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Evviva il franco forte!!

Cari lettori, al momento è quasi inevitabile trattare l’argomento. In molti vogliono parlarne, si interrogano sul da farsi e molti, giustamente o meno, si sentono insicuri. Il franco infatti continua ad essere molto forte e mentre scrivo siamo nuovamente vicini alla parità, visto che un euro vale soltanto 1,10 franchi. Parità, va aggiunto, che ormai in molti si aspettano entro l’anno. Se ciò dovesse accadere, prevedo titoloni ancora più grandi sui giornali di mezzo mondo. Titoloni, mi sento di aggiungere, che sarebbero pieni di allarmismo, come al solito. Allarmismo, che, proprio con questo articolo, voglio sfatare. Infatti, se è certamente vero che un franco tanto forte ha delle ripercussioni negative su alcuni settori, esso allo stesso tempo ne beneficia altri. Quindi, analizzando la situazione nella sua globalità, ne esce un quadro in chiaroscuro; dove c`è chi risente davvero della situazione, e chi, invece, ci guadagna.

Ma andiamo con ordine.

Tra i perdenti, come scrissi anni fa in un precedente articolo, troviamo certamente i Cantoni di confine come il Ticino, Ginevra e Basilea (che addirittura confina sia con la Francia, sia con la Germania!). Immaginatevi quanta gente (svizzeri compresi!) approfitta del franco alle stelle per andare a fare acquisti oltre frontiera. I commercianti ticinesi, se mi stanno leggendo, certamente concorderanno in pieno. Ma guardiamo l’altra faccia della medaglia: per ogni commerciante ticinese o basilese che ha perso clienti, un commerciante italiano o tedesco o francese, ne ha guadagnati! Certamente loro non si lamenteranno se il franco dovesse restare così forte! Altro gruppo di perdenti: l’industria svizzera dell’export. Anche in questo caso è palese che esportare diventa più difficile. Tuttavia voglio sorprendervi con un dato all’apparenza proprio bizzarro: negli ultimi anni, nonostante il franco così forte, l`export svizzero (un classico) è andato molto bene!

Come spiegarselo? Semplice, chi acquista questi articoli è poco sensibile al prezzo e molto alla qualità. In altre parole, “l’aura” di prestigio che circonda e protegge i produttori svizzeri si è rivelata più forte di un tasso di cambio tanto sfavorevole. Per concludere, un tema che sta sempre a cuore ai nostri lettori: la situazione dei tantissimi frontalieri.

È chiaro che è come se essi, essendo pagati in franchi ma vivendo e spendendo nella zona euro, avessero avuto un enorme aumento di stipendio! Quindi, per il momento, tra quelli che ci guadagnano dobbiamo certamente metterci anche loro. Dico per il momento perché, spesso molte delle ditte che li impiegano sono corse ai ripari con, per esempio, un aumento non retribuito delle ore lavorative. D’altronde, per le ditte, l’alternativa sarebbe di ridurre il personale (licenziamenti) proprio per compensare la perdita di competitività indotta dal franco alle stelle. Non vogliategliene a male, quindi.

Per non parlare dei pensionati svizzeri! (o stranieri che comunque percepiscono una pensione un franchi). Immaginate quanto si sentano felici e ricchi al momento! Dovunque vadano, dall’Inghilterra, al Portogallo agli Stati Uniti, e di tempo per viaggiare loro ne hanno, tutto sembra costare molto poco. Pensate che rispetto al dollaro e alla sterlina negli ultimi 8 anni il loro potere d`acquisto è praticamente raddoppiato!! Quella vacanza da sogno in Florida, quindi, è diventata molto abbordabile.

Addirittura, chi ha degli immobili in Svizzera, potrebbe venderli, in franchi chiaramente, e comprare un`immobile in Inghilterra o America pagandolo in dollari o sterline e quindi ad un prezzo della metà rispetto a soli 8 anni fa! In altre parole, vendendo un appartamento in Svizzera, potete comprarvi un villone in Florida, in Spagna, o a Berlino. Incredibile ma è così.

Se io avessi una casa qui in Svizzera, lo farei!

In conclusione, come molto spesso nella vita, ci sono dei settori e dei gruppi che, davvero, stanno soffrendo molto un franco così forte, mentre altri, beati loro, se la ridono e sperano in un franco ancora più forte...

Peter Ferri

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