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Il ritorno alla natura – La viola mammola

(Viola odorata)

La viola mammola, anche detta Viola odorata è un piccolo fiore che annuncia la fine della stagione fredda: è lei la pianta pioniera della primavera, che spunta ai primi tepori e tende a sfiorire non appena le temperature si alzano. Delicata, profumata, e bellissima nelle sue declinazioni cromatiche che dal viola intenso sfumano fino all'azzurro, passando dal lilla al blu pastellato. Una piantina semplice e umile, tanto da passare inosservata, anche se meriterebbe molta più attenzione nei giardini ma anche negli orti moderni.

Non è un caso che si chiami viola mammola: infatti, con il termine "mammola" si indicavano i bambini che dovevano ancora essere svezzati. Ecco che la viola diventa mammola ad indicare quel senso di fragilità, timidezza e sensibilità che contraddistingue appunto questo fiore.

I romani decoravano le tavole per i banchetti con le violette, nella convinzione che questi fiori potessero prevenire l'ubriachezza. Non solo: le ghirlande di viole erano usate per alleviare i postumi di una sbornia e a tale proposito, i romani producevano un vino coi fiori da utilizzare dopo aver bevuto troppo. Plinio ha documentato le proprietà medicinali delle viole, prescrivendole per i disturbi della gotta e della milza.

I greci invece usavano questi fiori per aiutare a indurre il sonno e per calmare la rabbia. La viola è sempre stata usata come simbolo d'innocenza e modestia.

Non solo: è proprio nel tardo medioevo che si credeva che le viole servissero a contrastare le malattie cardiache, proprio perchè le foglie, a forma appunto di cuore, erano certamente un segno mandato da Dio. A partire dal XVI secolo, la violetta veniva utilizzata come antidolorifico, poiché era tra le poche piante a contenere l'acido salicilico, ingrediente principale dell'aspirina.

La viola è molto diffusa in Europa, in America e nelle zone tropicali. Fa parte della famiglia delle Violaceae, comprende più di 400 specie, è una pianta perenne, che germoglia in primavera, mentre arresta la fioritura in estate. Sopporta bene le temperature fredde.

E' una pianta erbacea perenne con un corto rizoma da cui partono degli stoloni striscianti sul terreno che emettono radici e formano nuove piante; nella sua parte inferiore il rizoma è provvisto di numerose radichette sottili. Le foglie, riunite in una rosetta basale, hanno un picciolo lungo fino a 5 centimetri; il margine è inciso da piccoli denti; la superficie è leggermente pelosa o completamente glabra, la pagina inferiore è talvolta lucente. I fiori sono profumati, hanno un lungo peduncolo provvisto verso la metà di due piccole brattee; la corolla è formata da cinque petali di colore violetto-porpora con la base biancastra, il petalo inferiore è prolungato posteriormente in un piccolo sperone dello stesso colore. Il frutto è una capsula subsferica che si apre in tre parti pelosette; contiene numerosi semi sferici bruni muniti, da un lato, di una escrescenza più chiara.

COME SI UTILIZZA

Il rizoma si raccoglie in primavera o in autunno e si pulisce per eliminare la terra e le radichette; i fiori si raccolgono appena sbocciati, in febbraio-maggio, recidendoli senza il picciolo. Il rizoma si essicca al sole e si conserva in sacchetti di carta o tela; i fiori si essiccano al buio, in luogo ventilato e caldo, e si conservano in recipienti di vetro o di porcellana al riparo dalla luce.

Infuso di fiori: per la tosse e le irritazioni delle vie aeree: 2 g in 100 ml di acqua. Due o tre tazze al giorno (l'infuso è più gradevole se si addolcisce con miele).

Sciroppo : macerare 10 g di fiori per 24 ore con 100 ml di acqua. Filtrare, aggiungere al liquido ottenuto 200 g di zucchero e cuocere lentamente per un quarto d'ora. A cucchiai o a cucchiaini, a seconda dell'età.

Cataplasmi e impacchi: con i fiori per le contusioni e le scottature. Polpa (della droga cotta in acqua). Applicare sulla zona interessata interponendo una garza. Per le ragadi e le eruzioni cutanee si utilizza il decotto - 5 g in 100 ml di acqua. Fare lavaggi, applicare compresse imbevute sulla zona interessata.

Misuratore del PH: anticamente dai petali di violetta si otteneva una preziosa tintura, con la quale veniva misurata la reazione del pH empiricamente. Questa tintura aveva la funzione di reattivo chimico e funzionava come una cartina al tornasole. La reazione acida di una soluzione era quella in rosso, la basica in verde.

Uso in cucina: l’olio distillato dai suoi petali è usato quale aroma alimentare, nonché per ottenere una dolcissima essenza chiamata parfait amour, utilizzata dall’industria profumiera. I fiori sono utilizzati dai pasticceri che ne ottengono canditi e dall’industria confettiera per produrre fiori freschi cristallizzati nello zucchero. I “bonbons à la violette” sono una specialità della città di Tolosa in Francia. I fiori appena sbocciati delle violette si usano in cucina come aromatizzanti e per colorare le famose misticanze, ovvero le insalate di erbe selvatiche. Sono ottimi anche per preparare sciroppi, gelati, marmellate e canditi.

In profumeria: la violetta era molto ricercata in profumeria per l’estrazione della sua essenza, dalla quale si otteneva il celebre profumo “Violetta di Parma”. L’essenza veniva ricavata con il metodo dell’enfleurage, alternando le viole a strati di grasso per meglio assorbirne gli effluvi, che dopo venivano separati con dei solventi. Da 100 kg di fiori si ricavavano solo 50 g di essenza pura di violetta, motivo per cui il profumo ottenuto era molto costoso. Oggi invece i profumi vengono prodotti in maniera sintetica.

PROPRIETA'

La porzione aerea della pianta e soprattutto i fiori hanno buone proprietà espettoranti, facilitano l'emissione di sudore e urina e regolano leggermente l'intestino. Queste prerogative sono sfruttate popolarmente per fare tisane e infusi utili in caso di disturbi delle vie aeree, asma, pertosse e malattie eruttive della pelle, tra cui quelle caratteristiche dell'infanzia.

Azione espettorante ed emolliente :gli abbondanti principi attivi (olio essenziale, emetina, irone, acido salicilico, glucosidi, mucillagini e tannini) alleviano le infiammazioni delle vie respiratorie. Infusi di fiori e foglie di viola mammola si rivelano utili nel contribuire a risolvere sia la tosse secca che quella grassa, ma anche in caso di mal di gola, raucedine e bronchite.

Azione lassativa: Il fiore della viola odorata o violetta per l’elevato contenuto di mucillagini, saponine, carotenoidi, tannini e flavonoidi, viene impiegato come blando lassativo nella cura della stipsi intestinale per rendere le feci più morbide senza alcun effetto indesiderato.

Azione sedativa e analgesica: ricerche recenti mostrano le eccezionali proprietà calmanti delle sostanze odorose contenute nei fiori di violetta. In particolare, vi è la presenza di jònina, una molecola che agisce sull’olfatto in modo quasi anestetico. Questo spiega l’apparente perdita di intensità di profumo nel momento in cui si annusano a lungo delle mammole.

Azione calmante e lenitiva: per uso esterno impacchi e cataplasmi risultano lenitivi nei casi di contusioni, scottature, ragadi, acne e per il trattamento di infiammazioni cutanee di varia origine e natura.

CURIOSITA'

In passato i fiori di Viola odorata venivano sparsi sui pavimenti di case e chiese per profumare l’aria e nascondere così l’odore di umido e di muffa, sebbene il profumo di questa viola si disperda nell’aria non appena la si coglie. Ma proprio questa caratteristica ne determinava l’uso: il fiore produce, infatti, anche una sostanza detta “ionina”, che smorza il senso dell’odorato, cosicché non solo svanisce il profumo di viola, ma anche ogni altro odore. Ci si può rendere conto di questo annusando una viola, finché non se ne sente più il profumo; poi, la si tiene un attimo lontano e la si annusa di nuovo: il profumo ricomparirà fino a quando la ionina non eserciterà di nuovo la sua efficace azione.

Stefania Calzà Santoni

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