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Modella a 90 anni?

Care lettrici, cari lettori,

quando è bella una donna? Quando la sua bellezza diventa marketing? Quando esempio di sdoganamento di ogni canone e luogo comune?

Ultimamente, sui social, mi imbatto in foto di amiche che, malgrado passino gli anni, restano di una immutata bellezza. Malgrado? Cosa significa per la bellezza di una donna l'avanzare dell’età?

C’è una donna che sta rivalutando i capelli bianchi rendendoli un fashion trend. Ha eliminato con la leggerezza nel suo comportamento tutti i tabù riguardanti il tempo che passa. Donne, se pensiamo che l’età sia qualcosa da nascondere non ci siamo ancora imbattute in una donna che ci stupisce e fa da esempio a molte.

Di padre italiano e madre ungara, classe del 1931, ha compiuto 90 anni lo scorso 3 giugno. Alla sua veneranda età, è la top model più longeva del mondo. La sua falcata elegante, il viso intenso e i lineamenti che trasudano charme, la top model è ancora richiestissima nelle passerelle e nei servizi di moda. Una stella senza età, come un mito che non vuole spegnersi, è la descrizione dell’ Araba fenice, un uccello mitologico noto per il fatto di rinascere dalle proprie ceneri dopo la morte. Un mito che oggi ha le fattezze di una donna in carne ed ossa, una stella sempre capace di rinascere: Carmen Dell’Orefice.

Un’infanzia difficile la sua, a causa dei problemi dei genitori, viene affidata in case famiglia fino al 1942, quando si trasferisce a New York con la madre. Ricordo la fame. Ricordo il freddo e l’umido. Fu così che mi presi le febbri reumatiche”- rivela Carmen in diverse interviste pubblicate anche su youtube, e quelle febbri furono la causa di una delle grandi delusioni della sua vita –“ Facevo balletto. Era la mia grande gioia. Avevo una borsa di studio al Ballet Russe. Ma dopo un anno a letto con la febbre ero diventata lunga lunga, magra e fragile. Quando tornai a lezione e tentai un plié, quasi caddi. Non avevo più forza nelle gambe. La carriera di ballerina era già finita. E quel giorno mi sembrò di morire”, confessa Carmen. Stesso destino anche per il nuoto agonistico. La mancanza di cibo, la malattia, avevano reso il corpo di Carmen magro e fragile, seppur scolpito dalla danza e dal nuoto.

Un giorno Carmen venne notata dalla moglie di Herman Landschoff, fotografo di Harper’s Bazaar, per il suo corpo così delicato e gli occhi profondi… ed il mito ebbe inizio. Il suo trampolino di lancio con Vogue, la Bibbia della moda.

Firma con la rivista di moda un contratto per 7 dollari l’ora e diviene modella prediletta del fotografo di fama mondiale Erwin Blumenfeld, che la ritrae nella sua prima cover nel 1946. Il suo volto conquista immediatamente gli addetti ai lavori, ben consapevoli di trovarsi di fronte ad una futura stella della moda. Ma i guadagni derivanti dalla sua attività di modella non bastano a sostenere Carmen e la madre: le due sono sprovviste persino del telefono e le redazioni di moda sono costrette a mandare dei fattorini a casa della modella per darle le notizie sui nuovi lavori.

Denutrita anche al punto che i celebri fotografi Horst P. Horst e Cecil Beaton sono costretti ad appuntare il retro dei vestiti da lei indossati, Carmen e la madre si inventano un lavoro e iniziano a creare da parte loro dei vestiti. Tra le loro clienti vi furono la modella Dorian Leigh e la sorella minore di quest’ultima, la celebre top model Suzy Parker.

Ha solamente 15 anni, nel ’47, quando diventa la prima teenager della Storia apparsa sulla copertina della Vogue.

Qualcuno sostiene che in vecchiaia tutto diventa lontano, anche la stanza accanto. È sorprendente il modo in cui Carmen Dell’Orefice smentisce questo luogo comune dimostrando che, a scoccati 90 anni, nulla è per lei così distante da non poter essere raggiunto a bordo dei più vertiginosi tacchi a spillo. Neppure la passerella.

Cos’ è «vecchio»? Un cappello può esserlo, una scarpa, ma non una donna, soprattutto quando ella ha imparato a non identificarsi nella età numerica, esaltando l’ esperienza conseguita. Quella di Carmen non è certo poca: la sua infanzia è trascorsa all’ insegna della sofferenza e dalle privazioni, tanto che, la fame mai sfogata negli anni dello sviluppo, l’ha congelata in un corpo dalle fattezze androgine ed aghiformi, il quale ha determinato la sua affermazione di top model con la stessa disinvoltura con la quale ha annientato i suoi promettenti sogni giovanili di ballerina, ai quali si è scoperta incapace di dare continuità per una cagionevolezza dovuta proprio alla denutrizione ed all’ umidità della casa fredda e dimessa nella quale fu costretta a crescere. Ma, ha avuto la forza di rinascere.

In molte interviste Carmen ha pertanto dichiarato e sottolineato, quanto non sopporti essere vista come un manichino, considerazione molto comune nei confronti delle modelle, e quanto rimpianga il romanticismo e l’espressività che contraddistingueva le indossatrici ai suoi tempi.

Inossidabile, Carmen, ha preso parte recentemente ad un documentario realizzato dal fotografo e regista Timothy Greenfield-Sanders per HBO, “About face: the supermodels, then and now”. Il film è un viaggio nel concetto di bellezza e di vecchiaia ed è stato presentato al Sundance Festival. Greenfield-Sanders ha riunito alcune modelle leggendarie del XX secolo, invitandole a riflettere sulla loro vita, la carriera e le complesse relazioni con il loro aspetto fisico e il business della bellezza. Dalle ossessioni per la perfezione fisica della nostra cultura all’abuso di sostanze, dai concetti di autostima e di razza, al rapporto con la chirurgia plastica, il film esplora la bellezza come una merce, ma lascia uno spiraglio di luce con la reinvenzione della persona che può venire con l’invecchiamento.

Le donne intervistate da Greenfield hanno definito e ridefinito bellezza per un quarantennio (1940 1980), volti diventati celebri in tutto il mondo come Carol Alt, Marisa Berenson, Karen Bjornson, Christie Brinkley, Pat Cleveland, Jerry Hall, Bethann Hardison, Beverly Johnson, China Machado, Paulina Porizkova, Isabella Rossellini, Lisa Taylor.

Carmen Dell’Orefice, in particolare, non fa mistero di alcuni suoi ritocchi di chirurgia plastica, mai eccessivi come quelli di alcune barbie-tutta-plastica del jet set. Lei stessa, in occasione delle riprese del documentario, parla così della chirurgia plastica: “Beh, se tu avessi il soffitto che cade in salotto, non faresti una riparazione?”.

Domanda legittima…

Post fata resurgo” -dopo la morte torno ad alzarmi- è il motto dell’araba fenice ma potrebbe essere anche quello di Carmen, la quale dichiara di non avere ricette segrete…

Donne: siamo sempre delle modelle, anche a 90 anni e passa…anche senza essere protagoniste attive su riviste di moda e quant’altro.

La vera, immutabile bellezza sta sotto la pelle, nel riflesso di come ci amiamo noi stesse, nuotando contro corrente.

Graziella Putrino

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