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Il ritorno alla natura – La margherita pratolina

(Bellis Perennis)

Fiore della purezza e dell'innocenza è il simbolo dell'amore fedele

Il nome è diventato ufficialmente noto come “pratolina” o “margherita” solo dal 14° secolo in poi. Linneo (medico e naturalista svedese) conosceva molto bene la pratolina e ne apprezzava le caratteristiche e le diede il nome latino in base al suo significato: Bellis, per indicare qualcosa di “bello, carino”, e perennis per indicare qualcosa di “persistente, perenne”. Il nome inglese invece nasconde una particolarità: la parola “daisy” infatti deriva da “day’s eye”, occhio del giorno. Questo nome è ispirato dall’abitudine di questo fiore di aprirsi ogni giorno al sorgere del sole per poi chiudersi al calare della notte. In alcune zone dell’Inghilterra, era chiamata anche ‘thunderflower’ dato che raggiunge il picco di fioritura stagionale in estate, quando sono più frequenti i rovesci temporaleschi, ma si pensava pure che proteggesse da tuoni e fulmini.

L’origine della margherita risale a più di quattromila anni fa. Sono stati ritrovati reperti di antiche ceramiche così decorate in Egitto e nel Medio Oriente, oltre a forcine d’oro per capelli con questi ornamenti negli scavi del palazzo minoico sull’isola di Creta. Nell’antica Roma, i chirurghi che accompagnavano le legioni romane in battaglia mandavano gli schiavi a riempire sacchi di margherite fresche da spremere per impregnarne del succo le bende utilizzate per curare le ferite da taglio inflitte da spade e lance. Le foglie fresche triturate servivano per trattare esternamente ulcerazioni, contusioni, pelle screpolata, mentre la pianta, nel corso dei secoli, è stata più impiegata come rimedio popolare per alleviare la pertosse, l’asma, il nervosismo, la sudorazione notturna, l’ittero. Si narra anche che Enrico VIII (1491-1547), re d’Inghilterra e d’Irlanda, si cibasse di piatti a base di margherite per eliminare i dolori di stomaco causati dall’ulcera ma, nello stesso periodo, si credeva pure che si potesse curare la pazzia bevendo, in piccole dosi e per più di 15 giorni di seguito, il succo ottenuto dall’infusione di questi fiori nel vino.

E' una pianta erbacea perenne con un corto rizoma da cui si dipartono numerose radichette sottili; il fusto è sempre semplice e spesso molto corto. Le foglie, tutte inserite sul rizoma a formare una rosetta, sono obovate a forma di spatola, cioè con la massima larghezza verso l'apice e non al centro come nelle foglie normali; l'apice è arrotondato, la base è cuneata e si restringe gradatamente nel picciolo che è normalmente colorato in rosso. I fiori sono riuniti in capolini portati singolarmente da peduncoli lunghi 10-20 cm; il capolino è racchiuso da una serie di brattee verdi di forma lineare. Ogni singolo “petalo” è in realtà esso stesso un fiore e la parte gialla centrale è anch’essa in realtà costituita da moltissimi piccoli fiori gialli. I differenti colori dei vari “petali”, o più correttamente detti “fiori” contribuiscono, nel loro insieme, ad attrarre gli insetti.

E' comune dal mare alla zona alpina nei luoghi erbosi, lungo le strade, negli incolti e nei prati. La sua fioritura si protrae tutto l’anno anche se si manifesta in modo esplosivo a primavera quando l’erba dei prati deve ancora raggiungere un’altezza tale da dissimularla. Ama infatti tutti i luoghi erbosi, siano essi gli argini dei fossati o i prati-pascoli.

La pianta Bellis perennis è una perenne sempreverde. Le foglie nascono da gennaio, i fiori germogliano da gennaio a dicembre ed i semi maturano da maggio a ottobre. I fiori sono ermafroditi (hanno sia gli organi maschili che quelli femminili) e sono impollinati dalle api ma si riproduce anche per auto-impollinazione.

COME SI UTILIZZA

Tutti la conoscono, pochi sanno che è commestibile, che possiamo utilizzarla per arricchire e decorare le nostre insalate e che la rosetta basale della margherita è ottima da mangiare cruda, proprio in insalata. E’ un ottimo ricostituente ed aiuta a purificare il sangue ed il fegato, quindi  perfetta come rimedio per affrontare il cambiamento di stagione dall’inverno alla primavera: la natura ci offre quello che serve esattamente quando serve!.

Raccolta e conservazione:I fiori si raccolgono all'inizio della fioritura, da marzo a giugno, recidendoli senza il picciolo; la pianta si raccoglie nello stesso periodo recidendola al colletto per mezzo di un coltello. I fiori e la parte aerea della pianta si essiccano all'ombra rimuovendoli spesso; si conservano in recipienti di vetro o porcellana.

Infuso (fiori): 2 g in 100 ml di acqua; una-due tazzine a digiuno. Ha proprietà rilassanti, simili a quelle della camomilla, ma viene anche utilizzato per le sue qualità antispasmodiche e sedative della tosse.

Lo stesso infuso può essere applicato sugli occhi come decongestionante. Si può anche preparare un’acqua di fiori mettendo a macerare 100 grammi di fiori in un litro d’acqua per una giornata, molto utile come lavaggio per gli occhi in caso di infiammazione. L'infuso viene utilizzato nel trattamento del catarro, dei reumatismi, dell’artrite, dei disturbi renali ed epatici, come purificatore del sangue.

Oleolito: preparato con i fiori di pratolina lasciati a macerare in un vaso di vetro, ricoperti d’olio extravergine d’oliva, per almeno 20 giorni (agitandolo bene ogni giorno e conservandolo al buio)  e successivamente filtrato, ha proprietà rassodanti, molto utili per le parti più delicate del corpo e per il viso.

Decotto: è utile per le infiammazioni intestinali, come colluttorio e per gargarismi in caso di infiammazioni della bocca e della laringe, si prepara in modo molto semplice: basta far bollire per 20 minuti 25 grammi di foglie in 500 grammi d’acqua.

Unguento: la pratolina, in passato, godeva di grande reputazione come cura per le ferite fresche. L'unguento a base di foglie di pratoline viene applicato esternamente per il trattamento delle ferite e delle contusioni.

Masticare le foglie fresche si dice che sia una cura per le ulcere della bocca.

Uso esterno

Le proprietà astringenti e antinfiammatorie della margheritina possono essere sfruttate nell'uso cosmetico per schiarire l'epidermide, detergere le zone macerate dal sudore, decongestionare il viso e la zona attorno agli occhi e svolgono un’intensa azione emolliente e rinfrescante.

Cataplasmi e impacchi: come astringente e lenitivo della cute e delle mucose arrossate. Le foglie fresche, ben pulite e lavate, sotto forma di impacchi o cataplasmi risultano efficaci nella cicatrizzazione delle ferite, di piccole ulcere e nella cura delle dermatosi.

In cucina
La Bellis perennis trova impiego anche in cucina. Infatti le sue foglie raccolte prima della fioritura possono essere mangiate crude in insalata oppure usate per fare delle ottime zuppe. I capolini invece possono essere messi sott'aceto.

PROPRIETA'

Azione sedativa, espettorante e emmoliente: i fiori tubolari contengono saponine, oli essenziali, sostanze amare, tannini e mucillagini. Nelle infiorescenze, come in altre varietà della famiglia delle Asteraceae, è contenuta  l'apigenina-7-glucoside, con proprietà spasmolitiche (questo componente è tipico nella camomilla). Costituisce un ottimo rimedio contro ipertensione e insonnia. La sua fioritura precoce rispetto alle altre piante, con la primula, ne permetteva l’utilizzo in anticipo, per i raffreddori e per le tossi .

Azione oftalmica e antinfiammatoria: infiammazioni e patologie dell'occhio

Per uso esterno la margheritina ha proprietà astringenti e antinfiammatorie utili per le comuni irritazioni della bocca e della gola e per le palpebre arrossate. Sciacqui, gargarismi e lavaggi  fatti con i suoi infusi combattono le affezioni del cavo orale.

Azione diuretica e depurativa: è noto l’effetto di pulizia del sangue della pratolina, ed un ulteriore utilizzo tradizionale vuole questa pianta impiegata come rimedio per le malattie della pelle e per le malattie del fegato. Stimola la diuresi e aiuta ad eliminare le tossine accumulate dall’organismo. Taluni autori suggeriscono di associare alla margheritina altre piante con virtù depurative quali, per esempio, tarassaco o cicoria.

Azione cicatrizzante: utile in caso di ferite e abrasioni. Un tempo i pastori che portavano il bestiame all'alpeggio, rimanendovi dalla primavera all’autunno, utilizzavano la margheritina per curare ferite e lividi. Le foglie e i fiori pestati erano applicati sulla pelle per eruzioni, arrossamenti, foruncoli e ascessi. In caso di traumi si utilizzano i fiori e le foglie tritate che vengono applicati sulla parte, con una benda per un paio d’ore. Le saponine (simili a quelle dell’arnica, anche se in concentrazione inferiore) contrastano le infiammazioni e favoriscono il riassorbimento del sangue in caso di colpi o traumi.

In cosmetica: anche in cosmetica la bella daisy fa la sua parte. Se rilassa lo spirito con molta efficienza, allo stesso modo rilassa anche la nostra cute, decongestiona il viso, soprattutto la zona intorno agli occhi. L‘olio ottenuto dalla macerazione della pratolina, ha inoltre un prezioso effetto rassodante e tonificante. Lo si usa nello specifico applicandolo alle zone del seno, dell’addome, del collo e delle cosce. La margherita rinforza anche la tonicità della nostra pelle, e anche quella dei capillari sanguigni dando il suo contributo a tutto il sistema della circolazione.

CURIOSITA'

Fu molto amata nell’antichità; i suoi boccioli chiusi indicavano la vita, aperti la purezza; ma non solo, le sono state attribuite facoltà profetiche in amore ed è pertanto diventata simbolo del “M’ama, non m’ama”, in cui la si sfoglia petalo per petalo alla ricerca di un buon auspicio d’amore.

Nel linguaggio dei fiori, la margherita ha diversi significati, tutti positivi e collegati con il concetto di ‘verità’. E’ innanzitutto il fiore delicato della purezza e dell’innocenza, della semplicità e della modestia, ma anche dell’amore fedele e della pazienza. Da sempre apprezzato per la bellezza della sua apparentemente semplice fattezza, il significato della margherita simboleggia l’innocenza giovanile, libera dai sensi di colpa, dal peccato, dalla corruzione. Un tempo, infatti, era comunemente raccolta nei prati dalle fanciulle e infilata tra le ciocche dei capelli. Tra innamorati, è sempre stata l’equivalente di una confessione e di pegno di sentimento eterno. La margherita è uno dei più noti “messaggeri” della primavera e questo significa per molti superstiziosi che chi mangia le prime tre margherite in primavera, viene risparmiato, per i restanti anni della sua vita, dal mal di denti, dai disturbi legati agli occhi e dalla febbre. .

La ricetta

Zuppa di erbe alla maniera inglese

Prendete 500 g di ortica, 150 g di foglie di pratolina e quattro patate medie. Tagliate il tutto a pezzi e cuocete in poca acqua senza alzare troppo il bollore. Lasciate raffreddare, frullate, aggiungete brodo di pollo fino ad ottenere la quantità desiderata e fate cuocere per altri cinque minuti.
Se intendete servirla calda aggiungete prima dell’ultima cottura un cucchiaio di prezzemolo tritato e accompagnatela con crostini.
Se intendete presentare in tavola qualcosa di insolito lasciatela freddare, ponetela in frigo in modo che diventi fresca, ma non troppo fredda, e una volta fatti i piatti aggiungete un bel cucchiaio di panna; ottima per le calde serate d’estate.

Stefania Calzà Santoni

 

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