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Il precetto esecutivo – Seconda parte

Novità in materia di precetto esecutivo 

L’ultima volta abbiamo visto con quanta facilità si possa chiedere la notifica di un precetto esecutivo in Svizzera.

Orbene, se il precetto esecutivo è ingiustificato, le conseguenze per il non debitore possono essere fastidiose. Sul registro delle esecuzioni che viene richiesto per la conclusione di molti contratti, figurerà anche il precetto ingiustificato. Per questo semplice motivo la conclusione del contratto (ad esempio di locazione) può essere rifiutata poiché chi affitta, riterrà che la presenza di un precetto esecutivo sull’estratto è un segno di persona che fa fatica a pagare le fatture.

Una recente modifica della legge sull’esecuzione e fallimenti permette di risolvere questa fastidiosa situazione. Il problema sta’ nel fatto che la procedura per far cancellare il precetto ingiustificato è relativamente lunga. Infatti, chi è stato vittima di un precetto ingiustificato deve attendere tre mesi dalla notifica dell’atto per poi rivolgersi all’ufficio esecuzioni e chiedere non la cancellazione ma che il precetto non sia più indicato a terze persone. L’Ufficio, ricevuta la richiesta di “cancellazione”, emetterà una fattura di Fr. 40.— (spese amministrative) e una volta la fattura pagata chiederà al creditore che ha notificato il precetto di dimostrare di aver adito un tribunale in svizzera con una richiesta di rigetto dell’opposizione. Se il creditore non potrà dimostrare quanto precede, il precetto ingiustificato non sarà più indicato ai terzi che richiedono un estratto dal registro delle esecuzioni.

Una seconda possibilità, questa volta tendente alla vera e propria cancellazione del precetto ingiustificato, sta’ nell’adire un giudice con un’azione legale denominata “azione in disconoscimento di debito”. Questa è una vera e propria azione giudiziaria con tanto di udienze, ecc…

La situazione rimane quindi ancora molto insoddisfacente poiché ad un presunto debitore viene imposto un iter procedurale lungo e “costoso” per il solo fatto di volersi liberare di un precetto esecutivo, carico di conseguenze, a lui notificato senza che alla base vi fosse un debito vero e proprio. Il sistema necessita quindi di un ulteriore sforzo da parte del legislatore per giungere ad una situazione “soddisfacente”.

La cancellazione di precetti ingiustificati non è il solo percorso del combattente che spetta ad un “debitore”. Altrettanto insoddisfacenti sono le conseguenze nei confronti di un precetto esecutivo , questa volta giustificato perché sostenuto da un vero e proprio debito che è stato pagato. Se viene notificato un precetto per un debito esistente, il debitore ha la possibilità di pagare il debito “ interessi di mora ! spese esecutive o al creditore o all’ufficio esecuzioni (sarà poi quest’ultimo che s’incaricherà di trasmettere il pagamento al creditore. Orbene, se tutto il debito viene pagato all’ufficio esecuzioni, quest’ultimo sull’estratto delle esecuzioni indicherà, sotto il precetto esecutivo che il medesimo è stato pagato. Questo è un bene, pero il precetto anche se pagato risulterà sempre sull’estratto. In questi casi la sola cosa che può fare il debitore è quella di scrivere al creditore e chiedere che il precetto che è stato pagato sia cancellato (l’ufficio esecuzione, infatti, cancella i precetti solo e soltanto se è il creditore che lo ha fatto notificare che da il suo accordo). Orbene, spesso e volentieri, esistono creditore che anche a pagamento avvenuto, non procedono con la cancellazione. Per assurdo pertanto dei debiti pagati al 100% risultano ancora sugli estratti.

Altra possibilità per il debitore è quella di ricorrere all’azione in disconoscimento di debito già indicata in precedenza o attendere 5 anni dall’avvenuto pagamento all’ufficio esecuzioni. Dopo 5 anni, infatti, è l’ufficio esecuzioni stesso che nell’ambito di un’operazione di “Spurgo” dei registri, cancella d’ufficio i precetti pagati.

Anche in questo caso quindi una soluzione insoddisfacente che richiederebbe, da parte del parlamento, un nuovo ed energico intervento per eliminare questi “assurdi” del nostro sistema legale.

Buona settimana a tutti i lettori de l’Eco.

Mauro Trentini

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