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Il ritorno alla natura – La primula

(Primula veris) o primula odorosa

E' il simbolo per eccellenza della primavera con valenza di vita, giovinezza, speranza e rinascita.

Il nome del genere Primula veris deriva dal latino primulus = primo, e veris genitivo di ver = primavera, e quindi col significato di "primo (fiore) di primavera”, sta quindi ad indicare che è una delle prime piante che fiorisce appena finito l’inverno, quando inizia a comparire la prima erba dei prati alla scomparsa della neve.

La Primula veris è una specie spontanea, erbacea, perenne e rizomatosa  molto conosciuta che si ritrova un po' ovunque e fiorisce alla fine dell'inverno formando fiori disposti ad ombrella e campanulati, molto profumati, di colore giallo-dorato o spesso bianchi con delle macchie arancioni. I fiori sono raccolti in ombrelle di 5-15 esemplari, hanno un breve peduncolo e sono spesso reclinati. I 5 lobi sono saldati insieme a formare un tubo corollino lungo fino a un centimetro.
Le foglie sono disposte a rosetta, leggermente dentate e ricoperte da una fitta peluria nella pagina inferiore. Il fusto è eretto, cilindrico, alto da 10 a 25 centimetri ed è privo di foglie. Il frutto è una capsula contenente numerosi semi che matura tra luglio e agosto.

Pur esistendo circa 500 specie di primule appartenenti alla famiglia delle Primulaceae, a scopi terapeutici si utilizzano solo la Primula veris ed in minor misura la Primula vulgaris.

Dall'apparenza esile e delicata questa pianta nasconde innumerevoli proprietà che l’erboristeria tradizionale conosce già dai tempi antichi e utilizza contro la tosse e il mal di testa. I fiori dorati emanano un profumo dolce molto gradevole che ricorda quello del miele. Santa Ildegarda di Bingen ne consigliava già nel medioevo l'utilizzo contro la malinconia e le allucinazioni. Gli antroposofi di Rudolf Steiner ne riconoscevano le virtú terapeutiche nel caso di problemi cardiaci. Mentre Sebastian Kneipp apprezzava le proprietà di questa pianta contro l’artrite, sostenendo che il consumo quotidiano di un infuso di primula odorosa avrebbe contribuito a lenire i dolori se accompagnato da un'alimentazione basica e da sano movimento giornaliero per un periodo di sei settimane.

COME SI UTILIZZA

Parti utilizzate: della primula si utilizzano le foglie raccolte in primavera prima della firoitura. Le radici vanno raccolte in inverno e si fanno essiccare al buio in un luogo ben ventilato. Oltre a essere impiegata come pianta officinale sotto forma di impacchi, infusi o tinture, la primula odorosa può essere anche mangiata, dalla radice ai fiori. Le foglie tenere possono essere utilizzate nella preparazione di insalate, misticanze e frittate; i fiori per decorare risotti. 

Infuso: per preparare un buon infuso di primula con azione sedativa, mettete in infusione 2 cucchiai di sommità fiorite in mezzo litro di acqua bollente. La posologia è di due o tre tazze al giorno fino all’ottenimento dell’effetto desiderato.

Decotto (radice): per ricavarlo, fate bollire 30 grammi circa di foglie in 1 litro di acqua per 20 minuti. Lasciate raffreddare e filtrate. La cura prevede l’assunzione di due cucchiai al giorno fino alla guarigione dal malessere. Il decotto di primula ha un’azione principalmente diuretica.

Tintura madre (Soluzione Idroalcolica): 50/60 gocce, 2 volte al giorno, sciolte in un po’ d’acqua.

Uso esterno: molto utili sono gli impacchi con una garza imbevuta con il decotto della pianta su contusioni, piccole botte e punture d’insetto. L’infuso può essere utilizzato per sciacqui e gargarismi, in caso di faringiti, gengiviti ed afte. Compresse imbevute di infuso sono decongestionanti per la pelle del viso.

PROPRIETÁ

Ogni parte della pianta racchiude in sé specifici principi attivi medicinali: nel calice del fiore e nei fiori si trovano sostanze che stabilizzano i nostri vasi sanguigni, favoriscono l’espettorazione del catarro e uccidono i germi. Queste sostanze si trovano in forma ancora più concentrata nella radice, che contiene anche principi attivi antidolorifici e antinfiammatori. Un tonico ottenuto dalla radice stimola la milza, che depura il sangue, e il pancreas, che ricopre un ruolo essenziale nel metabolismo e aiuta a sciogliere i depositi nei vasi sanguigni e nelle articolazioni.

Azione fluidificante e espettorante (radice): utile rimedio naturale in caso di tosse, pertosse, tracheiti, bronchiti, stati catarrali delle vie respiratorie, aiuta a rimuovere muco e catarro dalla trachea e dai bronchi. In caso di disturbi respiratori cronici, come la bronchite o la tosse, è possibile usare le radici di primula mischiandole al timo, il tutto in parti uguali. Questo miscuglio scioglie il catarro nei polmoni, nella gola e nelle cavità paranasali.

Azione analgesica e antireumatica: una tazza al giorno d’infuso di radici di primula odorosa è efficace contro i dolori articolari e la gotta. Le radici contengono primaverina e primulaverina, derivati dell'acido salicilico (aspirina), le cui proprietà analgesiche e antireumatiche sono assodate.

Azione antinfiammatoria e antispasmodica: calma e scioglie gli spasmi muscolari e rilassa il sistema nervoso; aiuta anche negli stati influenzali. Per uso esterno, la primula vanta proprietà antinfiammatorie legate al ricco contenuto di saponine. Viene quindi usata nel trattamento delle contusioni, risultando particolarmente efficace nel favorire il riassorbimento degli ematomi.

Azione calmante e cardiotonica: la tisana di primula è un ottimo tonico per cuore e nervi, efficace negli stati di nervosismo, stress e insonnia. E' in grado di alleviare l'emicrania e il mal di testa nervoso.

CURIOSITÁ

La leggenda vuole che la prima primula sia stata mandata dal Sole per sconfiggere il gelo dell’Inverno. Questo si era arrabbiato e aveva rinchiuso la Primavera dentro una grotta coperta di ghiaccio. Tutti gli animali, disperati, non sapendo cosa fare, chiesero aiuto al Sole che regalò loro questi fiori. Da allora le primule annunciano l’arrivo della primavera.

Un’altra leggenda narra come il mazzo delle chiavi del Paradiso sia scivolato di mano a San Pietro e caduto sulla Terra. Un angelo lo riportò poi indietro, ma nel punto in cui il mazzo aveva toccato il suolo si era schiusa una primula odorosa. In ricordo di tale leggenda, infatti, in Inghilterra, le primule vengono chiamate anche “bunch of keys” ovvero “mazzo di chiavi” come anche in tedesco “Schlüsselblume”.

La ricetta

Vino per il cuore

Consigliato da Maria Treben come rimedio favoloso contro i disturbi cardiaci è di facilissima preparazione.

Riempire un bottiglione con fiori freschi di primula (l'intero grappolo di fiori) senza pressare e versarci sopra del vino bianco fino a coprire i fiori. Tappare con il sughero e lasciare il bottiglione per 15 giorni al sole. Filtrare e ogni volta che si presentano disturbi cardiaci prenderne un sorso!

La primula è un soggetto molto amato nella musica e nella poesia.

"Pallide primule che muoiono nubili!", la citazione è tratta dalla scena quarta del quarto atto de “The Winter’s tale” di William Shakespeare. Essa si riferisce al fatto che la pianta fiorisce in un periodo in cui ci sono pochi insetti impollinatori per cui molti fiori non vengono impollinati.

Nella Passione secondo Giovanni di Johann Sebastian Bach viene citata la «primula celeste». E ancora Rainer Maria Rilke nella sua poesia: «Primula – non voglio puntare più in alto, perché amo il mio semplice abito. Credo che la fortuna più grande della vita sia la contentezza».

Stefania Calzà Santoni

 

 

 

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