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Il ritorno alla natura – Il girasole

(Helianthus annuus)

L’etimologia di questa pianta proviene da due termini greci che spiegano la particolare tendenza eliotropica del fiore. Helios, ovvero sole, e anthos, fiore, indica la particolare tendenza a far girare il suo capolino verso il sole. Quello che viene definito il fiore di girasole è in realtà il capolino, composto da un affollamento di numerosi fiori. La maggior parte dei capolini presenti in un campo fiorito sono soggetti ad eliotropismo: puntano ad est dove il sole sorge, nelle giornate senza nubi ne seguono il percorso nel cielo, mentre di notte e al crepuscolo tornano ad orientarsi verso est. Il movimento è originato dalle cellule motrici del pulvino, un segmento flessibile dello stelo che si trova proprio sotto il bocciolo stesso. Lo stelo si irrigidisce alla fine di questo stadio di maturazione e quando il girasole fiorisce lo stelo si blocca definitivamente in direzione est.

Appartenente alla famiglia delle Asteracee, il girasole è una pianta erbacea annuale originaria dell'America settentrionale; diffusa in Europa e in Australia, coltivata per uso alimentare, soprattutto nell'industria olearia. Le varietà da olio hanno dimensioni imponenti, con fusti alti anche due metri e fiori con diametro di 25-50 cm, mentre le varietà da giardino si mantengono entro gli 80-90 cm di altezza, con varietà nane di 30-40 cm di altezza.

Questo genere di pianta ha fusti eretti, carnosi, ruvidi e rigidi, che portano larghe foglie alterne, cuoiose, con picciolo allungato; in piena estate, all'apice dei fusti, si sviluppa una grande infiorescenza appiattita, detta calatide, costituita da numerosissimi fiorellini, circondati da uno o più giri di brattee di colore giallo oro; in tarda estate i fiorellini lasciano il posto ai frutti, acheni legnosi, di colore grigio-crema, striato di nero. La "noce" all'interno dell'achenio è commestibile.

COME SI UTILIZZA

Raccolta e conservazione

Raccogliere le foglie e i capolini laterali durante il periodo della fioritura, i grossi capolini centrali vanno raccolti a maturazione completa quando stanno per appassire. I fiori vanno appesi ad asciugare all’ombra in un luogo aerato sino a quando i semi cominciano a cadere. Fare essiccare le foglie all’ombra e i semi al sole. Foglie e fiori si conservano in scatole o cassette, mentre i semi vanno conservati in sacchi di tela.

Nei fiori di girasole troviamo la fitosterina, la betaina, quercetina, antocianina, colina, ed infine arnidiolo, mentre nei semi di girasole è presente l’acido linoleico, l’acido oleico, ed anche palmidico, stearico, lecitina, albumina ed infine colesterina. Ricco di vitamine B6, B 12 e B 1, di minerali come ferro, manganese, magnesio, zinco, fosforo contiene molte proteine al pari dei cereali.

Infuso di petali: versare 1 litro di acqua bollente in un recipiente di terracotta contenente 40 g di petali di fiori essiccati, lasciare in infusione per quindici minuti quindi colare. Assumere 3-4 tazzine il giorno in caso di cattiva digestione, disturbi intestinali, dissenteria, infiammazioni renali, mal di stomaco e spasmi gastrointestinali.

Infuso di semi: mettere in infusione, in 1 litro di acqua bollente, 20 g di semi di girasole torrefatti e macinati, lasciare riposare per 10-15 minuti, quindi filtrare e bere a tazzine durante la giornata. In caso di eccitazione nervosa, emicrania, mal di testa di origine nervosa: bere durante il giorno 2-3 tazzine d’infuso di semi di girasole oppure masticare alcuni semi.

Tintura di foglie: mettere a macerare, per 8-10 giorni circa, 20 g di foglie (o petali) essiccate e sminuzzate di girasole in 80 g di alcool a 60°, dopo una settimana filtrare e conservare in una boccetta di vetro scuro con contagocce. La dose consigliata è 10-20 goccia prese 2-3 volte durante la giornata.

Vino medicinale: lasciare a macero, per quindici giorni, 40 g di foglie e petali essiccati in un litro di buon vino bianco secco generoso, filtrare e bere 2-3 bicchierini il giorno

Unguento antidolorifico: mescolare parti uguali di olio di semi di girasole, essenza di trementina, olio canforato ed essenza di chiodi di garofano e utilizzare tale unguento per fare massaggi e frizioni delle zone doloranti in caso di dolori artritici, piaghe ulcerose, reumatismi, spasmi muscolari e stiramenti.

Massaggi nutrienti per il corpo: l’olio di semi di Girasole è molto ricco di vitamina E e di altre sostanze benefiche per la pelle. Mescolare a mezzo bicchiere di olio di semi di girasole qualche goccia di olio essenziale di lavanda, o di eucalipto, o di rosmarino, utilizzare l’unguento così preparato per fare massaggi al corpo.

In cucina

I semi sono certamente i più conosciuti perché commestibili e molto diffusi. Meno considerati sono invece gli usi dei petali di girasole che sono ottimi da inserire nei sughi, per arricchire dolci e preparare tisane. Sono commestibili anche i germogli chiusi del girasole che si possono bollire o friggere, oppure grigliare e condire con olio e sale.

Oltre ad utilizzarli per guarnire pietanze, insalate o frullati, è possibile fare anche un ottimo pane ai semi di girasole oppure biscotti, focacce, crackers e persino grissini. Per renderli croccanti ed esaltarne il sapore, si possono tostare per pochissimi minuti in una padella antiaderente o in forno, a una temperatura non superiore a 160 °C. In commercio si trovano spesso anche già tostati e salati, ma per non vanificare i loro numerosi benefici il consiglio è di comprarli al naturale e poi tostarli.

PROPRIETA'

Le principali proprietà fitoterapiche del girasole sono febbrifughe, stomachiche e nutrienti ed anticolesteremiche. I semi sono nutrienti e ricchi di antiossidanti che contrastano la formazione di radicali liberi e l’invecchiamento di tessuti ed organi. L’estratto di petali di girasole aiuta ad abbassare la temperatura corporea, ha proprietà diuretiche e sana i bronchi infiammati, agevola il metabolismo intestinale ed aiuta a combattere gli stati d’ansia.

Azione sul sistema cardiovascolare:i semi di girasole hanno eccellenti quantità di grassi buoni, vitamine e fibre. La combinazione di questi elementi aiuta a mantenere in salute il sistema cardiovascolare, aiutando ad abbassare il colesterolo ematico, prevenendone anche l’ossidazione, fenomeno alla base della formazione di placche aterosclerotiche. Inoltre, l’acido linoleico e il magnesio contenuti nei semi di girasole aiutano ad abbassare la pressione del sangue.

Azione ipoglicemizzante e ipocolesterolemizzante: i semi di girasole sono ricchi di fibre e grassi buoni, composti che riducono l’indice glicemico di un piatto. Aggiungere semi di girasole alle ricette, pertanto, contribuirà a tenere basso l’indice glicemico dell’intero pasto, fornendo un’aiuto in più in chi deve seguire una dieta a basso indice glicemico. Alcuni studi hanno evidenziato l’effetto ipoglicemizzante di un estratto di semi di girasole, il quale ha ridotto la glicemia nei ratti diabetici, migliorando allo stesso tempo il peso corporeo, il contenuto di glicogeno epatico, l’emoglobina glicosilata, i livelli di glutatione e i livelli sierici di insulina.

Azione antiossidante e antinfiammatoria: risultano utili a contrastare gli effetti della cosiddetta infiammazione cronica di basso grado, uno stato infiammatorio non acuto che, nel lungo periodo, può portare alla formazione di numerose patologie. La presenza di vitamina E e di minerali come zinco e selenio, risultano inoltre fondamentali per il corretto funzionamento del sistema immunitario.

Azione febbrifuga e espettorante: in caso di febbre, febbre malarica, malattie infettive (polmonite, bronchite, pleurite), pertosse, raffreddore, tosse: assumere, ogni tre ore, 20 gocce di tintura di foglie e fiori di girasole, diluite in un poco di acqua, oppure prendere 2-3 tazzine al giorno d’infuso di petali. Per alleviare la sintomatologia di pleurite e polmonite bere 2-3 bicchierini di vino medicinale, meglio se a stomaco pieno.

Azione lassativa: la presenza di fibre rende i semi di girasole alleati della salute intestinale. Esse, infatti, aiutano il regolare funzionamento dell’intestino prevenendo la stitichezza e favorendo una corretta e regolare evacuazione.

CURIOSITA'

Il termine girasole era già conosciuto nel Mediterraneo molto tempo prima che lo "Helianthus annuus" venisse importato nel XVI sec. dalle Americhe. Con il nome d’origine greca “Helianthus” si indicavano piante dotate di movimento eliotropio, dove il fiore era sempre rivolto verso il sole.
Il girasole è stato coltivato per la prima volta intorno al Mille a.C. dagli indios del Messico settentrionale. Gli Incas consideravano la pianta l'immagine del dio del sole, identificato sia nei semi stessi del fiore che con riproduzioni in oro.
I Maya cocevano i grani per ricavarne una bevanda afrodisiaca, Questa virtù rimase anche dopo l’arrivo in Europa, e il naturalista Loniarus consigliava di friggere i petali freschi di girasole e poi mangiarli con pepe e sale, allo scopo di “rinvigorirsi prima di affrontare i doveri coniugali”.
In seguito studi scientifici scoprirono che i semi di girasole contenevano acido clorogenico, acidi grassi insaturi e vitamina E, elementi che favorirebbero la fecondità e combatterebbero l’impotenza.

La ricetta

Biscottini ai semi di girasole

Ingredienti:

  • 150 gr di farina 00
  • 4 cucchiai di zucchero di canna
  • 350 gr di semi di girasole
  • 1 clementina

Preparazione:

  • Frullate la farina con lo zucchero e i semi tenendone da parte qualcuno per la decorazione finale. Aggiungete all’impasto così ottenuto la scorza e il succo della clementina e un filo d’acqua per stemperare il tutto.
  • Una volta pronta, lavorate la pasta con il matterello e formate delle sfere leggermente schiacciate che guarnirete con una manciata di semi interi.
  • Fate cuocere in forno a 180° per circa 10 minuti.

Buoni, leggeri e naturali, i vostri biscottini saranno apprezzati anche dai più piccoli per una merenda sana o a colazione.

Stefania Calzà Santoni

 

 

 

 

 

 

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