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In fuga

Destinazione Svizzera

Emanuele da Brugg (AG), un fedele abbonato de L’ECO, ci ha contattati per avere una informazione che interessa ad un suo nipote residente in Calabria che, a distanza di tre anni dalla sua laurea in chimica, ancora non è riuscito a trovare un lavoro serio nella sua regione e neppure in altre regioni italiane così che avrebbe deciso di diventare anch’egli un “cervello in fuga” e di venire a lavorare in Svizzera nel Cantone Argovia dove troverebbe comunque dei parenti e diversi altri suoi compaesani. La prima domanda che ci pone Emanuele è se attualmente esiste nella Confederazione la possibilità, o meno, di avere un permesso di lavoro e di soggiorno sapendo che in Svizzera le norme sull’immigrazione sono sempre molto rigide, mentre la seconda è se conosciamo aziende dove suo nipote, che parla inglese, potrebbe far valere la sua laurea e rivolgersi per cercare un impiego, possibilmente nel Cantone Argovia altrimenti anche in altre località elvetiche.

Rispondiamo volentieri a Emanuele perché - vista la situazione occupazionale in Italia - le sue domande ricorrono spesso tra gli emigrati italiani che, come lui, hanno pure parenti e conoscenti interessati ad un eventuale lavoro nella Confederazione. Innanzitutto chiariamo subito che, a seguito degli Accordi bilaterali intercorsi tra la Svizzera e l’Unione Europea (UE), oggi nella Confederazione vige la libera circolazione delle persone per i cittadini dell’UE (Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria) che, pertanto possono venire in Svizzera per cercarsi un lavoro senza alcun problema e possono soggiornarvi fino a tre mesi senza un permesso. Qualora la ricerca di un impiego duri più a lungo, i cittadini dell’UE ricevono un permesso di soggiorno di breve durata della validità di tre mesi per anno civile (soggiorno complessivo di sei mesi), sempreché dispongano di mezzi finanziari sufficienti per provvedere al proprio sostentamento. Nel caso che si trovi un impiego temporaneo della durata massima di tre mesi, o di 90 giorni per anno civile, i cittadini dell’UE non necessitano di alcun permesso di soggiorno (da parte loro i datori di lavoro in Svizzera sono, tuttavia, tenuti a notificare tale attività alle autorità competenti al più tardi il giorno precedente l’inizio dell’attività lavorativa). Se, invece, si tratta di soggiorni superiori a tre mesi i cittadini dell’UE devono richiedere un permesso di soggiorno presso il loro Comune di domicilio prima dell’inizio dell’attività. In tal caso, devono presentare: una carta d'identità o un passaporto valido; una dichiarazione di assunzione del datore di lavoro o un attestato di lavoro (ad es. il contratto di lavoro). In ogni caso, in Svizzera, il rilascio dei permessi incombe ai Cantoni quindi se il nipote di Emanuele desidera informazioni più circostanziate sulle formalità amministrative relative al rilascio del permesso può rivolgersi anche alla competente autorità del Cantone Argovia e cioè “Amt für Migration und Integration Kanton Aargau (MIKA), Bahnhofstrasse 88, Postfach, 5001 Aarau - Tel.: +41 62 8351860; E-mail: migrazionesamt@ag.ch”.

Infine, a riguardo della segnalazione di eventuali ditte, purtroppo non siamo in condizione di potergli essere d’aiuto, potrebbero invece esserlo i suoi parenti e conoscenti che vivono nel Cantone Turgovia indicandogli le ditte attive nel settore chimico/farmaceuitico e/o prodotti alimentari presenti nel luoghi dove loro stessi risiedono. Oppure potrebbe attivarsi personalmente lo stesso nipote cercando indirizzi di ditte elvetiche navigando su internet. Molti altri “cervelli in fuga” hanno trovato un impiego in Svizzera proprio utilizzando la rete!

Dino Nardi

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