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Il ritorno alla natura – La melissa

(Melissa officinalis)

Il nome Melissa deriva dalla parola greca “mèlitta” che significa ape, infatti è una delle migliori piante mellifere. Officinalis fa riferimento alle sue molteplici proprietà.

La Melissa officinalis è una pianta erbacea, spontanea e perenne, a forma di cespuglio, appartenente alla famiglia delle Lamiacee (o Labiate), di cui fanno parte molte erbe aromatiche, tra cui il timo, il basilico, la menta e molte altre. La pianta è alta dai 40 ai 100 cm e presenta foglie picciolate, ovali e pelose, di colore verde intenso e dai contorni dentati, molto simili a quelle dell'ortica.

I fiori dalla forma a campanella, sbocciano tra maggio e agosto ed inizialmente sono di color bianco-giallastro per poi assumere un'altra colorazione che tende al rosa pallido.Il frutto della pianta è un achenio, mentre il seme è piccolo e di colore scuro. La pianta è molto resistente, rustica e non teme il freddo.

La Melissa officinalis profuma di limone e bergamotto: il sapore diventa particolarmente gradevole quando le foglie sono essiccate. Proprio per via del suo profumo, tra l'altro, la melissa viene spesso chiamata timonella o erba cedronella.

Si sviluppa in fitti cespugli ed è utile per moltissime funzioni. Le sue proprietà sono conosciute già dai tempi degli antichi greci. E’ considerata l’erba degli ansiosi per eccellenza. I suoi preparati si assumono fin dall’antichità per sedare problemi nervosi e crisi di nervi. La melissa è una delle specie cardine della fitoterapia e dell’erboristeria, ma vanta anche molti impieghi nell’industria alimentare dei liquori e nella cosmesi.

COME SI UTILIZZA

Acqua di Melissa: si può trovare facilmente in farmacia, in alternativa per una preparazione casalinga: mettere a macerare i seguenti ingredienti per 4-5 giorni in 2,5 l di alcool a 70°, 350 g di fiori freschi di melissa, 75 g di bucce di limone (solamente la parte gialla), 40 g di cannella in stecche, 40 g di chiodi di garofano, 40 g di noce moscata, 20 g di coriandolo e 20 g di radice angelica. Trascorsi i cinque giorni filtrare e raccogliere l’acqua in una bottiglia di vetro scuro e conservarla in luogo fresco e asciutto.

Infuso di fiori: mettere in infusione, per 10-15 minuti, 10 g di fiori di Melissa in ½ l di acqua bollente, filtrare, zuccherare se si desidera con un poco di miele o zucchero.

Infuso di foglie: versare una tazza di acqua bollente sopra 5 g di foglie sminuzzate, lasciare in infusione per dieci minuti, quindi filtrare e bere caldo o tiepido.

Decotto: far bollire 100 ml di acqua, aggiungere 4-5 g di foglie e fiori e lasciar bollire per un minuto. Filtrare e zuccherare.

Tintura: mettere a macerare 20 g di fiori in 100 ml di alcool a 70°, dopo cinque giorni filtrare e conservare in una bottiglietta con tappo contagocce.

Olio essenziale: acquistare in farmacia o in erboristeria.

Bellezza

Alito cattivo: versare in 800 g di grappa o acquavite 100 g di fiori di Melissa, lasciare macerare per cinque giorni, quindi filtrare e conservare in una bottiglia con tappo. Diluire mezzo cucchiaino del liquido filtrato in un bicchiere di acqua tiepida e fare frequenti sciacqui e gargarismi durante il corso della giornata.

Bagno rinfrescante, calmante e antidepressivo: versare nell’acqua calda della vasca, ma non bollente, 5-10 gocce di olio essenziale di melissa, in alternativa per fare un bagno piacevolmente profumato versare nell’acqua della vasca un decotto di melissa preparato facendo bollire 30-40 g di melissa in un litro e mezzo di acqua per quindici minuti.

In cucina

La melissa trova largo impiego anche in campo culinario: le foglie fresche finemente tritate insaporiscono sia piatti salati che dolci: le insalate, le salse bianche da pesce, la maionese, alcune verdure, le marmellate, le crostate e le spremute di frutta.

Controindicazioni

Non assumere in caso di gravidanza, durante l’allattamento e in caso di ipotiroidismo, glaucoma o danni al nervo ottico. Non aumentare le dosi: assunta in dosi eccessive la melissa può avere un effetto contrario, aumentando ansia e nervosismo invece di sedarli.. L’assunzione di melissa è sconsigliata in caso di disturbi della tiroide, specie di ipotiroidismo, perché l’olio essenziale potrebbe in alcuni casi accentuare alcune disfunzioni della ghiandola.

PROPRIETA'

Azione neurosedativa, ipnotica e ansiolitica: gli oli essenziali presenti nella pianta officinale sono in grado di rilassare la muscolatura liscia dell’addome e ripristinare l’equilibrio naturale del sistema nervoso neurovegetativo. Infatti, agisce come una sorta di “valium vegetale” che produce effetti calmanti, sedativi, spasmolitici e carminativi che sono in grado di ripristinare i corretti movimenti della peristalsi, placare gli spasmi intestinali e contrastare il meteorismo. La pianta è capace di ridurre gli stati d’ansia, lo stress ed il nervosismo favorendo il riposo notturno in caso d’insonnia. L’effetto distensivo della melissa coinvolge anche la muscolatura liscia intestinale e si è dimostrata utile per normalizzare il ritmo del battito cardiaco. Puó rivelarsi utile anche per la riduzione della fame nervosa, infatti i triterpeni svolgono un’azione rilassante su soggetti ansiogeni e placano il senso di fame nervosa che colpisce le persone sotto stress.

Azione antiossidante: la melissa è ricca di acido caffeico e acido rosmarinico, potenti antiossidanti che neutralizzano le specie reattive dell'ossigeno (ROS). I radicali liberi sono molecole instabili in grado di provocare invecchiamento precoce e patologie degenerative; tuttavia la melissa contiene dei preziosi alleati, i fenoli, che hanno la funzione di spazzar via i radicali liberi con l’intento di proteggere le pareti cellulari.

Azione analgesica: la melissa contiene un antidolorifico naturale, l’eugenolo, particolarmente utile per combattere emicranie e nevralgie. Nel trattamento delle cefalee muscolo tensive, le foglie di melissa, costituiscono un valido aiuto per ridurre il dolore. Inoltre, gli oli essenziali presenti nella pianta svolgono un’azione rilassante sulla muscolatura della testa e del collo.

Stimola le facoltà cognitive: deficit cognitivi originati da traumi, malattie degenerative ed uso di sostanze stupefacenti vengono efficacemente trattati con fitopreparati contenenti estratti di melissa. I metaboliti presenti nella pianta officinale interagiscono sui recettori nicotinici e muscarinici, collocati all’altezza della corteccia prefrontale, e favoriscono le facoltà cognitive migliorando la capacità di attenzione e le potenzialità mnemoniche.

Contro i disturbi mestruali: la Sindrome Premestruale è una condizione particolarmente fastidiosa che si manifesta con dolori, spasmi, ansia e sbalzi d’umore. L’assunzione di melissa è indicata per il trattamento dei disturbi femminili. L’attività sedativa della pianta si riversa non solo sulla muscolatura uterina rilassandola ma anche a livello mentale, placando gli sbalzi d’umore e gli stati ansiosi.

Contro funghi, batteri e virus: la ricerca ha dimostrato che la pianta contiene polifenoli contribuendo ad una riduzione significativa di affezioni virali tra cui herpes labiale, virus herpes simplex ed herpes zoster. L’applicazione di prodotti a base di melissa o foglie fresche della pianta, su herpes causati dal virus herpes simplex, accelerano la guarigione. Uno dei componenti più importanti dell’olio essenziale di melissa è il citrale che è conosciuto per il suo potere antimicotico.

CURIOSITA'

Venne introdotta, nella medicina popolare, come rimedio per placare i disturbi nervosi. Infatti, la medicina araba utilizzava la melissa come tonico nervino in grado di dissolvere la “malinconia”. Anche Carlo Magno esaltò le virtù della pianta officinale tanto da imporre una coltivazione intensiva della melissa nei giardini terapeutici del regno, in modo da avere sempre a disposizione la pianta qualora ci  fosse bisogno di un suo utilizzo. Nell’antichità la melissa veniva usata per curare i nervi: furono Galeno e Paracelso a consigliarne l’uso come calmante e come palliativo per i disturbi della mente. Secondo Serapio, invece, la melissa aiutava a curare quella che oggi chiamiamo depressione. Anche per gli arabi la melissa è una pianta molto importante dal punto di vista medico: nel XI secolo anche lo scienziato Avicenna le attribuì la capacità di rallegrare gli animi tormentati. In seguito, nel XVII secolo, i monaci dell’ordine dei carmelitani scalzi crearono la famosa Acqua di Melissa, un preparato alcolico a base di melissa che veniva usato per curare ogni male, dalle isterie al mal di denti.

La ricetta

Marmellata di melissa

Ingredienti:

150 g foglie di melissa

2 mele

zucchero pari a metà del peso della polpa di mela (o poco piú)

Tagliare le mele (sbucciate e private del torsolo) a fettine sottili e cuocerle  con lo zucchero per 30 minuti. Tritare la melissa, quindi unirvi le mele. Potete frullare il tutto per ottenere una consistenza piú cremosa. Porre nuovamente sul fuoco e cuocere altri 30 minuti.

Stefania Calzà Santoni

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