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Crescete e moltiplicatevi

Il problema si fa serio

Spesso si incontrano ancora delle donne, specie se provenienti da tradizioni popolari di qualche decennio fa, esprimersi iraconde nei confronti del clero che le obbligava ad “accettare tutti i figli che il Signore mandava” pena la negazione della assoluzione in confessionale e la condanna anticipata all’inferno. Si sa che quel sentimento veniva veicolato dalla predicazione dei preti riferentesi al primo passo della Bibbia:” Crescete e moltiplicatevi e dominate la terra”(Gen.1,27-28). Oggi, però, causa la rapida crescita demografica ci si domanda dove andremo a finire, se ci sarà posto e sostentamento per tutti, se lo scarto inaccettabile fra sovrappopolazione (quando si supera la capacità di sostentamento) e sottosviluppo (quando non si riesce a mantenere il sistema economico), scarto unito alla nostra arroganza ambientale non distruggeranno la casa comune. O si devono interpretare Bibbia e parola di Dio in rispondenza alle mutate situazioni attuali?

Fatto sta che il problema si fa serio. In quanto alla popolazione mondiale vi sono oggi stime abbastanza significative e non del tutto utopiche divulgate dagli antropologi. Ci basti una tabella indicativa. Gli uomini vissuti nel nostro pianeta da circa 3 milioni di anni fino ad oggi sarebbero circa 110 miliardi. Al tempo di Gesù, e quindi dell’impero romano, circa 200 milioni. Negli anni 1000 circa 400 milioni. Nel 1500 circa 500 milioni. Nel 1800 circa un miliardo e mezzo. Nel 1950 circa due miliardi e mezzo. Nel 2000 circa 6 miliardi. Oggi 7,8 miliardi.

Come si vede, la crescita rilevante si è avuta negli ultimi due secoli dell’era industriale. Le previsioni?

Potrebbero essere più facili. Abbiamo dei continenti come quello africano, emergenti e giovani ed altri, come il nostro europeo calanti e invecchiati. L’Africa attuale conta un miliardo e 200 milioni di abitanti, ogni donna ha in media 6 figli e le aspettative per l’anno 2 mila sono di popolazione raddoppiata. L’Europa conta 750 milioni di abitanti, l’Italia 59 milioni con un calo in uno degli ultimi anni di 380 mila persone, con la media di 1,3 figli per ogni donna. Per il 2100 si prospettano, nel nostro globo, 10 miliardi di abitanti. Non è impossibile che vi sia un’invasione dei più deboli sui territori dei più forti come avvenuto nel corso degli ultimi millenni in Italia. In effetti essa può essere paragonata ad un mosaico con tanti puzzle: popolo fatto di arabi, bizantini, greci, irpini, sanniti, peligni, piceni, latini, paleoveneti, insubri, camuni, celti, longobardi. Avversari gli uni contro gli altri, una volta integrati, hanno fatto questa nostra Italia. Oppure, ipotesi peggiore, può succedere che i paesi affamati si rivoltino contro gli opulenti e, con ordigni sofisticati di morte, spazzino via la nostra civiltà. Per cui blindarli nei loro continenti o chiudere loro la porta in faccia sarà utopia e discorso casalingo. Non si fermerà una valanga con le mani.

Vi è però anche l’altro risvolto, altrettanto importante, della medaglia e si tratta del versetto biblico su citato: "dominate la terra”. I due aspetti son correlati. La nostra arroganza mentale non conosce limiti. Il pianeta però non accetta più di essere sfruttato. L’antropocentrismo, l’uomo al centro di tutto, sta rovinando il nostro habitat.

A dire il vero, specie nel passato, la terra non è stata mai dal cattolicesimo amata. Valle di lacrime, fu piuttosto svalutata perché la vera patria si riteneva il cielo. Ed è così che una sbagliata teologia portò ad una sbagliata ecologia. Le prove sul nostro Dna dimostrano che noi siamo parenti non solo con il primo animale, e anche con le scimmie, ma fino all’ultimo cavolfiore. L’homo sapiens non deve dimenticare che tutti siamo interdipendenti dalla natura inanimata fino al più insignificante insetto.

Non vale la pena ripetere i soliti discorsi sul clima, inquinamento ambiente, desertificazione, disastri ecologici. Vi sono tanti dettagli da noi sottovalutati.

Esempi?

I combustibili fossili stanno provocando il riscaldamento globale e aumentano i bollettini sanitari sulla qualità dell’aria. Costringiamo il terreno a produrre finché si esaurisce, concimiamo la terra con una serie di fertilizzanti chimici, utilizzando per le irrigazioni riserve d’acque come se fossero illimitate. Spediamo prodotti inquinanti nella atmosfera perché lo spazio ci sembra infinito. Abbiamo costruito motori a combustione per auto, aerei, trattori, monopattini, climatizzatori per combattere il caldo e il freddo, elettrificato la vita per cucinare, lavare, gestire i rifiuti. Inventato. Sviluppato alimenti geneticamente modificati e metodi scientifici per incrementare la produzione del bestiame. Inventato mungitrici elettriche per ottenere dalle mucche maggiore quantità di latte. Castrato bovini e suini per rendere più tenere le loro carni. Li abbiamo rinchiusi in recinti e mattatoi per riempire i mercati di bistecche e braciole. Gli antibiotici per bovini e pecore cominciano a indebolire le nostre barriere immunitarie. Stiamo sospingendo il mondo e l’umanità al genocidio, cioè all’estinzione attraverso la distruzione.

Anziché regno di Dio sulla terra, stiamo costruendo la nostra tomba sulla casa comune. E qui non bastano leggi, commissioni, europee unite, recovery plan. Serve una nuova coscienza, una rilettura dei primi versetti della bibbia per il nostro tempo. Ed è in questa emergenza che le religioni potrebbero avere un ruolo importante per la costruzione di un’etica mondiale e comune.

Albino Michelin

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