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Il ritorno alla natura – L’iperico

(Hypericum perforatum)

Pianta ampiamente diffusa in tutta Europa, cresce in particolare lungo le strade, nei prati e nelle radure dei boschi e può raggiungere altezze variabili dai 20 cm fino ai 90 cm. E’ una pianta erbacea perenne, le foglie sono opposte sul fusto, di forma ovato-lanceolata e colore verde brillante, nella parte inferiore presentano delle ghiandole simili a puntini traslucidi contenenti olio, mentre verso l’esterno hanno punti più scuri contenenti uno dei principi attivi più noti, l’ipericina. Si tratta di un pigmento rosso contenuto in maggiore quantità nei fiori. I fiori sono la parte più interessante della pianta d’iperico. Sono di colore giallo-oro, formati da 5 petali molto delicati, lunghi fino al doppio dei sepali. Si trovano riuniti in corimbi multiflori. Strappandoli dai loro peduncoli, o sfregandone i petali, inizia a sgorgare una linfa rosso sangue contenente i principi attivi.

COME SI UTILIZZA

Infuso di fiori: sminuzzare finemente 5-8 g di sommità fiorite essiccate, mettere quindi in infusione, per 10-15 minuti circa, in una tazza di acqua bollente, filtrare e colare. Assumerne all’occorrenza seguendo le indicazioni.

Polvere: ridurre in polvere in un mortaio la quantità desiderata di fiori essiccati, conservare in barattolo a chiusura ermetica lontano da fonti di umidità. La dose consigliata è da mezzo a un cucchiaino il giorno.

Tintura: mettere a macerare 25 g di sommità fiorite tritate grossolanamente, in 120 g di alcool a 60°. Trascorsi 10-15 giorni, filtrare e conservare in una bottiglietta di vetro scuro dotata di contagocce. La dose consigliata è di 8-12 gocce prese 2-3 volte durante la giornata.

Oleolito di iperico: si ottiene mettendo a macerare i fiori freschi in un olio vegetale. Si ottiene così un olio dal caratteristico colore rosso intenso che svolge sulla pelle proprietà cicatrizzanti, lenitive, sfiammanti, antipruriginose ed elasticizzanti. Valido rimedio naturale come coadiuvante in caso di piccole ferite, scottature, piaghe, pelle arrossata, pelle secca, screpolature, eritemi solari, dermatosi, pruriti di vario genere, contratture, lievi dolori artro-muscolari e per rallentare la comparsa di rughe e smagliature. Può essere applicato sulla cute puro oppure essere utilizzato come materia prima per la produzione di creme ed unguenti.

Maschera per pelli secche: mescolare insieme un pugno di fiori freschi di iperico, due gherigli di noce privati della pellicina, un cucchiaio di Fieno Greco in polvere e due o tre manciate di mandorle spellate. Tritare tutti gli ingredienti fino a ottenere una polvere finissima, versare il composto in un piccolo vasetto e aggiungere quindi un cucchiaio di miele di Acacia. Amalgamare il tutto e stendere sul viso ben pulito; lasciare agire per venti minuti circa e poi lavare con un poco di acqua tiepida.

Trattamento contro le rughe: ottimo rimedio per rallentare la formazione delle rughe, soprattutto quelle intorno agli occhi, le cosiddette “zampe di gallina”, spalmare con un batuffolo di cotone sulle zone interessate dell’olio per uso esterno, ripetere l’operazione due volte al giorno, al mattino e alla sera prima di coricarsi.

PROPRIETA`

Azione antidepressiva e ansiolitica: l’iperico è considerato il rimedio naturale per eccellenza di alcuni stati di depressione psicogena e in generale dei disturbi nervosi causati da disfunzioni endocrine. Bisogna sottolineare che la sua assunzione ha interazioni note con altri farmaci, quindi prima di iniziare una cura bisogna sempre rivolgersi a un medico. Gli effetti riscontrati sono paragonabili a quelli ottenuti dai farmaci inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI) ed inoltre, rispetto ai farmaci, sembra essere più tollerato dai pazienti, comportando una migliore aderenza al trattamento. Sembra che l’azione antidepressiva dell’erba di San Giovanni, confermata attualmente anche da diverse ricerche scientifiche, sia dovuta in particolare alla capacità di aumentare i livelli di serotonina oltre che, in caso di disturbi del sonno, a quella di regolare la produzione di melatonina responsabile a sua volta di un efficace ritmo sonno veglia.

Azione antibatterica e antivirale: l’assunzione di un estratto metanolico di iperico è in grado di inibire lo sviluppo di batteri come l'Escherichia coli, Streptococchi e Stafilococchi. La somministrazione di estratti di iperico in acqua bollente risultano efficaci nel contrastare il virus dell’influenza A2 e quello dell’Herpes simplex.

Azione antinfiammatoria e cicatrizzante: tradizionalmente l’iperico veniva utilizzato per trattare ferite e ustioni, grazie al suo potere antinfiammatorio, cicatrizzante e rigenerativo nei confronti della pelle.

Studi recenti hanno valutato l’efficacia topica dell' iperico in pazienti affetti da psoriasi per i quali si è assistito ad una diminuzione di parametri come rossore, ispessimento e desquamazione delle placche psoriasiche. Altri studi clinici supportano l’uso di iperico per ferite, bruciature, scottature, eritemi solari, piaghe, ulcere registrando miglioramenti nella cicatrizzazione e nella velocità di guarigione.

CURIOSITA`

Il nome Hypericum deriva dal greco “iper-eikon” che significa pianta che cresce sopra le vecchie statue, mentre perforatum si riferisce alla presenza di numerose ghiandole in tutta la pianta che hanno l’aspetto di piccoli fori. Erba perenne cespugliosa, è comunemente conosciuta anche come “erba di San Giovanni”, perché fiorisce nel giorno del Santo, e “scacciadiavoli”, poiché la tradizione popolare gli attribuiva poteri magici: si riteneva che allontanasse gli spiriti maligni ed era utilizzata per purificare l’aria. Le sue ghiandole oleose, infatti, quando sono schiacciate emanano un profumo gradevole molto simile all’incenso.

La ricetta     

L’oleolito d’iperico


Ingredienti:

  • 500 ml di olio extravergine, possibilmente da coltivazione di olive biologiche
  • 150 gr di fiori di iperico, raccolti prima che sfioriscano, tra giugno e agosto.

Mettete le infiorescenze della pianta di iperico in un vaso di vetro trasparente e poi riempite con l’olio. I fiori devono essere completamente ricoperti e l’olio deve superare il loro livello di circa 2 cm. A questo punto il vaso viene chiuso ermeticamente e lasciato in posizione soleggiata a macerare. Il periodo di macerazione al sole è di circa un mese, e durante questo tempo l’olio assumerà la tipica colorazione rosso sangue, assorbendo i principi attivi contenuti nei fiori. Per facilitare questo processo, ogni due giorni scuotere il vaso, dando così una mescolata.
Passato questo periodo di esposizione al sole, filtrare l’olio con un colino a maglie strette e versarlo in un contenitore di vetro, possibilmente scuro, lontano da luce e fonti di calore.
Se conservato correttamente, l’olio d’iperico riesce a preservare le sue proprietà balsamiche per un periodo di circa due anni.

Stefania Calzà Santoni

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