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SCONFITTO L’ UCAS (Ufficio Complicazioni Affari Semplici)

IMU e TARI, confermato lo sconto anche per i titolari di pensione italiana in convenzione I/CH

Era già accaduto ripetutamente in passato, e ne avevamo dato notizia in questa rubrica, che, in diversi comuni italiani (in tutto ve ne sono 7'903, dato relativo al 2020), sia i responsabili degli Uffici Tributi che alcuni commercialisti locali non fossero a conoscenza dei benefici fiscali su IMUIMU e  e TARI previsti dalla legge italiana per l’abitazione di particolari categorie di italiani all’estero, a voler essere buonisti; oppure che gli uni e gli altri intendessero approfittare della presunta ignoranza di questi emigrati per far ingrassare le casse comunali, a voler essere maligni. Fatto sta che, ancora una volta, diversi nostri lettori, in queste ultime settimane, si sono rivolti alla redazione de L’ECO per lamentarsi che nel loro comune, nonostante abbiano tutti i requisiti di legge, non intendono accordare lo sconto del 50% sull’IMU e dei due terzi (2/3) sulla TARI per la loro abitazione negando addirittura l’esistenza dell’articolo 1 – comma 48 – della legge n. 178/2020,

””” A partire dall'anno 2021 per una sola unità immobiliare a uso abitativo, non locata o data in comodato d'uso, posseduta in Italia a titolo di proprietà o usufrutto da soggetti non residenti nel territorio dello Stato che siano titolari di pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l'Italia, residenti in uno Stato di assicurazione diverso dall'Italia, l'imposta municipale propria di cui all'articolo 1, commi da 739 a 783, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, è applicata nella misura della metà e la tassa sui rifiuti avente natura di tributo o la tariffa sui rifiuti avente natura di corrispettivo, di cui, rispettivamente, al comma 639 e al comma 668 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, è dovuta in misura ridotta di due terzi. ”””

Altri ancora si sono rivolti alle sedi di un patronato, come all’ITAL UIL, sempre per denunciare che nei loro Comuni quell’articolo, benché conosciuto, non viene ritenuto applicabile ai titolari di una pensione INPS ottenuta in base ai Regolamenti dell’Unione Europea, Svizzera compresa. Così che gli emigrati, con l’abitazione in questi Comuni, pur avendo i requisiti della norma sopra ricordata, non sono comunque riusciti a farsi riconoscere lo sconto sull’IMU e sulla TARI!

Per porre rimedio a questa incresciosa situazione è intervenuta la senatrice di Italia Viva, Laura Garavini, vice presidente della Commissione Esteri del Senato, con una interrogazione parlamentare al Ministero delle Finanze. La risposta è arrivata lo scorso 15 giugno da parte del Sottosegretario Claudio Durigon il quale ha chiarito che la norma in questione deve essere applicata ai titolari di qualsiasi tipo di pensione italiana ottenuta con la totalizzazione dei periodi assicurativi italiani e esteri quindi anche di Paesi dell’Unione Europea, Svizzera compresa. Per cui ci si attende che una direttiva ufficiale, in tal senso, venga data dal MEF ai 7903 Comuni tramite l’ANCI.

Resta ovviamente il problema per quanti, entro la scadenza dello scorso 16 giugno, seguendo le indicazioni errate ricevute nei loro Comuni, hanno versato l’anticipo dell’IMU sulla tariffa piena che, in genere, ammonta al 50% dell’intera imposta annuale. Queste persone non dovranno più versare il saldo dell’imposta al prossimo 16 dicembre, ovviamente dopo aver chiarito la propria situazione con l’Ufficio Tributi del Comune. A conclusione di questa vicenda resta la soddisfazione che, in questo caso, è stato sconfitto l’UCAS (Ufficio Complicazione Affari Semplici) che da sempre è attivo e vigile in Italia, sia pure a macchia di leopardo, tra le Amministrazioni pubbliche!

Dino Nardi

 

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