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Il precetto esecutivo – Terza parte

Terminiamo oggi il giro panoramico sui precetti esecutivi e le conseguenze di procedure iniziate da creditori che utilizzano questo strumento non tanto per ottenere il pagamento di un credito dai medesimi vantato ma solo per infastidire il debitore.

Se il debito esiste veramente, il precetto esecutivo è e dovrebbe essere l’ultima ratio nel recupero del credito. Ultima ratio poiché la sua emissione, come visto nei contributi delle ultime due settimane, non necessita di un preventivo esame da parte di un giudice e anche perché, se il precetto è ingiustificato, il medesimo rimane iscritto nel registro delle esecuzioni che può essere richiesto qualora si debba concludere un contratto (di locazione ad esempio). Registro che, se macchiato da precetti per debiti inesistenti, preclude anche altri contratti che chiunque di noi può voler concludere. Si pensi ad esempio al piccolo credito. Quanti di noi, per x motivi, hanno pensato di ricorrere a questo tipo di finanziamento (acquisto di una nuova autovettura, di mobili, ecc..). Orbene, un estratto dal registro delle esecuzioni che evidenzia dei precetti, è un ostacolo praticamente insormontabile, per l’ottenimento dell’agognato credito.

Un altro aspetto, particolarmente insidioso, che ruota attorno al mondo dei richiami e dei precetti è la famosa ZEK ossia un’associazione che ha come scopo quello di gestire una centrale di informazioni sul credito. Presso la ZEK , infatti, sono registrati tutti i crediti, carte di credito, leasing, ecc, di cui una persona è titolare. E non solo, La centrale registra, previa comunicazione da parte del creditore, anche le differenti abitudini di pagamento dei singoli, persone fisiche o giuridiche. Se pertanto per x motivi avete avuto per un leasing o per un piccolo credito, delle difficoltà, anche solo passeggere di pagamento, è possibile che questo sia registrato presso la ZEK con la menzione “cattivo pagatore” o cose simili. Poiché le banche e le società di leasing, prima di accordare un prestito o un leasing, chiedono generalmente alla ZEK se vi sono informazioni sul vostro conto, capirete che anche un periodo di difficoltâ finanziarie, che magari avete avuto e nel frattempo pure superato, rimane registrato in questa banca dati e avrà ripercussioni negative per voi.

La minaccia di ricorrere alla ZEK la utilizzano, spesso e volentieri, anche le differenti società d’incasso attive in svizzera. Società queste che oltre alla minaccia appena evidenziata che esse segnalano nel caso in cui non facciate fronte ai pagamenti, applicano spese d’incasso a volte “demenziali” che superano persino l’ammontare del debito iniziale. Richieste queste che difficilmente supererebbero l’esame dinanzi ad un giudice, ma che perô ottengono l’effetto desiderato incutendo paura al debitore che pur di togliersi questo fastidio, accettano di pagare. Anche in questo campo, a mio parere, urge la necessita di un intervento da parte de legislatore per frenare il proliferare di richieste che oserei definire “da usurai”. Nella mia attività di avvocato mi è capitato diverse volte di assistere clienti minacciati da queste società d’incasso. Orbene, mai e poi mai, siamo arrivati ad una soluzione dinanzi ad un giudice, poiché, come anticipato in precedenza, le richieste esose da esse proposte, difficilmente resisterebbero in un’aula di tribunale. Bisogna poi dire, che il più delle volte se si risponde alla richiesta di pagamento con una controproposta di pagamento immediato di una percentuale del credito (20-30%) la società d’incasso generalmente accetta. Il motivo è presto spiegato. La società d’incasso acquista per cosî dire a prezzi scontati i crediti in giacenza presso diversi creditori e poi va all’incasso assumendosi il rischio del medesimo. Capirete quindi che se la società acquista un credito che vale originariamente 100 per 50 e alla fine riesce ad incassare anche solo 60, un guadagno lo fa comunque. Discutibili semmai sono i metodi d’incasso.

Un ultimo consiglio per quanto riguarda la ZEK. Essendo una banca dati che raccoglie dati sensibili sul credito di cui dispone la persona o società in essa registrata, chiunque ha il diritto, con un formulario scaricabile sul sito della ZEK, di ottenere le informazioni che la riguardano e che sono registrate nella banca dati e se del caso di farle correggere. Questa è una pratica burocratica che mi sento di consigliare a chiunque.

Come d’abitudine, una buona settimana a tutti i lettori de l’Eco.

Mauro Trentini

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