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Al museo Rappaz i poster sono anche arte

Non i soliti manifesti, ma autentiche opere d'arte

Nel mio appartamento ho in bella vista una radio che ascolto spesso e volentieri, una radio bloccata in permanenza su Swiss Jazz, una stazione svizzera che non smette mai di elargire in continuità solo musica jazz. Non sono un assiduo fan di questo genere di musica, ma a certi livelli sa spronare il mio udito a degli ascolti che apprezzo molto, non solo, ma sa darmi delle emozioni. D'altronde, anche questa è arte conclamata.

In questi giorni, qui a Basilea, con il permesso del coronavirus che da tempo fa a suo piacimento il bello e il brutto tempo, si è aperta una mostra al Rappaz Museum dal titolo accattivante “Internationale Jazz Posters”. Un'esposizione dove si può ammirare un'insieme di manifesti dedicati ai tanti concerti e rassegne delle “voci ritmate”, perciò intense, del jazz.

Quello che mi ha colpito esaminandoli attentamente uno a uno è che non sono i soliti manifesti ma in buona parte delle autentiche opere d'arte per come sono stati concepiti. Ben diversi dai poster commerciali o altro che si vedono affissi un po' ovunque, anche perché qui vi sono presenti delle massicce dosi di fantasia, talento e spesso una raffinata inventiva.

Girando per le sale ho scoperto fra gli altri i lavori stampati di noti artisti che conosco da tempo quali: Max Bill, Keith Haring, Niki de Saint Phalle, Jean Tinguely, o Herbert Leupin.

Il fare di chi ha illustrato in immagini tutti i poster va dal concettuale al dadaismo, da certo verismo a volte accentuato ai giochi talentuosi legati all'intelligenza e all'intelletto.

Invito a chi gli va di farlo, di visitare questa mostra perché l'ho trovata particolarmente eccitante.

Internationale Jazz Posters. Rappaz Museum, Klingental 11, Basel, 15.4. - 6.6.2021

Andrea Pagnacco

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