L'ECO tele7

Informarsi è un piacere!

Il ritorno alla natura – Il luppolo

(Humulus lupulus)

Humulus deriva dal latino humeo che significa essere umido, in relazione al fatto che la pianta predilige terreni umidi. Lupulus deriva invece dalla parola latina lupus che significa lupo, perché proprio come un lupo con le sue prede, tende a far soffocare le piante su cui si arrampica. Il luppolo è un noto ingrediente della birra ma non tutti sanno che questa pianta è utilizzata anche dalla moderna fitoterapia che ne sfrutta i suoi benefici.

Il luppolo (Humulus Lupulus) è una pianta erbacea perenne, appartenente alla famiglia delle Cannabacee, la stessa a cui appartiene la Cannabis. La pianta di luppolo cresce spontanea lungo le siepi e ai margini dei boschi fino ai 1500 metri di altitudine in Europa, America del Nord e Asia. Presenta un fusto sottile lungo fino a 10 metri e ricoperto di peli rigidi, mentre le foglie sono opposte e la forma ricorda quella di un cuore. La pianta è dioica: con individui maschili e femminili. Fiorisce in estate. I fiori maschili sono riuniti in pannocchie pendule all’apice dei rami, di color bianco giallognolo; i fiori femminili sono posti all’ascella di bratte ovate e sono riuniti in amenti a formare i caratteristici coni ovoidali che sono ricoperti di una polvere giallastra e odorosa, la luppolina.

Il frutto è formato da due frutticini rotondi avvolti dalle bratttee concresciute e di consistenza cartacea cosparsa di numerose ghiandole che secernono una sostanza resinosa gialla. Tutta la pianta emana un aroma caratteristico, particolarmente evidente quando è in fiore.

Il luppolo ama terreni fertili (come ricordato nel nome generico Humulus da humus) e adora ambienti umidi: lo si trova facilmente lungo canali, corsi d’acqua, fossi, laghetti o nei boschi. Il luppolo viene coltivato specie in Germania, Polonia, Repubblica Ceca e Gran Bretagna per la produzione dei frutti usati per la birra; ma è anche coltivato come pianta ornamantale, particolarmente adatta a fare lunghi festoni decorativi, grazie al fusto volubile, alle foglie che si disseccano mantenendo un bel colore verde sui cui spiccano i grappoli con i frutti dal colore giallino.

COME SI UTILIZZA

Raccolta e conservazione

In farmacopea si utilizzano soltanto le infiorescenze femminili, dette coni, e la polvere dorata e resinosa che le ricopre, la luppolina. Raccogliere le infiorescenze femminili in agosto-ottobre, reciderle alla base senza il picciolo: prendere i giovani germogli laterali e le foglie in primavera, i gambi in autunno. Essiccare le varie parti della pianta all’ombra, in un luogo aerato, conservare in recipienti di vetro o porcellana. Consumare i fiori femminili essiccati entro pochi mesi per evitare alterazioni dell'aroma.

Infuso: portare a bollore un litro di acqua, togliere dal fuoco e versare sopra a 30-35 g di coni di Luppolo essiccati, lasciare in infusione per 10-15 minuti, quindi filtrare e bere caldo o tiepido.

Macerato: fare macerare a freddo, dalle dodici alle ventiquattro ore, 30-40 g di coni di luppolo essiccati, in un litro di acqua. Filtrare e colare e prenderne una tazza prima dei pasti principali.

Tintura: fare macerare, per 10-12 giorni, 25 g di coni di luppolo essiccati e sminuzzati in 80-90 g di alcool a 70°. Trascorsi i dieci giorni filtrare, colare e conservare in una bottiglietta di vetro scuro con contagocce. La dose consigliata sono 10-30 gocce, prese dalle due alle tre volte durante la giornata

Decotto per uso esterno: far bollire, per qualche minuto, in 500 ml di acqua una manciata di coni e foglie essiccate, lasciare intiepidire e utilizzare per fare compresse e cataplasmi. Ascessi freddi, gotta, lombaggini, nevralgie, reumatismi e sciatica: applicare direttamente sulle zone interessate cataplasmi, o compresse, preparati con il decotto di coni e foglie, lasciare agire per 2-3 ore e ripetere due volte il giorno. In alternativa come efficace rimedio, fare scaldare per qualche minuto una manciata di coni essiccati, stenderli quindi, avvolti in un pezzo di tela, direttamente sulle parti doloranti, fasciare e lasciare agire per 20-30 minuti.

Bagno rilassante: per ritrovare il benessere dopo una dura giornata di lavoro, per ridare energia e vitalità al corpo affaticato e per distendere i nervi preparare il seguente decotto di coni di luppolo. Far bollire in 4-5 litri di acqua fredda, per 10-15 minuti, 50 g di coni di Luppolo essiccati, aggiungere il decotto all’acqua del bagno, mescolare bene e restare immersi per 15-20 minuti circa

Lozioni per pelli mature: durante il periodo della menopausa l’equilibrio ormonale della donna cambia diminuendo il contenuto di estrogeni, la mancanza di tali ormoni si fa sentire sulla salute e sulla bellezza dell’epidermide. A tale scopo, per supplire alla mancanza di estrogeni preparare un infuso con 20 g di fiori di Luppolo in 200 ml di acqua, lasciare in infusione fino a quando l’acqua non si è completamente raffreddata, filtrare e mettere in una bottiglietta da conservare in frigorifero. Applicare questa lozione tutti i giorni, se usata con costanza darà ottimi risultati.

In cucina

In cucina sono impiegati: il fiore, la foglia e il germoglio. Il fiore femminile ben maturo ed essiccato è impiegato per schiarire, aromatizzare e conservare la birra, grazie soprattutto alla sua azione antisettica, quello maschile invece è aggiunto alle insalate. Le foglie più tenere sono utilizzate per eliminare i gusti amari, e inoltre aggiunte alle minestre come aromatizzanti. La pianta sviluppa delle cime turgide e croccanti, molto simili alle cime di asparagi. Sono i famosi Bruscandoli, assai ricercati per il loro sapore delicato e dolce, tanto che talvolta sono piatti particolarmente prelibati di trattorie e ristoranti del Veneto e della Bassa. Si raccolgono le cime tenere, sapendo che in breve la pianta ne produrrà nuove. Sono ottime cucinate in risotti, frittate, minestroni e zuppe, torte salate, misticanze…davvero una prelibatezza!

PROPRIETA'

Il luppolo è leggermente ipnotico, sedativo, anafrodisiaco, spasmolitico, eupeptico.
Indicato in caso di ipereccitabilità nervosa, insonnia, angoscia, nevralgie, dismenorrea, ipereccitabilità sessuale maschile, inappetenza, menopausa e suoi disturbi. La tradizione popolare consiglia di dormire su un guanciale imbottito di coni di luppolo, se si soffre d'insonnia.

Azione digestiva e amaro-tonica: uno degli effetti più noti del luppolo in erboristeria è quello digestivo: contiene principi amari che favoriscono la secrezione dei succhi gastrici e migliorano il funzionamento di stomaco e intestino. Come pianta amara, per la Medicina Cinese ha tropismo sul fegato: lo aiuta a espletare al meglio le sue funzioni e a ripulirlo dalle tossine che spesso ne rallentano la funzione. Inoltre, grazie ai suoi principi amari, il luppolo stimola l’appetito e le secrezioni gastriche

Azione rilassante, sedativa e ansiolitica: il luppolo risulta efficace nei casi di angoscia nervosa, per calmare stati di stress, nervosismo e ansia. Anche nei casi in cui si soffra di insonnia o di disturbi legati al sonno, il luppolo può rivelarsi un buon alleato naturale, preso da solo o con altre piante che espletano la stessa funzione o ne hanno una sinergica come la valeriana, la passiflora o la melissa. In passato si usava riempire le federe dei cuscini con i coni maturi e essiccati di luppolo che rilasciano durante la notte principi attivi volatili utili in caso di tensione, irrequietezza, irritabilità, eccitabilità, iperattività, deficit di attenzione e nervosismo.

Azione estrogenica: la pianta di luppolo contiene una sostanza considerata uno dei più potenti fitoestrogeni conosciuti che agisce positivamente alleviando i sintomi tipici della menopausa e anche i disturbi del periodo mestruale. Inoltre, studi scientifici hanno portato alla luce un effetto particolare del luppolo. Sull’uomo pare che il luppolo abbia un effetto anafrodisiaco (riduce il desiderio sessuale e anticamente era un rimedio utilizzato dai monaci nei conventi per il suo effetto calmante), mentre sulla donna pare avere l’effetto contrario (effetto afrodisiaco). Grazie al contenuto in fitoestrogeni stimola la lattazione; infatti un tempo si diceva che la birra data alle puerpere facesse buon latte!

Azione antitumorale: recenti studi hanno messo in evidenza la capacità del luppolo di inibire la proliferazione di cellule cancerose, inducendone la morte e circoscrivendo l’area di azione del tumore, inibendo lo sviluppo dei vasi sanguigni che lo alimentano.

Azione dermatologica: la polvere di luppolo ha effetto cicatrizzante, utile per curare piaghe e ferite. Inoltre, per le sue proprietà elasticizzanti, purificanti e antipruriginose costituisce un ottimo rimedio contro dermatiti e pelle flaccida. Contiene infatti molti antiossidanti, che aiutano a eliminare i radicali liberi responsabili del danneggiamento cellulare e quindi dell’invecchiamento precoce. Assumendo il luppolo in forma di integratore la pelle risulterà più luminosa e tonica. Oltre che impiegarlo in infusione o in tintura madre, si puó fare un oleolito mettendo i coni maturi a macerare in olio al sole oppure scaldandolo per qualche ora a bagno maria. Una volta filtrato l’olio è adatto per la pelle rilassata del décolleté, specie se stressata dopo un periodo di allattamento o dopo diete dimagranti. Inoltre viene usato come deodorante.

CURIOSITA'

Il luppolo è molto famoso per i suoi frutti, i coni femminili dall’aroma intenso usati per aromatizzare la birra, dandole un gusto amarognolo, aromatico (grazie agli oli essenziali in essi contenuti) e stabilizzandola (a seconda della varietà coltivata cambia l’aroma che caratterizza le diverse birre).

L’origine del suo uso come aromatizzante e stabilizzante della birra pare sia dovuto ad un monastearo di monaci trappisti, in Germania, nel 750 d.C.. Ildegarda da Bingen scrisse che il luppolo è poco utile per l'uomo, notando che "aumenta la malinconia negli uomini (in effetti, aimè, contenendo fitoesterogeni può essere anafrodisiaco per i maschi). Tuttavia, osserva che la sua amarezza elimina la decomposizione delle bevande e ne aumenta la durata di conservazione. Paracelso usava il luppolo come ausilio digestivo, e Matthiolus menzionò i suoi effetti diuretici e di aumento della bile. L’uso dei cuscini riempiti di luppolo è citato riguardo a Giorgio III, re del Regno Unito (1738–1820), che usava cuscini pieni di luppolo per l’effetto sedativo e calmante.

La ricetta

Frittelle di luppolo

Vengono utilizzati i germogli di luppolo, chiamati anche “bruscandoli” o “aspargina selvatica”. Raccogliete le cime dei germogli con un pezzo di gambo nel periodo che va da aprile a metà maggio. Il nome deriva dal fatto che si recide il germoglio, quindi bruscandolo dal termine “bruscare”, cioè potare, riferito soprattutto alle viti.
Lavate sotto acqua corrente 300 g di germogli di luppolo, fateli sbollentare per pochi minuti in abbondante acqua salata, scolateli e tagliateli a pezzetti. Lasciateli rosolare in padella con dell’olio extravergine d’oliva e mezzo scalogno. Non appena il luppolo inizierà a dorarsi, spegnete il fuoco ed eliminate lo scalogno. Trasferite il luppolo soffritto in una ciotola e versate 3 uova sbattute con un albume, 50 g di parmigiano e un generoso pizzico di sale. Amalgamate il tutto formando delle frittelle della dimensione di un cucchiaio, passatele nel pangrattato e friggetele in olio di semi ben caldo.

 

Stefania Calzà Santoni

 

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com