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Il precetto esecutivo – Prima parte

Novità in materia di precetto esecutivo

Vediamo oggi alcune particolarità e novità in materia di precetto esecutivo.

Premetto che a mente dello scrivente questa materia, come vedremo, non è ancora regolata in modo soddisfacente dalla legge.

Il precetto esecutivo dovrebbe essere l’ultimo atto a disposizione del creditore che non riesce ad ottenere dal debitore quanto gli spetta. Purtroppo molte volte non è cosî.

Chiunque, in Svizzera, senza un preventivo esame giudiziario, può spiccare un precetto esecutivo contro un debitore o supposto tale. Per farlo deve solo scaricare da internet l’apposito formulario, compilarlo e spedirlo all’Ufficio Esecuzioni competente che è sempre quello del domicilio del debitore o supposto tale.

L’emissione del precetto è legata a dei costi che variano a dipendenza dell’ammontare del credito posto in esecuzione. Questi costi sono a carico del creditore.

Quando la posta notifica il precetto al debitore quest’ultimo ha due opzioni. O si oppone al precetto (faccio opposizione) o rimane silente e non dice nulla. In questo secondo caso la procedura continua il suo corso e si innestano altre procedura a dipendenza dello statuto del debitore. Se per esempio il medesimo è iscritto a registro di commercio la procedura continua per la via del fallimento.. In tutti gli altri casi per quella ordinaria.

Consigliabile è sempre fare “opposizione” poiché è solo tramite questa manifestazione di volontà che il debitore può bloccare il decorso della procedura esecutiva. Tramite l’opposizione la procedura esecutiva, infatti, si blocca e la palla ritorna nel campo del creditore. Quest’ultimo dovrà, per continuare l’esecuzione, rinvolgersi ad un giudice e a dipendenza del titolo che giustifica il suo credito, semmai l’avesse, opterà per il “rigetto provvisorio dell’opposizione” o per “quello definitivo”. Se il creditore dispone, quale titolo del credito, di una sentenza o di un riconoscimento di debito firmato dal debitore, precederà con il “rigetto definitivo” dell’opposizione. In tutti gli altri casi (quando ad esempio il titolo del credito riposa su di una fattura o su di un contratto) per il “rigetto provvisorio” dell’opposizione.

Come preannunciato sarà solo a questo punto che nella procedura per il recupero di un credito sarà adito un giudice che dovrà decidere se il creditore dispone di sufficienti elementi per togliere il blocco dell’opposizione e permettere cosí alla procedura di seguire il suo corso.

Come visto, il sistema svizzero permette a chiunque di far spiccare un precetto esecutivo senza un preliminare esame da parte di un giudice sull’esistenza o meno di un credito. Esame questo che avviene sempre a posteriori.

Molte volte l’esame del giudice non avviene nemmeno poiché il creditore si limita a far spiccare il precetto e in seguito non continua la procedura se il precetto è stato bloccato dall’opposizione del debitore. Orbene questo modo di attuare è molto fastidioso per un debitore. Non tanto perché viene importunato dall’invio del precetto ma perché e soprattutto esiste un registro delle esecuzioni che annota tutti i precetti che sono stati notificati ad un debitore e tutte le procedura esecutive in corso. Estratto questo che viene spesso e volentieri chiesto quando una persona si appresta a concludere un contratto. SI veda per esempio il contratto di locazione. Quante volte, prima di firmarlo, il proprietario dell’appartamento o della casa chiede che il futuro inquilino presenti questo estratto. Se vi sono esecuzioni in corso, anche magari per crediti inesistenti o pagati ma non ancora cancellati, queste informazioni potranno essere giudicate negativamente (il mio futuro inquilino è una persona che non paga i debiti) e pertanto precludere la conclusione del contratto. Per assurdo quindi anche per debiti che non esistono e che un creditore qualunque o supposto tale, a ben pensato di recuperare tramite una procedura esecutiva.

Dopo questa prima breve e succinta”infarinatura” sulla procedura esecutiva vedremo la prossima settimana alcune conseguenze di questo sistema che lo scrivente “considera assurde” e che il nostro stato di diritto non ha ancora corretto come si dovrebbe.

Auguro comunque, come sempre una buona settimana a tutti i lettori de L’Eco.

Mauro Trentini

 

 

 

 

 

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