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Che futuro per la specie umana?

Caro lettore, ho avuto il piacere e l`onore di intrattenermi con uno degli scienziati più famosi al mondo (premiato fra l`altro da 3 presidenti americani): Ray Kurzweil.

L`articolo che segue si rifà sia alle sue idee sia a quelle dei “transumanisti” dei quali Kurzweil è forse il maggior esponente a livello mondiale.

Vediamo:

Come sarà l'uomo di domani?

Secondo i transumanisti migliore di quello di oggi. Più capace, più forte e potrà vivere talmente a lungo da sfiorare l'immortalità. Grazie alla scienza, certo, ma soprattutto alla tecnologia, alla robotica e alle nanotecnologie. Che regaleranno all'umanità un nuovo stadio evolutivo, nuovi sensi, nuove percezioni e possibilità di utilizzo delle nostre facoltà fisiche e mentali, sino a oggi neppure lontanamente sospettate.

Pura fantascienza?

I più acerrimi nemici di questo movimento giurano di sì. Eppure il transumanesimo vanta tra le proprie fila scienziati, biologi, storici, sociologi, tecnologi ingegneri, gente comune e anche qualche genio, come Ray Kurzweil ( col quale ho avuto la fortuna di interagire personalmente). Tutti convinti assertori della liberazione della razza umana dai suoi vincoli biologici".

Ma cos'è il transumanesimo?

Il transumanesimo è un movimento intellettuale e culturale che propone l'alterazione della condizione umana attraverso la ragione e la tecnologia. Sul piano storico, il transumanesimo può essere descritto come un'estensione dell'umanesimo. In aggiunta agli obiettivi della tradizione umanistica - longevità, salute, giovinezza, forza, ricchezza, intelligenza, conoscenza, coraggio, benessere e felicità - vengono infatti affiancate scienze evolute come l'ingegneria genetica, la cibernetica, la robotica e la nanotecnologia, che rappresentano i mezzi con i quali raggiungere gli scopi prefissi.

Quello che non piace ai transumanisti è uguale a quello che non piace alle persone ragionevoli: morte, malattia, invecchiamento, debolezza, povertà, stupidità, ignoranza, codardia, sofferenza, infelicità. Certi integralismi religiosi si presentano come unici autentici portatori di etica e poi ci propongono questa lista di "schifezze" come valori. Se una persona ha un minimo di buon senso deve riconoscere che questi non sono valori ma disvalori e che è ragionevole fare tutto il possibile per migliorare se stessi e aiutare il prossimo piuttosto che accettare passivamente la condizione umana. Questo non significa che debba essere discriminato chi è vecchio e malato (forse tutti lo saremo un giorno…) o che debba diventare un'ossessione la propria crescita fisica e intellettiva. Ma arrivare a capovolgere la realtà, indicando come valori etici la negazione delle virtù, è davvero grottesco. Se c'è una persona debole (in tutti i sensi sopra descritti), non le rendiamo un buon servizio indebolendo per solidarietà tutte le persone che le stanno intorno, ma aiutandola a diventare forte.

"Umanità" è un termine che indica, in modo approssimativo, uno stadio del processo evolutivo. Era umano l'Homo Habilis come lo è l'Homo Sapiens Sapiens. Eppure la differenza tra i due esseri è notevole. Anche senza transumanisti e senza tecnologia, l'umanità è comunque destinata a cambiare e divenire qualcos'altro…. Essa si evolve da quando è nata…in un contesto storico di lunghissimo periodo storico niente di straordinario dunque.

In un certo senso i postumani esistono già. Sono tutti coloro che vivono grazie a macchine. I cardiopatici con bypass sono cyborg per esempio. Naturalmente, la post-umanità cui aspirano i transumanisti è centrata sul potenziamento artificiale e non solo sulla riparazione dei danni. In questa prospettiva sono post-umani tutti gli umani vaccinati, perché hanno potenziato artificialmente le proprie difese immunitarie. Si tratta di aggiungere altre qualità a quelle già acquisite. Quando gli impianti cibernetici potenzianti, che già esistono, saranno messi sul mercato, potremo acquisire nuove facoltà sensoriali, come quelle dei delfini e dei pipistrelli, e percepire la presenza di ostacoli al buio o alle spalle. Un esperimento in tal senso è già stato effettuato con successo dallo scienziato inglese Kevin Warwick. Tuttavia, il sogno è poter inserire direttamente informazioni, immagini, suoni nel proprio cervello. Gli esperimenti in corso confermano che forse è questione di alcuni anni.

Il salto evolutivo avverrà infatti in questo secolo. La legge di Kurzweil (un'estensione della legge di Moore) indica infatti che nel Ventunesimo secolo avremo ventimila anni di progresso al tasso di progresso del Ventesimo secolo (ciò che ho potuto discutere con Kurzweil stesso). Il transumanista è l'umano che invece di avere nostalgia del passato, ha nostalgia del futuro. Al contrario di quello che molti pensano, si aprirà uno spazio alla differenziazione più che all'omologazione. Così come in un computer ci sono l'hardware e il software, nell'uomo ci sono il cervello e le idee. Se miglioriamo l'hardware dell'uomo (per esempio facendo nascere tutti più intelligenti con l'eugenetica) apriamo una possibilità alla differenziazione. Il post-umano è destino perché la tecnologia non può essere fermata come invece vorrebbero i fondamentalisti verdi e religiosi.

Ma l'uomo di domani sarà migliore di quello di oggi?

Sarà migliore se la nostra battaglia avrà successo. Oggi gli uomini si somigliano spaventosamente sul piano della personalità. Nelle Filippine sono tutti cattolici, in Arabia tutti musulmani, in India induisti. Com'è possibile? Sono stati programmati (o plagiati) tramite l'educazione familiare e statale, che è molto più potente di un intervento eugenetico sull'hardware perché tocca il software, la coscienza. Se la religione, la cultura, la lingua fossero davvero scelte individuali le variazioni dovrebbero essere casuali. In realtà, sono solo le persone più intelligenti a effettuare una vera scelta ponderata tra le diverse opportunità. E' chiaro quindi che aumentando il livello generale d'intelligenza si genera maggiore variazione e maggiore desiderio di libertà. Questo non piace, ancora una volta, a chi detiene le leve del potere politico e religioso, che si esercita meglio su una popolazione stupida, omologata e plagiata. L'individuo post-umano troverà estremamente fastidiosi i concetti di nazione, razza, religione rivelata, perché essendo più intelligente vorrà pensare con la propria testa. Vorrà davvero scegliere come, dove e quanto vivere.

Peter Ferri

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