roma e il teologo di corte Silvestro Prierias pregò il papa di prendere la causa sul serio e di discuterla seriamente. Il pontefice in tutt’altre faccende affaccendato non si sente affatto minacciato da queste quisquiglie fratesche e frettolosamente si illude di chiudere il caso con la bolla Exurge del 15.6.1520 minacciando la scomunica che divenne operativa il 3.1.1521. Lutero diede fuoco a tale documento e rispose che sul trono papale siede l’anticristo.

E così lo strappo diventa definitivo. Causa l’impazienza e l’incompetenza di Leone X inizia la riforma protestante, si spacca la cattolicità, la stessa geopolitica europea si assesta definitivamente con il nord Europa separato dal sud che resta papale. Forse un po’di ragione ce l’aveva quel tale a dire che se la chiesa non l’hanno distrutta i papi non la distrugge più nessuno. La conseguenza però è che in Italia il protestantesimo non ha mai avuto diritto di cittadinanza, sempre combattuto con pregiudizi, invece avrebbe potuto diventare stimolante confronto. Un tentativo di avvicinamento si è avuto il 31.10.1999. quando le due chiese hanno firmato un accordo sulla giustificazione attraverso la sola fede. E recentemente la Federazione luterana ha proposto che Papa Bergoglio tolga la scomunica a Lutero e i Luterani aboliscano l’epiteto di anticristo lanciato al papa. Purtroppo anche Leone X è stato figlio dell’imperatore Costantino (313 d. c.) del quale Dante scrisse (Inf.21,115):” Ah Costantin di quanto mal fu matre non la tua conversion, ma quella dote che da te prese il primo ricco patre.”

Albino Michelin

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