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Il ritorno alla natura – Il pino silvestre

(Pinus Sylvestris)

L’origine della denominazione del genere “Pinus” è controversa. Quella più accreditata è che nasca dal latino “pix”, “picis” ovvero “resina” riferito all’essudato che viene prodotto dalla corteccia di questi alberi. Mentre il nome “silvestre” deriva del latino “silva” ovvero “selvaggio” o “abitante delle foreste”.

Il Pino Silvestre è una conifera sempreverde appartenente alla famiglia delle pinaceae che può raggiungere un’altezza di 20-40 m e un metro di diametro del tronco. La chioma inizialmente piramidale diventa nel tempo ovale o appiattita a seconda di quanto spazio c’è attorno alla pianta. La ramificazione tende a essere molto regolare, verticillata per quanto riguarda le branche principali. Il tronco è scanalato profondamente e longitudinalmente nella parte bassa, in alto invece è sfaldato a scaglie dal caratteristico colore tra l’ocra e l’arancio e in condizioni boschive resta libero da rami e chioma per tutti e due i terzi inferiori. Gli aghi rigidi sono lunghi da 3 a 10 cm, ad andamento contorto e persistono sulla pianta da 3 a 7 anni. La fioritura avviene tra maggio e giugno con microsporofilli maschili giallo-rosa lunghi circa 6 mm e macrosporofilli femminili lunghi circa 1 cm. I coni fecondati (pigne) sono prima verdi poi grigio-bruni, a volte curvi, lunghi fino a 8 cm, conici, maturano nel giro di due anni e disperdono i semi tra la fine dell’inverno seguente e l’inizio della primavera. I semi molto scuri, lunghi mezzo centimetro all’incirca, sono provvisti di una lunga ala. L’apparato radicale è sempre fittonante all’inizio, poi può diventare più superficiale con radici superficiali e robuste oppure continuare ad approfondirsi negli anni, tutto dipende dal tipo di terreno in cui vive. Abbastanza longevo, cresce velocemente in condizioni ottimali (anche un metro all’anno nei primi anni, poi quando arriva a 18 metri circa inizia a rallentare).

Il legno di questo tipo di pino è stato ed è utilizzato con frequenza per un vario genere di costruzioni: dai pali telegrafici nel passato alle più attuali traversine ferroviarie o puntelli per miniere, ma anche cassette, assisti e soprattutto per la realizzazione di cellulosa nelle cartiere. Tra le conifere altri alberi forniscono anche una quantità maggiore di legname, ma quello del pino silvestre è apprezzato soprattutto per la sua facile crescita. Nonostante questa pianta sia coltivata diffusamente per l'utilizzo del suo legname, essa ha un rilevante interesse anche per ciò che concerne il piano ornamentale ed è spesso coltivata come singolo esemplare sia in prati che in boschi ornamentali.

 

COME SI UTILIZZA

Raccogliere le gemme al principio della primavera, appena inizia il periodo vegetativo, le foglie dei rametti giovani vanno raccolte dalla primavera all’autunno, la resina, infine, si raccoglie tutto l’anno, raschiandola con un coltello.

Gemme: si utilizzano le gemme, da cui si può ricavare l’olio essenziale con un distillatore, da raccogliere in aprile prima che si schiudano. Si pongono a seccare, in unico strato, per 1-2 mesi in luogo ombroso e ventilato, smuovendole spesso; oppure si passano per 30 minuti nel forno tiepido. Poi vanno conservate in un barattolo di vetro in luogo buio. Gemme ed essenza sono facilmente reperibili in tutte le erboristerie.

Tisana: gli unici ingredienti sono una manciata di aghi e un po’ di acqua. Lavate le foglie e tagliate la loro estremità marrone, che di solito è coperta da una parte in legno. Per questa preparazione sono più indicati gli aghi giovani, di un bel verde acceso. Tritate finemente gli aghi e metteteli in un pentolino d’acqua. Tenete il fuoco basso: la vitamina C è molto sensibile alle alte temperature e i suoi effetti rischiano di annullarsi col calore. Lasciate sobbollire per venti minuti, poi togliete il preparato dal fuoco e lasciate gli aghi di pino in infusione. Come accade per la stragrande maggioranza delle tisane, maggiore è il tempo di infusione e più forte sarà il sapore del preparato. Man mano che procede l’infusione, assaggiate la tisana e filtratela quando sarete soddisfatti del sapore. Le foglie giovani di pino hanno un sapore dolciastro, ma potete dare un tocco ancora più gradevole alla vostra tisana con del miele.

Olio essenziale: aggiunto agli shampoo, l’olio essenziale di pino ha un effetto rinforzante e anticaduta. Utilizzato per i massaggi, favorisce la circolazione sanguigna e riscalda le parti massaggiate, risultando efficace in caso di crampi e per tonificare la muscolatura. I pediluvi con olio essenziale di sono efficaci nella cura di geloni e piedi freddi.

Sciroppo: contro la bronchite preparate uno sciroppo, macerando 50 g di gemme in 50 g di grappa per un'ora; versatevi un litro d'acqua bollente, fate riposare per 6 ore; filtrate, aggiungete 1 kg di zucchero e bollite fino ad avere una consistenza sciropposa; conservate in bottiglie di vetro al riparo dalla luce; all'occorrenza prendetene 4 cucchiai al giorno.

Suffumigi: per combattere una sinusite ribelle o un fastidioso raffreddore versate 3-4 gocce d'essenza in una pentola d'acqua bollente e inalate i vapori per 10 minuti, ripetete due-tre volte al giorno.

Bagno corroborante per cancellare la sensazione di freddo invernale preparate un bagno con acqua non troppo calda e aggiungete 20 gocce di olio di pino. Rimanete immersi per almeno 15 minuti.

Gargarismi: per schiarire la voce e guarire un attacco di raucedine bollite per 30 minuti in un litro d'acqua 40 g di gemme pestate, filtrate e, senza zuccherare, fate gargarismi tre volte al giorno.

Resina: la cera che sgorga naturalmente dal tronco e dai rami è utilizzata da sempre per la realizzazione di candele profumate e addirittura triturata veniva consumata facendola bruciare in bruciaprofumi per irrorare case, chiese e templi di effluvi balsamici importanti e che si diceva allontanassero di fatto tutte le energie non desiderate.

 

PROPRIETA'

La resina e l'essenza di pino hanno avuto sin dall'antichità impieghi fitoterapici, poi confermati dalla ricerca scientifica: Greci, Romani e Arabi le usavano contro i mali di petto e per deodorare gli ambienti. Tutta la pianta emana un caratteristico aroma, derivante da pinene, felandrene e acetato di cernile, che conferiscono proprietà antisettiche, balsamiche, diuretiche, espettoranti e stimolanti.

Azione diuretica e depurativa: gli aghi di pino hanno anche delle ottime proprietà diuretiche e depurative, che aiutano l’organismo ad espellere le sostanze nocive in eccesso. In particolare, favoriscono l’espulsione dei piccoli depositi cristallini nei reni, che se non curati possono dare luogo a calcoli renali. I benefici per le vie urinarie non finiscono qui, dato che una tisana agli aghi di pino rientra fra i migliori rimedi naturali contro la cistite, seconda solo allo zenzero. Anche in questo caso, sono gli effetti diuretici del preparato a renderlo così utile: i micronutrienti contenuti nelle foglie liberano la vescica dalle sostanze di scarto, che alla lunga rischiano di prolungare l’infezione alle mucose.

Azione espettorante-fluidificante: contiene sostanze balsamiche, espettoranti e mucolitiche che si prendono cura dell'organismo umano quando è debilitato dai malanni di stagione e vanno ad interagire positivamente sul respiro. Pianta risolvente dei muchi è di giovamento a tutte le persone che hanno bisogno di ossigenare e attivare il sangue. Grazie alle proprietà balsamiche, antisettiche e secretolitiche di cui le gemme e l'olio essenziale di aghi di pino sono dotati, questa pianta può essere utilizzata nel trattamento di raffreddori, febbre e affezioni delle vie aeree, quali tossi e bronchiti. Le foglie sono inoltre ricche di acido ascorbico, o vitamina C. Si tratta di una sostanza che conosciamo molto bene: ricca di proprietà antiossidanti e immunostimolanti, la vitamina C contribuisce a rendere gli aghi di pino uno strumento perfetto contro il raffreddore.

Azione antireumatica: l’essenza è utile in caso di dolori articolari e ossei. Giova anche in caso di lombalgie In presenza di reumatismi: massaggiare le zone doloranti con una miscela composta da un cucchiaio di olio di mandorle dolci e 1-2 gocce di olio essenziale di pino silvestre.

Azione tonificante: l’olio essenziale di pino silvestre è un ottimo stimolante ed è indicato per gli stati di stanchezza, convalescenza, apatia, depressione. Quest’essenza stimola la corteccia surrenale che regola la produzione di ormoni in risposta allo stress da parte dell’organismo, quindi è particolarmente efficace per rinvigorire e tonificare.

CURIOSITA'

In Estremo Oriente, il pino è il simbolo dell'immortalità e longevità e con il suo legno venivano innalzati in Giappone i templi sacri dello Shinto. I taoisti, casta immortale, si nutrono di pinoli, aghi e resina: giurano che rendano il loro corpo leggero e capace di volare! Dice una leggenda che la casta ninfa Piti dovesse scegliere fra due spasimanti: Pan, dio dei boschi e della sessualità, e Borea, dio del vento del Nord. Piti preferì Pan, scatenando le ire di Borea, che soffiò così forte da farla cadere da una rupe; Pan, per salvarla, la tramutò all'istante in un pino, abbarbicato sulla roccia. Ancora oggi, quando in autunno soffia Borea, Piti piange, lasciando cadere gocce di resina trasparente dalle pigne.

Stefania Calzà Santoni

 

 

 

 

 

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