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Il ritorno alla natura – Il trifoglio rosso

(Trifolium pratense)

Il nome “Trifolium” è composto dalle parole tre e folium, per le foglie composte da 3 foglioline. Il nome “pratense” deriva invece dal latino pratensis, cioè che cresce nei prati.

Ai bordi delle nostre strade e nei prati in campagna, l’arrivo della primavera e l’esplosione dell’estate hanno spesso i colori viola o porpora dei fiori del trifoglio selvatico. Molto diffuso anche nei pascoli come foraggio per bovini e ovini e nelle rotazioni agrarie per la rigenerazione dei terreni, questa pianta è apprezzata come ornamento nei giardini e conosciuta da secoli come erba officinale che vanta numerose virtù benefiche.

Il trifoglio è una fonte naturale di sostanze nutritive. La sua fama curativa è dovuta soprattutto alla presenza di fitoestrogeni, sostanze naturali che svolgono una funzione ormonale: ecco perché è considerato un prezioso alleato della salute femminile.

Il trifoglio rosso è una pianta erbacea biennale o perenne appartenente alla famiglia delle Fabaceae; originaria dell’Europa, è ampiamente diffusa in America settentrionale, Asia centrale e nord Africa. È conosciuto anche col nome di trifoglio selvaticored clover, trèfle rouge, rother klee, san xiao cao.

La pianta, alta circa 30-40 cm, presenta steli eretti di colore verde chiaro, brevemente striscianti, sottili e pelosi. Le foglie sono trifogliate (raramente presentano 4 lobi, il classico quadrifoglio portafortuna) con foglioline ovali; le infiorescenze, larghe 2-3 cm, sono composte da numerosi piccoli fiori tubolari di colore rosso porpora. Il frutto è un piccolo legume, che contiene piccoli semi di colore giallo con sfumature violacee.

Predilige i prati umidi, dove cresce in breve tempo e colora il paesaggio producendo infiorescenze rosso porpora. Poiché le radici del trifoglio ospitano dei batteri capaci di fissare l’azoto, la pianta è da secoli utilizzata nel sistema di rotazione delle culture per migliorare la fertilità del suolo.

COME SI UTILIZZA

La droga è costituita dalle infiorescenze. Il trifoglio rosso è disponibile in forma secca, da utilizzare per una bevanda tipo infuso. In alternativa, è possibile assumere la pianta in polvere sotto forma di capsule.

Infuso depurativo: versare 1/4 di litro di acqua bollente su 5-6 infiorescenze essiccate, lasciare in infusione per 15 minuti e berne una tazza 2-3 volte al giorno, addolcendo a piacere con miele. La dose consigliata è di 2-3 tazze al giorno di tisana di fiori freschi per un periodo di 4-6 settimane

Tintura madre: i principi attivi si estraggono direttamente dalle pianta fresca tramite l’utilizzo di alcool. Per le dosi si consigliano 20 gocce diluite in acqua da assumere da una a tre volte nell’arco della giornata.

Estratto secco in polvere: sotto forma di capsule per dare sollievo ai disturbi dell'apparato femminile, specie nella menopausa, il trifoglio standardizzato viene consigliato a 40-80 mg di isoflavoni al giorno.

Impacchi e bagni: applicato a impacco sulla pelle (si può utilizzare semplicemente una garza imbevuta nell’infuso) o aggiunto all'acqua del bagno, allevia i sintomi irritativi ed infiammatori della pelle ed è ottimo in caso di eczemi, psoriasi e acne. Inoltre il trifoglio è un potente fitoestrogeno naturale, ed il suo estratto secco aiuta a rallentare l'invecchiamento di cute e mucose.

PROPRIETA`

I principali costituenti di interesse del trifoglio rosso, per i quali ne è stata ampiamente dimostrata l'attività farmacologica, sono gli isoflavonoidi (biocanina A, daidzeina, formononetina, genisteina). Queste sostanze sono definite “fitoestrogeni” per la somiglianza della loro struttura chimica con quella dell’estradiolo, un estrogeno endogeno; sono contenuti nelle piante soprattutto come glucosidi che, dopo essere stati assunti per via orale, sono convertiti in agliconi attivi a opera degli enzimi presenti nell’intestino. 

Allevia i disturbi della menopausa : l’attenzione della ricerca sul trifoglio rosso si è concentrata sull’alto contenuto di isoflavoni e sulla loro attività estrogenica, dovuta appunto alla loro somiglianza strutturale con gli estrogeni endogeni. Questo ha determinato l’utilizzo dei suoi estratti per alleviare i sintomi della menopausa come vampate di calore, disturbi del sonno, tachicardia, mal di testa, sbalzi d’umore e secchezza vaginale. Il trifoglio rosso si rivela anche utile nella sindrome premestruale, come dolore al seno, gonfiore, nervosismo. Stimola inoltre la mineralizzazione ossea, aiutando a curare e prevenire l’osteoporosi. Controindicazioni: data l'elevata concentrazione di estrogeni, si sconsiglia di ricorrere al trifoglio rosso in gravidanza e allattamento o in caso di patologie come endometriosi, disturbi alla tiroide, fibromi e tumori al seno, ovaie o utero e carcinoma della prostata negli uomini.

Purifica il sangue e protegge il cuore: tra le proprietà più note del trifoglio c’è anche quella di essere un purificatore naturale del sangue. Merito delle piccole quantità di cumarine, sostanze chimiche utili a mantenere il flusso circolatorio fluido e pulito. In questo modo si riduce di conseguenza la possibile formazione di coaguli e placche arteriose.

Riduce il colesterolo e i trigliceridi: alcuni studi hanno dimostrato come il trifoglio sia anche utile per combattere l’accumulo di grasso nel sangue. L’assunzione regolare favorisce l’incremento del colesterolo HDL (quello "buono") mentre abbassa i livelli del colesterolo LDL (quello "cattivo") e per questo motivo può essere d’aiuto per prevenire malattie cardiocircolatorie. Secondo alcuni, potrebbe anche aiutare a smettere di fumare.

Azione antinfiammatoria: in fitoterapia il trifoglio rosso, usato come infuso, è di grande aiuto nelle affezioni respiratorie come bronchite, tosse e raucedine.

Protegge la pelle: i risultati di alcune ricerce suggeriscono che gli isoflavoni contenuti nel trifoglio rosso siano efficaci nel rallentare i segni dell’invecchiamento della pelle, oltre a ridurre infiammazioni come la psoriasi, l’eczema e altre eruzioni cutanee. Grazie alle sue proprietà anti-infiammatorie aiuta a proteggere contro i raggi UV e a potenziare la produzione di collagene.

 

CURIOSITA'

Vuole la leggenda, che Patrizio, il primo a portare la parola di Cristo in Irlanda fosse riuscito a illustrare il mistero della Trinità proprio grazie al paragone con il trifoglio. Quando Patrizio venne proclamato santo, s'incominciò a rappresentare il fondatore della Chiesa d’Irlanda con un trifoglio nella mano o ricamato sulle vesti episcopali.
All'epoca della dominazione inglese, Giorgio III, cercando di assicurarsi la collaborazione della nobiltà irlandese, istituì nel 1783 l'Ordine di San Patrizio, nel cui stemma faceva bella mostra il trifoglio. In questo modo, legato alla figura di San Patrizio, il trifoglio s'impose come uno dei simboli dell'Irlanda, tanto che il 17 marzo, festa del santo e della nazione, ancora oggi si possono vedere alcuni irlandesi portare sul vestito, come vuole la tradizione, uno o più mazzetti di trifoglio.

La ricetta

Risotto di trifoglio rosso

Ingredienti

  • 300 g. di riso carnaroli
  • 2 manciate di foglie e boccioli di trifoglio rosso dei prati (lontano dalle strade)
  • 1 cipolla media
  • 1 litro di brodo
  • 3 foglie di salvia
  • 50 g. di burro
  • olio d’oliva extra vergine q.b.
  • sale q.b.

     

Lavate le foglie ed i boccioli del trifoglio rosso dei prati sotto l’acqua corrente, mettete da parte qualche bocciolo e tritate il resto.

Affettate sottilmente la cipolla e fatela rosolare con metà burro a cui avrete aggiunto un po’ di olio. Aggiungete il trifoglio tritato, i boccioli, le foglie di salvia ed il riso. Mescolando fate tostare il riso, poi versate un mestolo di brodo e salate. Continuate la cottura aggiungendo il brodo, un mestolo alla volta, sempre mescolando.

A fine cottura, versate il risotto al trifoglio in un piatto da portata, deponete al centro il burro rimasto e decorate con qualche fiore del trifoglio rosso dei prati.

Stefania Calzà Santoni

 

 

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