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Gioie e dolori del matrimonio

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Prendo lo spunto per questo mio articolo settimanale da quanto pubblicato due settimane or sono con il titolo “le fregature del matrimonio in svizzera” dal collega Dino Nardi.

Quello di Dino è un articolo ben fatto ed equilibrato che ha mostrato due conseguenze del matrimonio in Svizzera.

Quella delle tasse è un annoso problema che il legislatore mai ha voluto eliminare o per lo meno correggere. Tra due concubini, conviventi ma non sposati non vi è il cumulo dei redditi e ognuno dei partner è tassato individualmente. Vero è che esiste una legge federale sull’armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni, la LAID del 14 dicembre 1990 che pero non ha eliminato completamente questa manifesta e a volte ingiusta differenza. Da anni la problematica riempie pagine di giornali ma è sempre mancata la volontà politica di cambiare preferendo, il legislatore, correggere il tiro concedendo, in parziale ed insufficiente compensazione, degli sgravi fiscali ai coniugi.

Anche in ambito di AVS la “fregatura” è importante. Ho dovuto trattare in passato un caso di una coppia, intenzionata a sposarsi. Uno dei due conviventi era proprietario di un immobile e necessitava di rinegoziare l’ipoteca. Orbene, quando si negozia l’ipoteca, la banca fa il calcolo della sostenibilità, ossia valuta se i redditi delle persone che firmano il contratto di mutuo è sufficiente per fare fronte agli interessi ipotecari e agli ammortamenti nel tempo. Visto poi che un mutuo, a differenza di un piccolo credito, non si estingue generalmente in pochi anni ma è destinato a durare nel tempo, la banca ha proiettato il reddito dei due conviventi anche dopo il pensionamento quando subentra l’AVS e se del caso, anche una rendita del secondo pilastro. Orbene, poiché, come sottolineato da Dino la rendita AVS di due coniugi è inferiore a quella che percepirebbero due anziani non sposati il verdetto della direzione della banca è stato di manzoniana memoria. “Questo matrimonio non s’ha da fare” poiché da pensionati sposati, non potrete più sostenere i costi relativi ad interessi ipotecari e ammortamento. Renzo alla fine Lucia l’ha sposata e Don Rodrigo ha dovuto rassegnarsi. Per questi miei due clienti Don, Rodrigo, ops scusate la banca, l’ha invece avuta vinta!!!

L’AVS indica, infatti, che la rendita dei coniugi non può superare il 150% della rendita di un singolo. In pratica, e con un semplice “calcolo della serva”, da sposati si perde il 50% di una delle due rendite.

Le fregature purtroppo non sono finite qui e riguardano sempre l’AVS che, come lo dice il nome, Assicurazione vecchiaia e superstiti, versa delle rendite anche in caso di vedovanza. Orbene, se per ipotesi due genitori hanno un figlio e la mamma o il papà muore ha importanza se il primo a morire è la mamma piuttosto che il papà. Se il figlio è ancora minorenne e muore il papà, la vedova percepirà una rendita vedovile fino alla fine della formazione del figlio che in svizzera, per convenzione, viene fissata a 25 anni. Se invece rimane un vedovo (il papà) la rendita viene versata solo fino alla maggiore età del figlio, quindi 18 anni e senza nessuna considerazione sul fatto che la formazione del medesimo sia ancora in corso.

Come avete potuto constatare con l’articolo di Dino e con questo breve ulteriore contributo le differenze o “fregature” possono a dipendenza della situazione familiare alla base e dell’esistenza o meno di un immobile in proprietà, avere delle conseguenze non proprio insignificanti.

Vero è che il diritto non è perfetto ma perfettibile, altrettanto vero peró è che senza una volontà di correggerle, queste disuguaglianze rimarranno. Considerati poi i costi che il sistema AVS ha dovuto sopportare a causa della pandemia e gli aumenti del numero delle rendite versate dettato dal baby-boom degli anni 60 che arrivano ora a batter cassa il problema non è di facile e soprattutto rapida soluzione. Per fortuna che chi oggi si sposa, come lo siamo stati tutti noi in quei momenti, a queste “fregature” non ci pensa. Permettemi di dirlo: meglio cosí altrimenti non rimarrebbero nemmeno più i sogni ed i progetti di una vita in comune dettata dall’amore e il mondo si che sarebbe ancora più triste.!!!!

Come sempre buona settimana ai lettori dell’Eco e questa volta anche a tutti i novelli sposi.

Mauro Trentini

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