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Carta d’identità e passaporto

Ammattire per avere un documento di viaggio

Ultimamente diversi nostri lettori ci hanno manifestato il loro malcontento e, in alcuni casi, la loro rabbia per dover “ammattire per avere un documento di viaggio” da un Ufficio consolare italiano, sia che si tratti di una carta di identità oppure di un passaporto. Premesso che la funzionalità della rete consolare italiana è sempre stata criticata dalle comunità italiane all’estero – talvolta magari anche a torto – si deve riconoscere che, con l’attuale pandemia, per poter garantire dei servizi al pubblico in tutta sicurezza, sia per il personale che per gli utenti, il MAECI ha obbligato gli Uffici consolari a dover introdurre delle restrizioni che hanno ulteriormente penalizzato l’erogazione dei servizi al pubblico. Per esempio, in questo periodo, per accedere in un Ufficio consolare, ci si deve annunciare e prendere un appuntamento utilizzando le nuove tecnologie, ovvero tramite il sito dell’Ufficio consolare competente per il luogo di residenza, oppure telefonando. Tuttavia, sia in un caso che nell’altro, non è semplice riuscire nell’intento di ottenere un appuntamento (chi scrive ne è stato anche personalmente testimone). Da qui il malcontento e la rabbia diffusa degli utenti, tra i quali i nostri lettori che ci hanno contattato da tre diverse Circoscrizioni consolari (Basilea, Berna Zurigo). Di questi sette abbonati a L’ECO sei di loro avevano la necessità di rinnovare il passaporto ed uno la carta di identità. Ebbene, trattandosi di iscritti all’AIRE residenti in Svizzera, è facile immaginare che siano emigrati che spesso, nell’arco dell’anno, rientrino nei loro luoghi di origine, come è altrettanto facile ritenere che siano persone che, in genere, si spostino dalla Svizzera per rientrare in Italia o per viaggiare a scopo turistico in qualche altro Paese europeo. Pertanto, come documento per risiedere nella Confederazione e/o per viaggiare, possono benissimo avvalersi di una Carta di identità senza aver bisogno del passaporto che, detto per inciso, costa anche molto di più.

Fatta questa premessa, consigliamo a questi emigrati che rientrano con una certa frequenza in Italia di evitare di rivolgersi alla rete consolare per farsi rilasciare la Carta d’identità e di approfittare, invece, di un loro soggiorno nei rispettivi luoghi di origine in Italia per richiederla al loro Municipio, ovviamente cercando di evitare di farlo a ridosso della scadenza di quella in possesso (o peggio ancora, se già scaduta!) bensì con un certo margine di anticipo. A titolo informativo, ricordo che la validità della carta d’identità (indipendentemente che sia elettronica o cartacea) varia a seconda all'età del titolare: 3 anni per i minori di età inferiore a 3 anni; 5 anni per i minori di età compresa tra i 3  e i 18 anni; 10 anni per i maggiorenni. Inoltre è utile sottolineare che tutte le carte d’identità rilasciate ai cittadini italiani sono valide per l’espatrio (ad esclusione di quelle concesse ai cittadini extracomunitari oppure nel caso di vincoli di tipo giudiziario) e possono essere utilizzate per recarsi nei seguenti Paesi: Albania, Andorra, Austria, Belgio, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Gibilterra, Grecia, Guadalupa, Guyana francese, Irlanda, Islanda, Kazakhstan, Kirghizistan, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Martinica, Moldavia, Principato di Monaco, Montenegro, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito (fino al 30 settembre 2021), Repubblica Ceca, Repubblica di Macedonia del nord, Repubblica di Serbia, Réunion, Romania, San Marino, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Tunisia, Turchia, Ungheria.

Dino Nardi

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