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Nuova Zelanda

Da civile e libera, a folle dittatura sanitaria

Cari lettori, uno dei miei Paesi preferiti al mondo, è da sempre la Nuova Zelanda. Ahimè, non più... il governo Kiwi è impazzito. E questo non possiamo accettarlo. Ancora oggi il paese sottopone il proprio popolo a forti restrizioni e confini blindati. Tanto per dire, sul ritardo nell’indicare la località che ospiterà la prossima America’s Cup ha pesato anche l’impossibilità di viaggiare all’estero, tra estenuanti quarantene: anche gli atleti stranieri devono sottoporsi all’isolamento presso alberghi governativi e non c’è posto. Prenoti il volo a gennaio, trovi una camera a marzo. E questa è la più importante competizione di vela al mondo. Fosse un’eccezione si potrebbe accettare. Magari!! Invece è sintomatica della situazione generale. Per esempio, dopo averla confrontata con la situazione in Europa da maggio, sembra che in Nuova Zelanda ci siano molte cose che vengono segnalate male. I media paiono pronti a promuovere la paura, ancora più che da noi. Sarebbe interessante inviare una troupe neozelandese veramente indipendente all’estero per riferire su come altrove è realmente tutto più equilibrato... sospetto che la maggior parte dei kiwi sarebbe sorpresa. Se avete dubbi su quello che dico accendete la TV e date un'occhiata agli stadi pieni dei vari eventi sportivi in Europa e non solo. Cosa ridicolmente assurda, gli All Blacks, cioè la famosissima nazionale neozelandese di rugby hanno appena giocato contro gli USA davanti a 40.000 tifosi a Washington DC.

Il fatto è semplicissimo: in quasi tutto il mondo la gente convive con il Covid e, sebbene alcune persone, forse molte, rimangano prudenti, la vita è in gran parte tornata alla normalità in molti luoghi. Ma non è quello che avviene in Nuova Zelanda. L'erosione della libertà di scelta, la libertà di parola e la perdita di tempo prezioso con famiglia e amici e tutti gli altri aspetti negativi di un lockdown, o peggio ancora di un coprifuoco, dovrebbero essere bilanciati contro il rischio sanitario del Covid. Immaginate se la nazione avesse investito 1 miliardo in più speso ogni settimana in lockdown per migliorare il nostro sistema sanitario, l'istruzione o le strade (hanno avuto 8 morti in incidenti stradali in Nuova Zelanda lo scorso fine settimana). Sembra assolutamente folle che i doppi vaccinati abbiano il terrore di incontrare persone non vaccinate. Benchè, come vi può confermare qualsiasi medico, per loro non sussiste alcun vero pericolo. Sarà così per ancora quanto? E le persone che hanno problemi di salute e non possono vaccinarsi? In Nuova Zelanda saranno banditi dalla società? Infine il fatto che il governo neozelandese abbia ora detto che anche se Auckland dovesse ottenere il 90% vaccinati, le persone potrebbero essere ancora limitate a viaggiare a Natale sembra un'assurdità totale (per la cronaca, Auckland ha già il 93% prima dose e l'82% seconda dose vaccinati - l'intero Paese ha l'87% prima dose e il 72% doppia dose!!). È anche una totale assurdità e contraddittorio che i vaccinati che hanno test covid negativi siano bloccati per 14 giorni. Nenache per la peste bubbonica saremmo tanto severi. Figuriamoci per queta (ora) fesseria. La Nuova Zelanda era un paese dove le persone apprezzavano molto la libertà di scelta e la democrazia. Come siano arrivati a questa fase di accettare ciecamente qualsiasi sorta di folle regola unilaterale, potere e dittatura da parte del loro governo è davvero profondamente preoccupante. Un giorno non lontano si scriveranno libri ed analisi su come, dal nulla e per un lasso di tempo di ben due anni, uno dei Paesi considerati più civili, all’avanguardia, democratici e raziocinanti del mondo, perse del tutto il senso del giudizio e della misura. Da vergognarsi profondamente.

Peter Ferri

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