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Il ritorno alla natura – Il tiglio 

(Tilia cordata, Tilia platyphyllos) 

Il genere, Tilia, deriva dal greco ptilon, ‘ala’, e si riferisce alla caratteristica brattea appiattita e allungata posta lateralmente sul peduncolo delle infiorescenze. La specie, platyphyllos, è parola composta dal greco formata da platys, ‘largo’ e phyllos, ‘foglia’ evidenzia l’ampiezza della foglia, maggiore di quella delle altre specie di tiglio.

Il tiglio (Tilia) è un albero appartenente alla famiglia botanica delle Tiliaceae. Le specie piú diffuse sono la Tilia cordata, ovvero il tiglio selvatico, e la Tilia platyphyllos, detta anche tiglio nostrale. Tra queste due specie vi sono poche differenze botaniche, anzi, spesso s’incrociano in esemplari ibridi, che sembra siano i più propagati in assoluto. Il tiglio è un albero di fondamentale importanza nel nostro ecosistema, in quanto specie rustica e longeva, di facile coltivazione, con un’abbondante fioritura, eccellente riserva di polline e nettare per le api.

Si tratta di un albero di notevoli dimensioni, molto longevo (arriva anche fino a 250 anni) e lo troviamo fino a 1500 metri di altitudine. Possiede apparato radicale espanso e profondo.

I grappoli fiorali sono uno dei tanti piccoli capolavori della natura, fini opere d’ingegno che la pianta costruisce per diffondere più efficacemente i suoi semi. Il tiglio, come il tarassaco o l’acero, è una delle piante cosidette anemòfile, dal grego ànemos – vento e philos – amico. Un’amante del vento, insomma, in funzione del quale ha strutturato le sue parti più preziose, i fiori, che si trasformano poi in semi rotondi leggermente appuntiti: al grappolo che li sostiene è attaccata una brattea, una specie di ala che permette al gruppetto di semi maturi, in giornate ventose, di staccarsi e viaggiare, percorrendo distanze anche molto lunghe.

COME SI UTILIZZA

Le parti più utilizzate di questa pianta sono  i profumatissimi fiori e le foglie, ricche  di flavonoidi, tannini, olii essenziali e cumarine e per questo impiegate in fitoterapia nella cura di mal di testa, insonnia, tachicardia, ansia e stress. Il tiglio è la pianta più indicata anche in caso di disturbi alle vie aeree dei bambini e degli adulti, perché le mucillagini contenute soprattutto nei fiori, conferiscono proprietà mucolitica e antinfiammatoria efficace in caso di tosse e catarro, ma anche come antispasmodico in caso di intestino irritabile.   

Infuso: far bollire mezzo litro d'acqua e versarlo sopra 10 g di boccioli di fiori di tiglio essiccati. Filtrare dopo 5-10 minuti, addolcire se si desidera con un poco di miele o zucchero.

Carbone di tiglio: bruciare del legno di tiglio (vecchio di almeno quattro anni), pestare finemente i resti. Mescolare un cucchiaino di carbone in 20 ml di acqua e assumerlo secondo le indicazioni.

Decotto di corteccia: mettere a bollire, in ½ litro di acqua, per alcune ore a fiamma bassa 50 g di rami giovani di tiglio spezzettati. Filtrare il liquido e assumere due volte al giorno.

Tintura: mettere a macerare, per 5-7 giorni, 20 g di fiori in 100 ml di alcool a 30°.

Tintura oleosa: mettere a macerare 10 g di fiori e foglie in 100 ml di olio, lasciare a macero per dieci giorni in ambiente caldo.

Bagno di vapore per una pulizia profonda della pelle: indicato soprattutto per pelli untuose e grasse, preparare un infuso con 30 g di fiori di tiglio in ½ l di acqua, tenere il viso sopra la pentola a una distanza di 30-40 cm per 10-15 minuti, per non disperdere il vapore coprire la testa e le spalle con un asciugamano, infine per tonificare la pelle dopo il bagno fare qualche impacco di acqua fredda e applicare una crema idratante.

PROPRIETA`

Uso interno

Azione antinfluenzale: grazie al contenuto di vitamina C e alla presenza di mucillagini e dell’olio essenziale, il tiglio aiuta a prevenire i malanni stagionali, abbassa la febbre ed è attivo come espettorante, alleviando la tosse grassa e l‘infiammazione della gola. Utile usare l’infuso di tiglio per effettuare dei gargarismi e il miele al tiglio per calmare la tosse. Ha un’azione diaforetica in caso di malattia infettiva o di stato febbrile acuto, favorendo la sudorazione.

Azione calmante: agendo sul sistema nervoso, il tiglio allevia gli stati d’ansia contrastando i sintomi tensivi che ne derivano: cefalea, palpitazioni, insonnia, disturbi gastrici e intestinali, come il colon irritabile. Il carbone di tiglio può essere utilizzato contro la colite.

Azione ipotensiva: in caso di tensione dovuta a nervosismo che causa squilibri sull’attività del sistema cardiocircolatorio, il tiglio calma le palpitazioni e l’ipertensione, grazie alla presenza dei principi attivi in esso contenuti.

Azione coleretica: i disturbi al fegato al giorno d’oggi sono piuttosto comuni, per via del cibo, dello stress o della vita frenetica che si vive e questo potrebbe causare spasmi e problemi alla produzione e al flusso della bile; in presenza di questo disturbo l’assunzione di tiglio agisce come coleretico, aiutando quindi a regolarizzare la produzione e il flusso di bile.

Uso esterno

Aizione lenitiva: l’infuso di tiglio è ottimo da applicare sulla cute in caso di eruzioni cutanee e dermatiti, sul viso per depurare e tonificare la pelle, sugli occhi, in impacco, per calmare bruciori e arrossamenti.

Azione defatigante: il bagno al tiglio si prepara con l’infuso ad uso esterno, ricco di olio essenziale, che va aggiunto all'acqua per un effetto sedativo e per combattere insonnia e nervosismo. Si prepara versando la miscela di fiori e foglie essiccati (100 gr) nell’acqua calda. Ottimo anche il pediluvio per defatigare e sgonfiare gambe e piedi.

Azione cicatrizzante: le foglie fresche del tiglio possono essere applicate localmente per preparare cataplasmi e curare ferite e le dermatiti.Irritazioni della pelle scottature, eritemi solari, emorroidi: applicare delle compresse preparate con l’infuso direttamente sulle zone interessate, in alternativa fare delle lievi frizioni con la tintura oleosa.

CURIOSITA'

Il tiglio è simbolo di fecondità e amore (nell’araldica è spesso raffigurato con foglie stilizzate a forma di cuore). I germani lo consacrarono alla dea Freya, sposa di Odino di cui condivideva la potenza e la sapienza; era dea dell’amore, della casa e della felicità coniugale. Da lei prende il nome il quinto giorno della settimana (venerdì=Venere dea dell’amore) nelle lingue nordiche: Freitag. La pianta fu considerata anche simbolo di amicizia e fedeltà. Come albero nobile fu quindi considerato sacro dai popoli germanici, ed era usato per onorare i sepolcri. Sotto la sua chioma si facevano danze e si formulavano giudizi, e ai suoi rami venivano appesi gli oggetti votivi; i rami erano infatti considerati talismani preziosi per sconfiggere il pericolo dei fulmini e degli spiriti maligni e si ritenevano capaci di scacciare le streghe dai boschi.

Stefania Calzà Santoni

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