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Chiamami Amore. Sempre…

Care lettrici e cari lettori,

Mi ero quasi imposta di non guardare più films con una trama familiare. Pensavo di aver chiuso sia con le serie struggenti sulla mafia. Sia su quelle con dei laceranti drammi familiari. Se per i primi ci sono riuscita. Per gli ultimi… no!

Mi sono ritrovata, con l’intento di restarci per solo una manciata di minuti, letteralmente „incollata“ allo schermo televisivo, guardando „Chiamami ancora Amore“, la serie su Rai Uno il lunedi sera.

Il titolo mi aveva rimandato alla canzone di Vecchioni. Soprattutto alla parte centrale di essa:

Chiamami ancora amore

Chiamami ancora amore

Chiamami sempre amore

Perché le idee sono come farfalle

Che non puoi togliergli le ali

Perché le idee sono come le stelle

Che non le spengono i temporali

Perché le idee sono voci di madre

Che credevano di avere perso

E sono come il sorriso di Dio

In questo sputo di universo

Chiamami ancora amore

Chiamami sempre amore»

Amore…

Amore? Ancora? Sempre?

L’intenzione di scrittura dell’autore Giacomo Bendotti è quella di costruire un “grande racconto di sentimenti”. La storia di Anna e Enrico è magnetica, anche per chi non è sposato e non è genitore.

Mette sotto la lente di ingrandimento il tema di come l’amore tra due persone cambia quando si diventa una famiglia. L’arrivo di un figlio costringe a ridefinire le regole del gioco. In Chiamami ancora amore tutte le regole del gioco saltano: l’amore lascia il passo all’odio e la vittima rischia di essere proprio un bambino, frutto di quel sentimento del passato.

No. Non la voglio continuare a vedere questa serie, ordino a me stessa!

Ma poi, questa fiction rappresenta una sfida per me, perché travedo l’obiettivo di raccontare le dinamiche di coppia, di famiglia, della nostra società fatta di avvocati, assistenti sociali, giudici che non sono per niente al di sopra delle parti. Dinamiche spesso malsane, che accadono realmente nelle nostre vite, nelle storie d’amore, nelle famiglie. Vittime: i figli.

E basta, mi dico: possibile che non ci siano altre soluzioni per non distruggersi a vicenda e con «l’aiuto» dello stato, di quelle persone che ufficialmente dovrebbero avere tutte le competenze e il savoir faire per spezzare nel nascere la metaformosi tra amore e odio ossessivo.

E mentre penso a quanto fragile siamo ognuno di noi nella dualità amore-odio, mi ricordo della canzone dei Ricchi e poveri:

Dentro fuori amore odio

Dimmi che mi vuoi con te

Dimmi che starai con me

Dentro fuori amore odio

Un po’ d’amore ci sarà

Mi hanno detto che vai via

È un’autentica follia

Gioia rabbia buio sole

Un po’ d’amore ci sarà

Indeciso come sei

È più facile che ormai

Ti ritrovo ancora qui

Un’altra estate ci sarà

Un illusione porterà

Ma se tu stai vicino a me

Stringimi sempre giramondo

Ma dimmi che sarà di me

Dimmi che hai capito che

Io volevo solo te

Dentro fuori amore odio....ecc....

Sentire frasi come “Lo odio, ma lo amo così tanto”, oppure intravedere occhi tristi, spenti, notare aggressività, litigi …nella nostra società moderna, è all’ordine del giorno.

Ma ci siamo mai chiesti se l’odio è veramente il compagno inevitabile dell’amore?

Spesso, quando siamo in una relazione di coppia, i momenti aggressivi del partner o i momenti difficili, vengono vissuti quale esperienza o sacrificio da accettare, quasi una condizione senza la quale non esiste una relazione reale. Accettare le sfumature dei sentimenti belli e brutti, diventa la miglior soluzione, la cosa più giusta da fare “per amore” o “per il bene della famiglia”.

Peccato che raramente le persone sono consapevoli di cosa avviene nella coppia, del perché o cosa ci spinge a vivere il dualismo amore e odio, o il motivo per il quale viene messo in atto.

Ma da dove viene l’aggressività, la rabbia e l’odio? Perché raggiunge le sue massime espressioni, proprio nelle relazioni d’amore?

Umberto Galimberti diceva che in amore le cose sono complicate; chi ama davvero, non può evitare di mettere in gioco interiormente se stesso. E l’aggressività, che si evidenzia nella passione amorosa, diventa presente e pesante soprattutto quando la persona inizia a provare dei sentimenti per un’altra, entrando così in uno stato di “pericolo”.

Mi spiego meglio, quando la persona che ama, investe di desiderio qualcuno, facendolo diventare il proprio oggetto del desiderio, in quel momento cresce la sua vulnerabilità.

In altre parole, sembra che ogni persona che ama divenga vulnerabile, in modo direttamente proporzionale alla profondità dell’amore che prova verso l’altro. Quando due persone litigano, attivano sensazioni di amore e odio, le quali attivano a loro volta dei meccanismi.

Forse non lo sappiamo, ma in amore e nelle litigate, mettiamo in moto il medesimo meccanismo mentale di un serial killer: attiviamo l’aggressività per cercare un riscatto dalla dipendenza, in cui il nostro desiderio d’amore ci pone nei confronti della persona amata.

Nel momento del litigio, trasformiamo temporaneamente la passione amorosa, in passione aggressiva, per far comprendere al partner che non può metterci sotto i suoi piedi, che non siamo al suo servizio, che siamo noi a dover decidere, che siamo forti e non vulnerabili.

E tutto ciò, magari, avviene tramite parole urlate, cariche di odio, in cui il messaggio finale è che non possiamo fare a meno dell’altro e verso di lui siamo vulnerabili. E questa vulnerabilità inconscia viene contenuta tramite tali comportamenti. Alcuni ritengono che solo quando si ama veramente, si odia, perché l’odio è la risposta a quella minaccia che è l’amore.

Facciamo molta attenzione però, in quanto quando l’odio non è controllato, può distruggere sia noi stessi che l’oggetto d’amore.

I protagonisti della storia in Chiamami ancora Amore» siamo tutti noi.

Questa serie, in realtà, ci ricorda quanto sia bello amare una persona. Quanto amare una persona – in qualche modo – sia per tutta la vita. Quanto sia duro, difficile, faticoso per una donna avere un figlio, ma quanto poi quel figlio sia poi nella sua vita tutto. Diventa piano piano il centro della sua esistenza.

Quindi chiunque – credo – si potrà rispecchiare potentemente in questa serie anche perché gli errori che i nostri protagonisti compiono, sono errori che chi più chi meno tutti noi abbiamo fatto.

E, facciamo. Ancora…

È una storia di sfumature e di situazioni, in cui chiunque si immedesimerà… magari, anche nell’odio, senza dimenticarci di amare.

Sempre!

Graziella Putrino

 

 

 

 

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