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Ancora di successioni

Il testamento (2a parte)

Continuiamo l’analisi della problematica di diritto successorio sottopostaci dalla Signora Margherita.

L’ultima volta avevamo visto come il testamento della madre, che non riempiva le condizioni formali richieste dal nostro diritto, non poteva essere ritenuto valido.

Occorre ora, in prima battuta, determinare chi sono gli eredi partendo da quanto prevede il nostro Codice civile. I primi eredi sono il coniuge superstite del defunto. Nel nostro caso quindi il marito della mamma della Signora Margherita. Vengono poi i discendenti diretti, ossia i figli. Nel nostro caso la Signora Margherita. Coniuge superstite e discendenti diretti sono eredi detti in concorso poiché la successione (l’insieme dei beni posseduti dalla mamma della Signora Margherita) viene trasmessa a loro nella proporzione dettata sempre dal Codice civile, ossia ½ ciascuno. Se vi sono eredi della prima stirpe, oltre al coniuge superstite nessun altro parente erediterà. Se invece uno degli eredi della prima stirpe è per ipotesi già defunto (premorto tecnicamente) la sua parte viene devoluta ai suoi eventuali discendenti diretti. Nel nostro caso tutto si ferma al marito della mamma della Signora Margherita che riceve ½ e alla Signora Margherita che è l’unica discendente diretta che riceve l’altro mezzo della successione. Se per ipotesi Margherita avesse avuto anche un fratello, il mezzo della successione avrebbe dovuto essere diviso tra di loro e quindi ¼ a Margherita e ¼ al fratello. Se sempre per ipotesi il fratello ipotetico di Margherita fosse premorto lasciando due figli. Il quarto della successione che gli sarebbe spettata avrebbe dovuto ancora essere diviso e passato ai due figli che avrebbero cosi ricevuto 1/8 della successione a testa.

Quelle appena descritte sono alcune delle semplici regole che il nostro codice civile prevede in caso di successione. Una divisione degli averi in funzione innanzitutto di un eventuale matrimonio contemporaneamente con il “prodotto” (mi scuso per l’espressione) di questo matrimonio che sono appunto i figli. Regole semplici dicevo che entrano in linea di conto unicamente se non c’è un testamento. Nel nostro caso c’era un testamento ma essendo nullo si fa come se non esistesse e si procede secondo quanto previsto dalla legge.

Con un testamento valido il codice civile da la possibilità a chi lo redige di modificare l’assetto successorio appena evidenziato e cosî prevedere un altro modo di distribuzione (ad esempio lasciare di più al coniuge superstite o di più agli eredi diretti).

Attenzione peró perché la legge ha limitato la capacita di poter disporre liberamente dei beni da parte di chi redige un testamento. Esistono infatti, tra tutti i possibili eredi, degli eredi detti “riservatari”. Trattasi di eredi che comunque devono ricevere una parte della successione e dei quali non si può fare astrazione. Questi eredi detti riservatari sono, in diritto svizzero, il coniuge superstite e i discendenti diretti. A questi eredi il Codice civile riserva quindi una parte ben definita della successione. Nel caso del coniuge superstite la sua riserva corrisponde a ½ della sua quota legale, ossia ¼ della successione (1/2 di ½ corrisponde a ¼). Questo significa che con un testamento chi lo redige può indicare che il proprio coniuge viene rinviato alla riserva e cosî trasmettergli solo ¼ e non ½ della successione. Il ¼ che si libera chi redige il testamento lo può lasciare in aggiunta ai discendenti diretti che riceveranno cosi ½ + ¼ della successione o anche a una terza persona.

La riserva dei discendenti (figli) corrisponde a ¾ del loro diritto di successione legale che è di 1/2 , ossia 3/8. Anche in questo caso la parte della successione che si libera rinviando pure i discendenti diretti alla loro legittima può essere lasciata anche a terze persone estranee al limite alla famiglia.

Il sistema della riserva vuole evitare che le successioni vengano troppo frammentate e che una parte rimanga comunque all’interno della famiglia. In passato, dove la società era più rurale e contadina, un sistema come questo, con quote di riserva molto più alte evitava che i beni (fondamentalmente dei terreni da coltivare) venissero troppo frammentati e indirettamente non più cosî produttivi e capaci di generare reddito anche per chi restava e continuava a coltivarli.

IL sistema della riserva ereditaria permette come visto di non escludere da una successione un certo numero di parenti. Il sistema permette anche a chi viene leso nella sua riserva di attaccare il testamento e chiedere al giudice di riportarlo entro i binari tracciati dalle disposizioni sulla riserva ereditaria. Vi dirò di più la settimana prossima.

Buona settimana a tutti i lettori de L’Eco.

Mauro Trentini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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