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Quesiti sull’IMU

Casi particolari

Dopo che in questa rubrica abbiamo dato notizia delle novità introdotte dal 2021 per poter avvalersi dello sconto del 50% sull’IMU (e di 2/3 per la TARI), per i residenti all’estero titolari di una pensione italiana in convenzione internazionale, alcuni nostri lettori ci hanno posto i seguenti quesiti concernenti dei casi particolari che, peraltro, potrebbero interessare anche ad altri lettori de L’ECO.

Mariano da Basilea ci informa che, con sua moglie, sono entrambi proprietari di un immobile in Basilicata aggiungendo di essere titolare di una pensione INPS in convenzione con la Svizzera, dal 2019 - ottenuta grazie al periodo di assicurazione per i quindici mesi di servizio militare svolto prima di emigrare - mentre sua moglie ha solo la pensione dell’AVS non avendo mai lavorato in Italia. Mariano ci domanda come deve comportarsi a riguardo dell’IMU. A nostro avviso questa imposta deve essere calcolata con lo sconto del 50% per la quota di possesso intestata a Mariano e interamente sulla quota del coniuge. In ogni caso consigliamo di produrre all’Ufficio Tributi del Comune italiano la documentazione attestante la tipologia della sua pensione INPS specificando la cointestazione dell’immobile.

Federico ci scrive dal Cantone Obvaldo poiché ha invece un altro problema per una vecchia casa ereditata dai genitori (a loro volta ereditata dai nonni paterni) dove, da un paio d’anni, non vive più nessuno e non esiste più alcun allacciamento alla rete idrica nè a quella elettrica. Ciò nonostante il Comune continua a fargli pagare sia l’IMU che la TARI. In questo caso essendo un immobile inagibile/inabitato deve essere applicata la riduzione del 50% dell’IMU ed azzerata la TARI. Naturalmente il fabbricato deve essere dichiarato inagibile/inabitato da una relazione di un tecnico (geometra, ecc.) oppure dallo stesso Ufficio tecnico del Comune (con i relativi costi a carico del proprietario). Pertanto consigliamo a Federico di attivarsi al più presto per far riconoscere dal Comune l’inagibilità/inabitabilità di questo suo immobile onde evitare di dover continuare a pagarci quelle due imposte!

Marina di Sciaffusa, un’abbonata da oltre trent’anni al nostro settimanale e che ringraziamo per la sua fedeltà, nell’anno in cui rimase vedova (2014) si dimenticò di pagare sia l’IMU che la TASI sulla sua casa in Italia perché, fino ad allora, di tutti i pagamenti si interessava suo marito. Prima di Pasqua le è arrivata “l’ingiunzione di pagamento di quelle due tasse maggiorate da multa e interessi” da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione. Marina ci domanda se sia giusto che, dopo così tanti anni, possano ancora chiederle quel pagamento. No, non solo non è giusto, non è proprio legale se pervenuto dopo oltre cinque anni come nel suo caso. Infatti una sentenza della Corte di Cassazione del 2017 ha stabilito che anche per il pagamento di IMU e TASI il termine di prescrizione è lo stesso identico applicato per altri tributi, cioè cinque anni! Tuttavia tale illegalità deve essere certificata da una sentenza del giudice, questo significa che Marina, entro 60 (sessanta) giorni dal ricevimento dell’ingiunzione di pagamento, deve opporre ricorso dimostrando che siano trascorsi più di cinque anni. Avendo ricevuto l’ingiunzione prima di Pasqua è perciò indispensabile che la nostra lettrice si attivi immediatamente!

Dino Nardi

 

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