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Il ritorno alla natura – La camomilla

(Matricaria chamomilla)

La parola camomilla deriva dal termine greco khamaimelon, che significa mela di terra per il suo profumo molto simile alla mela nana e anche in spagnolo, la camomilla si chiama manzanilla cioè “piccola mela”. Successivamente il termine venne latinizzato e diventò Chamomilla. Il nome botanico di derivazione latina, Matricaria, ci parla invece di uno dei suoi usi più frequenti: matricaria deriva infatti da "matrix", tra i vari significati vi si trova "utero", con riferimento al potere calmante durante il ciclo mestruale e i relativi dolori.

Gli antichi egizi dedicavano il fiore di camomilla al Dio del Sole. Infatti, tracce di questa pianta sono state trovate nella tomba di Re Ramsete II, probabilmente per dargli coraggio e calma nel suo viaggio verso l’aldilà. Gli egizi ne conoscevano comunque anche gli effetti terapeutici e la utilizzavano per curare i dolori agli arti, le nevralgie e come antipiretico.

Nel medioevo, la fama di questa pianta crebbe ulteriormente tanto da essere utilizzata per curare malattie serie, come infezioni, tubercolosi e peste. Infatti si bruciavano le piante secche nel camino: come l’incenso, le piante di camomilla bruciate diffondevano benefici e “salvifici” fumi. Non solo, per proteggere i neonati dalle epidemie dell’epoca, venivano appesi ciuffi di camomilla sui loro giacigli. Inoltre in passato i fiori di questa pianta venivano usati come tabacco.

Ama i luoghi soleggiati e cresce spontaneamente, in tutta Europa e nell’Asia Nord-Occidentale. La più utilizzata è la camomilla matricaria, ma ne esistono molte altre varietà, per esempio: romana, tintoria, gialla, del Capo e del Marocco.

È una pianta erbacea annua, il cui fusto eretto può arrivare ad un’altezza di circa 50/80 centimetri. Le foglie di colore verde scuro sono filiformi e frastagliate. Le tipiche infiorescenze, del tutto simili alle margherite, al centro sono composte da piccolissimi fiori gialli, detti capolini, di forma tubolare circondati da fiori a linguetta bianchi, simili a petali. Sono proprio i capolini, la parte gialla, che contengono le note sostanze attive della camomilla e vengono recisi subito dopo la fioritura. Se i capolini non vengono utilizzati entro un anno dalla raccolta, perdono tutte le loro proprietà medicamentose.

Non è facile riconoscere la camomilla perché spesso si confonde con altri piccoli fiori simili. Possiamo dire che tre sono le sue caratteristiche strutturali: i petali dei fiori al termine della fioritura sono rivolte verso il basso, il ricettacolo fiorale è conico e cavo nel suo interno e le foglie sono incise.

COME SI UTILIZZA

Infuso: mettere un cucchiaio di fiori essiccati in una tazza di acqua bollente, lasciare in infusione per cinque/sette minuti prima di filtrare. Unica accortezza è non lasciare troppo a lungo in infusione per non incorrere in effetti opposti a quelli desiderati.

Olio essenzIiale: si trova in erboristeria o in farmacia.

Polvere di fiori: triturare finemente in un mortaio 5 g circa di fiori essiccati di camomilla, conservare in un barattolo chiuso, prendere la polvere mescolata a miele o zucchero a piacimento.

Tintura: macerare, per otto giorni, 20 g di fiori sminuzzati in 100 g di alcool a 70°, colare e conservare in una bottiglietta di vetro scuro con contagocce.

Sciroppo: preparare un infuso con tre cucchiai di fiori in 150 g di acqua bollente, lasciare in infusione per almeno un’ora, quindi spremere e filtrare. Aggiungere 250 g di sciroppo semplice così preparato: sciogliere 665 g di zucchero in 335 g di acqua, portare a ebollizione quindi filtrare con una tela.

Olio per uso esterno: macerare 60 g di fiori secchi ben sminuzzati in 500 g di olio di oliva, scaldare per due ore a bagnomaria agitando ogni tanto. Spremere con cura e passare attraverso una tela, conservare in una bottiglia di vetro scuro, a chiusura ermetica.

Bellezza

Latte detergente alla camomilla per pelli secche e sensibili: agisce come ottimo calmante, inoltre ammorbidisce e schiarisce la pelle. Riscaldare a bagnomaria due cucchiai di fiori di camomilla in ½ tazza di latte intero e cuocere per trenta minuti (non fare bollire il latte ed evitare la formazione della pellicola). Lasciare in infusione per due ore, quindi filtrare. Conservare in frigo e consumare entro una settimana. Applicare sul viso con un batuffolo di cotone ed eliminare gli eccessi con un fazzoletto di carta. Un antico ma efficace rimedio per decongestionare borse e occhiaie è quello di mettere sugli occhi due bustine di camomilla.

Bagno calmante e rilassante alla camomilla: aggiungere all’acqua del bagno 5-10 gocce di olio essenziale: distribuire l’olio nell’acqua tiepida a una temperatura poco inferiore a quella corporea (33-36° C), lasciare riposare qualche minuto e agitare leggermente. Attenzione a non versare l’olio nell’acqua calda bollente poiché evaporata.

Schiarire i capelli: preparare in infuso con otto cucchiai di fiori e usarlo regolarmente dopo lo shampoo. La camomilla è ideale per un’ uso cosmetico perché aiuta ad avere una pelle luminosa. Inoltre, è utile per pulire la pelle ed idratarla ma anche per combattere problemi come brufoli, punti neri e acne, ecc.

PROPRIETA'

Il principio attivo tipico della camomilla è il camazulene, una molecola dalle proprietà antibatteriche ed antinfiammatorie. Il camazulene si estrae dai capolini per distillazione. La camomilla è anche ricca di mucillagine che ha un’azione protettiva sulle mucose; cumarina che aumenta la resistenza dei capillari, svolge un’azione spasmolitica sulla muscolatura liscia. Ha anche un’azione antibatterica e antivirale.

Azione antinfiammatoria e decongestionante: le componenti dell’olio essenziale di camomilla, azulene e alfa-bisabololo, conferiscono a questo prodotto importanti proprietà antinfiammatorie. Infatti, la camomilla lenisce le irritazioni dei tessuti, sia interni che esterni, grazie ai suoi poteri decongestionanti e lenitivi. Perfetta in caso di congiuntiviti, gastrite, sindrome del colon irritabile, diarrea, flatulenza, riniti, irritazioni del cavo orale e infiammazioni urogenitali.

Azione ricostituente: tutti conoscono i suoi effetti sedativi, meno conosciuti sono i suoi effetti ricostituenti e tonici che si ottengono prolungandone l’infusione. Quindi infuso leggero prima di andare a letto, forte la mattina per affrontare con energia la giornata.

Azione sedativa: in realtà, le proprietà sedative della pianta sono forse tra le più conosciute. Tuttavia, è fondamentale specificare che non ha un effetto ipnoinducente, come ad esempio quello esercitato dalle benzodiazepine, ma proprietà antispasmodiche in grado di indurre un rilassamento muscolare che predispone ad un buona qualità del sonno

Proprietà spasmolitiche: il rilassamento muscolare indotto dalla camomilla la rende perfetta anche in caso dicrampi intestinali ,dolori mestruali, digestione difficile, spasmi muscolari. Una tisana di questa pianta è ottima anche quando sei stressato, nervoso o ansioso. Ottima per i neonati la tisana a base di camomilla, grazie alle sue proprietà antispasmodiche, è perfetta per combattere e ridurre le coliche che disturbano il sonno dei neonati.    

Azione analgesica: l'acido salicilico, quello oleico, l'acido stearico e i lattoni contenuti nella camomilla conferiscono a questa pianta proprietà antidolorifiche. E' consigliato l'uso anche in caso di maldi denti, mal di testa, cervicale, mal di schiena e sciatica.

La ricetta

Dressing alla camomilla

2 cucchiai di fiori freschi di camomilla
2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
mezzo lime spremuto
1 cucchiaio di miele
sale e pepe

Mescolare velocemente tutti gli ingredienti creando un’emulsione con cui condire le insalate o del carpaccio di pesce.

CURIOSITÀ

Gli egizi dedicarono la camomilla al sole e la apprezzavano fra tutte le piante per le sue proprietà terapeutiche, i greci la consigliavano per i disturbi ginecologici e nelle febbri. Tra le nove piante sacre del Lacnunga, un antico manoscritto anglosassone, la camomilla è la “più potente”. A questa pianta s’ispira un proverbio che consiglia come affrontare le difficoltà: “Come un tappeto di camomilla, che più è calpestato e più si propaga”. Inoltre, per tingere la lana o la seta di un bel colore giallo dorato, si puó utilizzare una tintura a base di camomilla dei tintori (Anthemis tinctoria).

Stefania Calzà Santoni

 

 

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