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Il mandato precauzionale

Le direttive anticipate (Seconda parte)

L’ultima volta abbiamo visto i contorni del mandato precauzionale. Uno strumento particolarmente utile per affrontare e regolare un aspetto della vita di ognuno di noi nel caso in cui dovesse subentrare un’incapacità di discernimento a causa di una malattia (si pensi all’Alzheimer).

Avevo terminato il contributo accennando alla possibilità di registrare il mandato precauzionale presso la banca dati infostat. Banca dati che l’autorità di protezione preposta indagherà non appena sarà portata a sua conoscenza il caso d’incapacità di discernimento.

Se esiste un mandato precauzionale l’autorità di protezione dovrà occuparsene immediatamente e concretizzarlo. Come prima cosa sarà contattata la persona che nel mandato precauzionale è stata incaricata di gestire gli affari del mandante. La persona incaricata è libera di accettare o rifiutare il mandato. Se lo accetta e il mandato precauzionale non stabilisce una remunerazione, sarà l’autorità di protezione che la definirà.

L’autorità di protezione ha la facoltà, se lo ritiene indispensabile, di pronunciare ulteriori misure di accompagnamento per proteggere la persona incapace. Se gli interessi della persona incapace non risultano invece esssere in pericolo, l’autoritâ di protezione ha anche la facoltà di revocare i poteri del mandatario.

Se il mandante recupera la capacita di discernimento, il mandato precauzionale si estingue.

Tutti gli atti svolti dal mandatario sottostanno alle regole del contratto di mandato (Art.394 e seg Codice delle Obbligazioni).

Un altro aspetto molto interessante offerto dalle nuove disposizioni in materia di protezione dell’adulto e del minore sono le “direttive anticipate”. Con queste direttive ogni persona capace di discernimento può indicare i provvedimenti medici ai quali vuole o non vuole essere sottoposta nel caso in cui diventa incapace di discernimento. La persona può anche designare un rappresentante terapeutico.

La sola esigenza è la capacita di discernimento. Pertanto anche un minore o una persona sotto curatela può allestire queste direttive. È sufficiente solo che chi allestisce l’atto sia in grado di comprenderne la portata e di valutarne le conseguenze.

La direttiva sottostà alla forma scritta . Il documento deve essere firmato e datato di proprio pugno. Le direttive possono essere redatte in maniera autonoma o stabilite mediante l’uso di formulari prestampati che vengono messi a disposizione da diverse organizzazioni attive in Svizzera (lega contro il cancro, Pro Senectute, Pro infirmis, ecc..).

Le direttive possono contenere delle istruzioni formulate in modo ampio o dettagliato, destinate al personale curante. Possono avere quale oggetto delle misure diagnostiche, terapeutiche o di assistenza, di natura curativa o palliativa.

La persona che stende queste direttive può anche designare una persona di fiducia che può decidere in suo nome un provvedimento medico qualora non sia piû in grado di esprimersi.

Contrariamente al mandato precauzionale non esiste una banca dati dove depositare queste direttive. Le medesime possono perô essere depositate presso il proprio medico curante o consegnate ad una persona di fiducia.

Le direttive sono vincolanti.

Le regole che ogni società si da per proteggere la parte più debole della comunità si evolvono. Costantemente dovendosi adattare alle necessità di una società in rapida evoluzione. La revisione legislativa entrata in vigore a gennaio 2013 è un esempio di questa modernizzazione.

Siamo, infatti, passati da un sistema che aveva le proprie origini nel lontano 1912 (entrata in vigore del Codice civile) ad un sistema moderno e molto più specialistico.

Il concetto dei tutori, a volte con connotazioni anche negative, è stato rimpiazzato da un sistema nell’ambito del quale la figura dell’autorità specializzata e del curatore specializzato diventano via via sempre piû importanti. Oggi, per agire in questo particolare campo della vita di ogniuno di noi non bastano piû solo nozioni giuridiche, ma si necessita di competenze specialistiche in altri campi (lavoro, sociale).

Come sempre, buona settimana a tutti i lettori de L’Eco.

Mauro Trentini

 

 

 

 

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