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Indennità di paternità

In cosa consistono queste indennità per un futuro genitore

Floriano è un giovane “Expat” - come lui stesso ama definirsi - giunto con la moglie in Svizzera dalla Toscana, da non molto tempo, per lavorare in una industria chimica elvetica. Sua moglie è in dolce attesa del loro primo figlio e Floriano ha sentito dire da un collega di lavoro che il sistema sociale elvetico prevede anche un diritto all’indennità di paternità. Ci domanda se questo è vero e se anche lui, essendo cittadino italiano, potrà averne diritto e, soprattutto, in cosa consistono queste “indennità”.

Approfittiamo per queste domande, posteci da Floriano, per trattare l’argomento del “Diritto alle indennità di paternità” introdotto in Svizzera dallo scorso primo gennaio. Come spiega l’Ufficio Federale delle Assicurazioni Sociali, con la nascita del figlio, i padri esercitanti un’attività lucrativa hanno diritto a due settimane di congedo di paternità (al massimo 14 indennità giornaliere) nel corso dei sei mesi successivi alla nascita del figlio. Per compensare la perdita di guadagno ricevono un’indennità pari all’80 per cento del reddito da lavoro medio soggetto all’AVS conseguito prima della nascita del figlio, fino a un importo massimo di 196 franchi al giorno. Come spiega la relativa legge hanno diritto all’indennità di paternità i padri che, immediatamente prima della nascita del figlio, sono: lavoratori salariati, coloro che esplicano una attività indipendente oppure anche disoccupati che ricevono un’indennità giornaliera dell’assicurazione contro la disoccupazione o soddisferebbero le condizioni per beneficiarne. Per il diritto all’indennità di paternità sono determinanti esclusivamente le condizioni in cui ci si trova al momento della nascita del figlio. Ciò premesso necessitano anche le seguenti condizioni per avere diritto alle indennità di paternità: essere il padre legale; essere stato assicurato obbligatoriamente ai sensi della legge sull’AVS durante i nove mesi immediatamente precedenti la nascita del figlio (in caso di nascita prematura il termine di nove mesi d'assicurazione si riduce); aver esercitato un’attività lucrativa o aver ricevuto l’Indennità per la perdita di guadagno (IPG) per almeno cinque mesi durante questo periodo. Mancando informazioni in merito, può essere importante per Floriano sapere (come pure ad altri expat o immigrati, che dir si voglia, arrivati nella Confederazione da poco tempo e che si trovino ad essere freschi genitori) che - nel computo dei mesi di cui sopra - possono essere fatti valere pure i periodi d’assicurazione e di esercizio di un’attività lucrativa compiuti in Stati dell’Unione Europea o dell’Area Europea di Libero Scambio (a tal fine occorre farsi rilasciare il Modello E104 dall’Istituto assicurativo estero).

Il diritto all’indennità di paternità inizia il giorno della nascita del figlio e si estingue quando il padre ha riscosso tutte le 14 indennità giornaliere, ma, al più tardi, alla scadenza del termine quadro di sei mesi a contare dalla nascita. Infine è da tenere in considerazione che se il padre, al momento della nascita del figlio, ha diritto a un’indennità giornaliera da parte: dell’assicurazione contro la disoccupazione, dell’assicurazione invalidità, dell’assicurazione contro gli infortuni, dell’assicurazione contro le malattie oppure dell’assicurazione militare (ma questo non è certamente in caso di Floriano), in questi casi l’indennità di paternità è prioritaria e ammonta almeno all’indennità versata fino a quel momento. L’indennità di paternità, versata direttamente al posto del salario, viene considerata reddito da attività lucrativa per cui su di essa si devono versare i contributi AVS/AI/IPG e, per i salariati, anche il contributo per l’Assicurazione contro la disoccupazione (AD). Nel caso in cui, durante il periodo di diritto all’indennità, il datore di lavoro continui invece a versare un salario al padre, la Cassa di compensazione AVS verserà l’indennità di paternità al datore di lavoro. Un’ultima nota, che può interessare proprio Floriano ed altri cittadini stranieri immigrati di recente nella Confederazione e privi di un permesso di domicilio (C), anche l’indennità di paternità è ovviamente soggetta all'imposta alla fonte.

Dino Nardi

 

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