L'ECO tele7

Informarsi è un piacere!

Il ritorno alla natura – La malva

(Malva sylvestris)

La malva, nome scientifico Malva sylvestris, è una pianta erbacea a carattere annuale appartenente alla famiglia delle Malvaceae. Il suo nome deriva dal termine greco malakos, che significa calmante e dolce, e dal termine  latino mollire, che significa emolliente.  La fioritura comincia in primavera e si protrae per tutta l’estate, con bellissimi fiori di colore rosa/lilla. E’ una delle piante più utilizzate in fitoterapia, perché si tratta di un rimedio in grado di alleviare molti sintomi, non presentando alcun effetto collaterale. Il padre della medicina, Ippocrate, lodava, nei suoi trattati, le proprietà calmanti e lassative dell’arbusto. La pianta è commestibile e viene impiegata nell’arte culinaria turca, spagnola e pakistana.

La Malva sylvestris, originaria dell’Asia e del bacino mediterraneo, è diventata una specie molto comune che si incontra facilmente allo stato selvatico nei campi, lungo i sentieri e le strade e anche nei terreni abbandonati. La malva è una pianta che tipicamente si sviluppa nella flora italiana, anzi, si tratta spesso di una pianta infestante, difficile da debellare; questo significa, che si sviluppa rapidamente anche nella terra da giardino meno ricca e soffice, e che sopravvive al freddo, al caldo, alla siccità.

Il primo anno presenta solo la rosetta basale composta da foglie lobate. I fusti sono per lo più erbacei, tranne nelle parti più basse. Sono molto robusti e coperti da una sottile lanugine. La lunghezza media è 60 cm, ma in alcuni casi possono superare il metro e mezzo o i due. Il portamento può essere eretto o strisciante. Sugli steli le foglie diventano profondamente divise e alterne. È dall’ascella che spuntano, per tutta l’estate, i fiori, solitari o a gruppi pari. I petali, bilobati, sono 5, di un bel viola chiaro con nervature più scure, ma si trovano facilmente anche mutazioni nel bianco o nel rosa. Da questi si sviluppano poi i frutti, neri a forma di anellino.

COME SI UTILIZZA

Raccogliere i fiori prima che la fioritura sia completa, le foglie vanno raccolte, senza picciolo, da giugno a settembre, mentre la radice va presa in autunno. Essiccare molto rapidamente, all’ombra e all’aria aperta, foglie e fiori, mentre fare essiccare al sole, le radici divise a metà. Conservare separatamente in sacchetti di carta (o tela) le foglie e le radici, i fiori vanno invece conservati in barattoli di vetro ben chiusi, al riparo dall’aria e dalla luce diretta.

Infuso: mettere in infusione 30-40 g (una manciata) di fiori o foglie, oppure di entrambi, in un litro di acqua bollente, lasciare riposare per 10-15 minuti circa, filtrare e bere preferibilmente tiepido, se si desidera, dolcificare con miele. In alternativa in caso di affezioni respiratorie persistenti e per aumentare il potere emolliente della malva preparare un infuso di foglie e fiori (10 g in tutto) in 100-120 g di latte, lasciare in infusione per 10-15 minuti quindi colare. Bere l’infuso così preparato ancora caldo prima di andare a dormire alla sera.

Decotto: fare bollire in due litri di acqua, per quindici minuti, 90-120 g di fiori e foglie di malva sminuzzati grossolanamente, togliere dal fuoco, fare riposare per dieci minuti quindi colare. Consumarne 2-3 tazze al giorno secondo le indicazioni.

Cataplasma: fare scaldare sopra una superficie ben calda alcune foglie fresche di malva appena colte, facendo attenzione che non secchino, schiacciarle leggermente per farne uscire il succo, quindi riporle sopra una pezza di lana pulita e applicare il cataplasma sulle zone interessate.

Decotto per uso esterno: fare bollire alcune foglie di malva in un litro di acqua, dopo quindici minuti togliere dal fuoco, lasciare intiepidire e utilizzare per lavaggi, sciacqui, gargarismi e come collutorio.

Per la bellezza

Crema antirughe: Sciogliere a fuoco lento e a bagnomaria 120 g di foglie di malva, 150 grammi di burro bio e 80 grammi di acqua. Amalgamare bene il tutto e cuocere a bagnomaria fino a quando l'acqua non sarà completamente evaporata. Quindi filtrare bene il composto ottenuto in modo da eliminare tutte le fogioline di malva rimaste attraverso una tela a trama rada, spremendo bene anche i residui per recuperare tutti i loro principi attivi. Conservare la crema così preparata in un vasetto di vetro ben chiuso in frigorifero per dieci giorni, quando la crema comincia ad alterarsi non utilizzarla assolutamente.

Lozione per una pelle stanca e opaca: far bollire 50 g di fiori di malva in due tazze di acqua per 5-6 minuti, togliere dal fuoco e lasciare intiepidire, filtrare quindi con il colino e aggiungere due cucchiaini di miele. Utilizzare questa lozione ogni giorno per lavare il viso, si otterrà una pelle luminosa, morbida e riposata.

Tonico per reidratare la pelle secca: preparare un decotto con due cucchiai di foglie di malva e un cucchiaio di fiori in 300 ml di acqua, fare bollire per almeno cinque minuti e quindi lasciare raffreddare. Utilizzare il preparato per fare delle applicazioni quotidiane con alcuni batuffoli di cotone imbevuti.

In cucina

Le foglie giovani si aggiungono in minestre, zuppe e minestroni, oppure lessate e poi saltate in padella con un pizzico di burro, o un goccio di olio, sono ottime da consumarsi come verdura cotta. I fiori freschi sono edibili e possono essere utilizzati in moltissimi piatti. Potreste provarli nel ripieno dei ravioli o aggiungerli a fine cottura al sugo della pasta o del riso, fare frittate, polpettine vegetali con melanzane o di carne. Oppure nei piatti invernali, come minestre o vellutate di spinaci, patate e cipolla, basta aggiungerli al momento di frullare tutti gli ingredienti. Infine, si possono usare come decorazione di molti piatti e nella preparazione di biscotti o plumcake.

PROPRIETA'

Azione emolliente e lenitiva: la malva vanta notevoli proprietà antinfiammatorie e lenitive a livello delle mucose, grazie all’alto contenuto di mucillagini. Questo aspetto è dovuto alle attività antiflogistiche delle mucillagini, le quali rivestono con uno strato muschioso, una sorta di sottile pellicola, le mucose con le quali vengono in contatto, proteggendole. La malva è quindi consigliata nel trattamento di infiammazioni del cavo orofaringeo, così come rimedio naturale per tosse e bronchiti. La protezione è valida anche nei confronti delle mucose del tratto gastro-urinario, in caso di influenza intestinale (gastroenterite), disturbi della vescica, cistite e ulcere gastriche. Grazie alle sue proprietà lenitive gli impacchi di malva sono anche l’ideale per lenire problematiche della pelle come dermatiti, orticaria, brufoli, ferite, scottature, pelle molto secca e desquamata; oltre a rivelarsi efficace come rimedio per orzaioli e congiuntiviti. E’ utile anche in caso di punture d’insetto, le foglie strofinate sulle punture ne diminuiscono il dolore ed il prurito e ne contengono il rigonfiamento.

Azione digestiva e antispasmodica: mucillagini e pectine contenute nella malva rendono questa pianta un ottimo rimedio per disturbi digestivi ma anche gastrite, ulcera, reflusso gastroesofageo: le mucillagini, infatti, depositandosi sulle pareti di stomaco e esofago, li proteggono dall’azione dannosa degli acidi gastrici. Avendo proprietà emollienti, apporta benefici anche in caso di infiammazioni del tubo gastroenterico. E’ quindi indicata nei casi di coliti e gastroenteriti. E' anche un buon antispasmodico, assai efficace per calmare spasmi gastrointestinali, colite ed enterocolite.

Azione lassativa: le mucillagini donano alla malva anche proprietà lassative utili in caso di stipsi: aiutano ad ammorbidire le feci facilitandone l’espulsione, liberando così il corpo dalle tossine.

Azione antinfiammatoria: è notevolmente efficace nella cura di tutti gli stati infiammatori e irritativi, in particolare si rivela molto utile nel trattamento contro infiammazioni del cavo orale (gengivite, afte, ascessi, stomatiti, ecc.). Per chi soffre regolarmente di raffreddore e asma la malva aiuta ad ammorbidire l’infiammazione delle vie aeree e a ridurre il muco favorendo il passaggio di aria. Calma anche la tosse e aiuta a correggere raucedine e afonia.

Azione analgesica: per uso esterno infine, possiede proprietà analgesiche, antidolorifiche, emollienti e idratanti per la pelle. Dona sollievo dai dolori se si soffre di gotta, artrite, dolori a muscoli e ossa a causa di reumatismi o se si ha la febbre.

CURIOSITA'

La malva fu una pianta molto usata sia dai greci che dai romani, a dimostrazione di ciò i pitagorici, ovvero gli appartenenti alla scuola di Pitagora, fondata a Crotone intorno al 530 a.C, la consideravano una pianta sacra ed era uno dei rimedi favoriti di Ippocrate, il “padre della medicina”, o ancora di Pitagora, che la utilizzava contro la costipazione.

Qualche secolo dopo Carlo Magno (742 – 814) la volle come pianta ornamentale nei suoi giardini e arrivò a renderne obbligatoria la coltivazione per le sue apprezzabili proprietà terapeutiche.
Nel nord Europa era una pianta considerata sacra anche dalle popolazioni celtiche, i celti credevano infatti che i suoi semi, posti sugli occhi dei defunti, avessero la capacità di scacciare gli spiriti maligni e che aprissero le porte del paradiso.
In epoca medievale, la fama della pianta continuò, la malva divenne infatti un ingrediente indispensabile per tutte le pozioni del tempo, particolarmente indicata come calmante.

 

La ricetta

Insalatina sfiziosa

 

Ingredienti:

2 finocchi

200 g insalata misticanza

1 mazzetto rapanelli

20 fiori e foglie di malva

1 cucchiaio gomasio

2 cucchiai olio extravergine d’oliva

1 cucchiaio succo di limone

2 cucchiai semi misti

Lavare delicatamente i fiori di malva e staccare le foglioline più tenere. Preparare i finocchi bio lavandoli bene e affettandoli. Fare altrettanto con i rapanelli e lavare benissimo la misticanza di songino, rucola, insalatina da taglio, spinacini. Unire il tutto in un’insalatiera, condire con gomasio, succo di limone, olio extravergine, semi di chia, girasole e zucca.

Stefania Calzà Santoni

 

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com