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Rendite AVS: occhio alle lacune contributive

I contributi AVS devono essere versati da tutte le persone residenti

Il sistema previdenziale elvetico presenta sicuramente delle particolarità rispetto a quello in vigore in Italia e, come se ne sono resi conto i primi emigrati italiani giunti a lavorare nella Confederazione, se ne stanno accorgendo pure i tanti “cervelli in fuga” italiani che, da qualche anno, hanno ripreso a trasferirsi in Svizzera per motivi di lavoro. Tra questi abbiamo la signorina Lisa del Cantone di Basilea Campagna che da diversi mesi, per problemi di salute, ha dovuto interrompere la sua attività lavorativa e, parlando con dei vicini di casa, ha saputo di dover chiarire la sua situazione previdenziale con la Cassa di Compensazione AVS dove era assicurata presso il suo ultimo datore di lavoro. Lisa ha poi avuto l’opportunità di leggere L’ECO dalla sua parrucchiera ed ha deciso di contattarci per saperne di più sul sistema previdenziale svizzero, ovvero sulla sua personale situazione in cui si è venuta a trovare a causa della malattia. Ovviamente ci fa piacere che L’ECO – visto le loro sempre più frequenti richieste di informazioni - stia diventando anche un settimanale interessante per i nuovi emigrati italiani come Lisa.

A questa giovane lettrice rispondiamo volentieri per spiegarle che in Svizzera, indipendentemente dall'esercizio o meno di un'attività lucrativa, i contributi previdenziali all’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (AVS) devono essere versati obbligatoriamente, e senza interruzione, da tutte le persone residenti. Infatti se una persona - residente nella Confederazione - esercita un’attività lucrativa tali contributi devono essere versati già dal 1° gennaio successivo al 17° compleanno fino al raggiungimento dell’età ordinaria di pensionamento (64 anni per le donne, 65 per gli uomini), oppure fino al momento di cessazione totale dell’attività lucrativa nel caso in cui essa si prolunghi oltre l’età ordinaria di pensionamento.

Mentre coloro che non esercitano alcuna attività lucrativa devono adempiere al versamento dei contributi dal 1° gennaio successivo al loro 20° compleanno sempre fino al raggiungimento dell’età ordinaria di pensionamento. Tra queste si possono annoverare: le persone pensionate anticipatamente; le persone occupate a tempo parziale; i beneficiari di rendite AI; i disoccupati il cui diritto alle indennità di disoccupazione è estinto; le persone divorziate e vedove ovviamente inoccupate; gli studenti svizzeri e stranieri domiciliati in Svizzera. Infine anche i beneficiari di indennità giornaliere d'assicurazione (incidente e malattie) ovvero persone che si trovano nella situazione di Lisa. Pertanto tutte queste persone, che non esercitando alcuna attività lavorativa rientrano tra coloro che sono obbligati al versamento dei contributi AVS, devono attivarsi personalmente contattando la Cassa di Compensazione AVS dove erano precedentemente affiliati oppure rivolgersi all’Agenzia AVS del proprio Comune di residenza, come nel caso della nostra lettrice Lisa. Unica eccezione: coloro che non svolgono alcuna attività lucrativa sono esentati al versamento dei contributi previdenziali solo nel caso in cui il congiunto (lei o lui) - rispettivamente il partner dell’unione domestica registrata - eserciti un’attività lucrativa e versi (insieme al suo datore di lavoro) dei contributi equivalenti ad almeno il doppio della contribuzione minima annua, ovvero 964 franchi.

Dino Nardi

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