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L’arte figurativa e la realtà del femminismo

Nel 1580 la prima donna ammessa ad una associazione di artisti

Essendo la mia professione da anni quella del pittore va da se che il mio sguardo si è posato e si posa tuttora su quello che concerne, fra le sue pieghe, l'arte figurativa e il femminismo, soprattutto quello radicale. Lo spunto mi è stato dato dalla metropoli milanese dove è allestita a Palazzo Reale una prestigiosa mostra dal titolo “Le signore dell'arte tra il '500 e il '600” a cura di Annamaria Bava, Gioia Mori e Alain Tapié. Una mostra esaustiva dove con la dovuta sensibilità è messo sugli altari il talento femminile legato da sempre all'arte figurativa.

Posso tranquillamente confermare che da tempo ormai vi è una costante escalation nelle varie mostre collettive e nell'intercalarsi di mostre personali in tanti paesi delle presenze, spesso molto vivaci e colte, di un sesso che giustamente non serve sia anche gentile.

A mo di cronaca spiccia l'esposizione presenta 130 opere di 34 artiste sparse nelle varie sale del Palazzo Reale e sono felice di citarne alcune con radici italiane: l'indomabile imponente “maestra” Artemisia Gentileschi, Elisabetta Sirani di cui in questi anni si sono cominciate a vedere le opere in vari musei. Un'ottima Lavinia Fontana, la scaltra e inoltre veramente tosta Properzia De Rossi. Un ricordo particolare va a Marietta Robusti detta Tintoretta, figlia del grande Jacopo. Una pittrice o meglio un'artista fornita di un grande talento per la Pittura.

Una nota dolente, ed era da aspettarselo, è che nella vasta sezione delle accademie la prima artista ammessa a una associazione di artisti è stata nel 1580 Diana Scultori. Ciò dimostra che per le donne che timidamente e indefesse praticavano l'arte vi è stato nel tempo un imperdonabile vuoto.

Scusate questa mia licenza se qui voglio ricordare due mie concittadine che si sono dedicate a volte con grandi sacrifici alla causa dell'arte, ossia l'insuperabile regina dei pastelli conosciuta nelle corti europee Rosalba Carriera e Giulia Lama con la sua notevole bravura e senso della composizione.

La mostra che si chiuderà il 25.7.2021 (con la speranza che riaprirà presto le sue porte dopo l'attuale lockdown) si inserisce nel palinsestoI talenti delle donne” promosso dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, che fino ad aprile 2021 focalizza l'attenzione sulle donne, le loro opere, le loro priorità e capacità.

Andrea Pagnacco

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