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Ancora di successioni

Il testamento (Prima parte)

Caro avvocato,

sei mesi or sono è deceduta mia mamma che ha lasciato un testamento nel quale è indicato che lascia i beni immobili alle sue due nipoti (le mie figlie) e tutto il resto (averi bancari, suppellettili, ecc…) a me che sono figlia unica. Dei conoscenti, ai quali ho mostrato il testamento, mi hanno detto che il medesimo non è valido e quindi non vale nulla. M può delucidare in merito? Come faccio a sapere se le relazioni bancarie indicate sul testamento sono le uniche riconducibili a mia mamma o se ce ne sono altre?

Margherita

Cara Signora Margherita, il testamento che mi ha trasmesso in copia, effettivamente sembra non essere valido. Chiunque in Svizzera può redigere un testamento e disporre cosî dei propri beni. Per farlo bisogna peró rispettare un cero numero di regole che qui di seguito le elenco.

Innanzitutto, se non si vuole fare un testamento nella forma pubblica, ossia dinanzi ad un notaio e con due testimoni si può ricorrere al testamento detto “olografo” (ne avevo già parlato in uno dei miei articoli alcuni mesi or sono). Il testamento olografo è la forma più semplice che il nostro diritto concede a chi vuole disporre dei propri beni dopo la morte. Basta infatti, un foglio di carta qualunque e una penna. Attenzione peró, perche la legge (in casu il Codice Civile Svizzero) impone che il testamento olografo venga scritto di proprio pugno dal testatore e che riporti, oltre alla firma, la data e il luogo della redazione. Quanto da lei trasmessomi cara Signora Margherita è un testo battuto a macchina. Orbene testamenti che rivestono questa forma (battitura a macchina) anche se rispettano tutte le altre condizioni (firma, luogo e data) sono effettivamente nulli e privi del ben che minimo effetto giuridico. Si richiede, infatti, che sia scritto a mano dal testatore per evitare possibili abusi (si pensi solo ad un foglio firmato in bianco che chiunque può manomettere scrivendo appunto a macchina e prima della firma, le ultime volontà di chi ha firmato il foglio in questione), Sarebbe cosi troppo facile manomettere dei documenti. Da qui l’esigenza della scrittura di proprio pugno delle ultime volontà.

Il rispetto della forma, molto rigido nel nostro diritto, non è la sola condizione che chi desidera lasciare le ultime volontà deve rispettare. Ci sono, infatti, altre regole nel nostro Codice Civile che devono essere rispettate. Regole peró che, anche se violate, non mettono comunque in discussione la validità formale del testamento. Il testamento rimarrà comunque valido e sarà caso mai agli eredi che riscontrano delle incongruenze nelle ultime volontà, di attivarsi e ricorrere ad un giudice per porvi rimedio e correggerle. Il testamento non valido che mi ha sottomesso la Signora Margherita contiene delle clausole discutibili che, se il testamento fosse stato valido, avrebbero comunque consigliato di rivolgersi ad un Tribunale per farle correggere. Vale la pena quindi evidenziarle.

La mamma della signora Margherita ha espresso la volontà che tutti i beni immobili passassero alle nipoti e che solo quanto rimaneva, alla figlia. Di primo acchito si potrebbe pensare che è tutto regolare e che quanto la mamma nonché nonna aveva in mente erano delle semplici regole di ripartizione di un patrimonio (un po’ come se dicesse, tu prendi questo, tu quell’altro e tu quello che resta). Niente di problematico se non ci fossero le regole della divisione legale e del rispetto della legittima ossia di quella parte di una successione che deve comunque andare a certi eredi ben definiti e sulla quale il testatore non ha il diritto di disporre a piacimento. Il nostro sistema successorio ha, infatti, deciso di non ammettere la frammentazione indefinita e a piacimento di un’eredità. Una parte di essa deve, vuoi per particolari legami di sangue, andare solo a certi eredi. Trattandosi di una problematica che necessita, prima di essere affrontata, di alcuni chiarimenti e visto lo spazio concessomi per questa mia rubrica, ne riparleremo la settimana prossima.

Come mia abitudine, una buona settimana a tutti i lettori de l’Eco.

Mauro Trentini

 

 

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