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Le fregature del matrimonio in Svizzera

Convivenza e matrimonio a confronto

Innanzitutto sgombriamo subito il campo da eventuali fraintendimenti, il titolo di questa rubrica - come ci si potrà rendere conto nel leggere lo scritto che ne segue - non è riferito assolutamente a eventuali fregature, che il matrimonio può riservare a coloro che si uniscono civilmente, dovute alla convivenza oppure al cambiamento dei reciproci sentimenti affettivi. No, assolutamente! Ci riferiamo, invece, alle fregature finanziarie che il vincolo del matrimonio comporta per i due coniugi, quantomeno, in due circostanze.

La prima fregatura i coniugi l’hanno con il fisco. Infatti le imposte che una coppia sposata versa al fisco (a causa di una unica dichiarazione con la quale si sommano i redditi di entrambi i coniugi sul cui totale si applica poi una aliquota progressiva di tassazione) sono in genere superiori a quelle che la stessa coppia, con identici redditi ed eventuale stesso numero di figli a carico, verserebbe se invece fosse composta da conviventi, ovvero concubini. Sicuramente uno svantaggio fiscale, per quanto riguarda l’Imposizione federale diretta, che, a secondo dell’ammontare complessivo del reddito dichiarato, può variare da poche centinaia a diverse migliaia di franchi all’anno. Ed anche con uno svantaggio per le imposte comunali e cantonali. A questo proposito - per una sentenza del Tribunale Federale del 1984 - la differenza del carico fiscale tra coniugi e conviventi non può comunque superare il 10%, sia pure attraverso regole spesso difformi tra un Cantone e l’altro essendo la materia fiscale di competenza di ogni singolo Cantone elvetico.

La curiosità: LA TASSA SUL CELIBATO – In Italia il fascismo introdusse nel 1927 l’imposta sui celibi, che riguardava tutti i celibi di un’età compresa tra i 25 ed i 65 anni (circa tre milioni di italiani). Una tassa che rimase in vigore fino al 1943. Una legge per favorire i matrimoni nell’intento di incrementare le nascite affinché aumentasse la popolazione italiana per far fronte alle mire espansionistiche del Regno, ovvero del governo fascista. Tuttavia l’intento non ebbe fortuna poiché, in effetti, in quel periodo storico in Italia avvenne invece una decrescita della natalità che passo dalle 29 nascite annue per mille abitanti del 1926 a 25 nel 1930 e, infine, a 23 nascite nel 1937!

La seconda fregatura arriva con il pensionamento. Infatti è pur vero che i coniugi hanno diritto ad una rendita individuale che, potendo far valere un periodo completo di assicurazione AVS (cioè 43 anni per le donne e 45 anni per gli uomini) può ammontare attualmente da un minimo di 1'195 franchi mensili (con un reddito medio annuo determinante pari o inferiore a 14'340 franchi) ad un massimo di 2'390 franchi mensili (con un reddito medio annuo determinante pari a 86'040 franchi). Tuttavia l’importo complessivo delle rendite percepite dai due coniugi non può superare l’importo di 3’585 franchi mensili per cui se la somma delle due rendite individuali supera quell’importo massimo entrambe le rendite vengono ridotte in proporzione). Ed ecco, anche in questo caso, la fregatura. Infatti, in caso di concubinato, i due conviventi maturando ciascuno il diritto ad una rendita AVS di 2'390 franchi mensili, percepirebbero complessivamente 4'780 franchi e cioè 1'195 franchi in più al mese qualora fossero legati da un vincolo matrimoniale!

Morale: per porre rimedio alla prima fregatura lo scorso 8 marzo è stata lanciata in Svizzera un’iniziativa popolare “Per un’imposizione individuale a prescindere dallo stato civile (Iniziativa per imposte eque)” al fine di introdurre nella Costituzione elvetica il principio della tassazione individuale. Mentre da parte di un’ampia alleanza, comprendente i sindacati, è stata presentata, ed è tuttora in corso, anche una raccolta delle firme per una legge di iniziativa popolare per introdurre nella Confederazione la tredicesima mensilità annua per le rendite AVS. Ovviamente un’iniziativa non per porre fine alla fregatura del tetto pensionistico di cui sopra ma, quantomeno, per mettere una toppa alle rendite dell’AVS notoriamente insufficienti per garantire una vita dignitosa in questo Paese. Chi vivrà vedrà!

Dino Nardi

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