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Il ritorno alla natura – Il sambuco

(Sambucus Nigra)

I suoi profumatissimi fiori donano sapore a sciroppi, liquori e deliziose frittelle

Il sambuco, conosciuto anche come sambuco nero, è una pianta selvatica diffusa ovunque nel nostro Paese e in Europa. L’etimologia del suo nome latino, Sambucus nigra, è composta da nigra che significa nero e si riferisce al colore del succo delle sue bacche e da Sambucus che fa riferimento alla Sambuka, un antico strumento a fiato intagliato nel legno di sambuco.

COME SI UTILIZZA

I fiori possono essere raccolti tra maggio e giugno, mentre per le bacche bisogna aspettare fino alla fine di agosto quando sono completamente mature. Le bacche mature raggiungono una colorazione quasi nerastra, molto simile ai mirtilli, mentre se sono rosse, hanno un sapore acerbo e possono anche essere tossiche. Le foglie e i fiori vengono essiccati all’ombra, mentre le bacche vanno utilizzate fresche, ma possono essere anche surgelate.

Dai fiori si ricava un estratto che viene utilizzato per la produzione della sambuca, liquore a cui ha dato il nome ma che, nelle ricette attuali, è prevalentemente basata sull'anice. Inoltre sfruttando la fermentazione dei funghi Saccharomyces presenti naturalmente sui suoi fiori, si può realizzare il cosiddetto spumante di sambuco o spumante dei poveri. I frutti maturi crudi sono fortemente lassativi e depurativi e contengono elevate quantità di vitamina A e C. Il forte potere lassativo induce a utilizzare le bacche, previa cottura, ad esempio per realizzare il succo o lo sciroppo di sambuco. In queste preparazioni, infatti, si attenua l’effetto lassativo.

Decotto di foglie: tritare 7 g circa di foglie fresche (15 di foglie essiccate) e farle bollire in ½ litro d’acqua per dieci minuti; quindi filtrare e se si desidera dolcificare con un poco di miele. Bere mezza tazza al mattino a digiuno.

Infuso di fiori: versare 1 l di acqua bollente su 40 g di fiori essiccati, lasciare a riposo per 30 minuti circa quindi colare. Questo infuso aumenta la sua efficacia se all’acqua si sostituisce del latte intero.

Sciroppo: spremere in una tela robusta (meglio se bianca) i frutti maturi; raccogliere il succo così spremuto e aggiungere una quantità pari di zucchero sciogliendo lentamente a caldo.

Bagno ammorbidente al latte e fiori di sambuco: mettere 3 cucchiai di latte in polvere in un sacchetto di garza insieme a 110 g di fiori di sambuco freschi ( 60 g se essiccati) quindi immergerlo nell’acqua del bagno; in alternativa mettere in infusione i fiori freschi in 275 ml di latte freddo per due ore circa, filtrare e quindi aggiungere all’acqua del bagno.

PROPRIETA'

Azione diaforetica: significa che è in grado di aumentare la sudorazione corporea. Ed è proprio grazie a questa sua azione che viene impiegato per il trattamento di raffreddore, febbre e affezioni delle vie respiratorie tra cui tosse e lievi bronchiti. Infatti, diversi studi hanno dimostrato come i fiori di sambuco, utilizzati internamente, siano efficaci nel diminuire l’intensità e la durata del raffreddore e nel ridurre la febbre attraverso l’aumento della sudorazione.

Azione antinfiammatoria e immunostimolante: i bioflavonoidi, presenti nei fiori e nelle bacche, rafforzano il sistema immunitario incrementando i livelli di antiossidanti e proteggendo le pareti cellulari dagli attacchi dei virus. L’estratto di sambuco nero aumenta in maniera significativa la produzione di citochine infiammatorie, molecole proteiche in grado di attivare il sistema immunitario in soggetti sani ma soprattutto in quelli affetti da varie patologie.

Azione antireumatica e antinevralgica: il succo di pressa ottenuto dalle bacche di sambuco è dotato di un'energica azione antinevralgica tale da riuscire a dominare anche le più ribelli nevralgie del trigemino oltre a risultare utile anche nel trattamento delle ischialgie (30 g di succo due volte al giorno con l'aggiunta di 10 g di Porto).

Azione diuretica, depurativa e lassativa: abbassa la pressione sanguigna e aumenta l’escrezione di sodio nelle urine. Anche le bacche, ricche di quercetina, un flavonoide antiossidante, sembrano avere effetti benefici sulla pressione sanguigna, un effetto apparentemente già noto ai nativi americani che utilizzavano il tè ai fiori di sambuco come diuretico e lassativo.

 

CURIOSITA'

Le tinture ottenute con le erbe sono insuperabili per la delicatezza dei colori che spesso presentano sfumature naturale e irripetibili. Con le foglie di sambuco si ottengono due particolari sfumature. Fare bollire in acqua le foglie di sambuco fresche o essiccate; immergere quindi nel bagno gli oggetti da tingere. Una sfumatura giallo-verde si ottiene da un bagno di foglie di sambuco con un fissativo di rame e acido acetico; un’altra sfumatura grigio verde si ottiene da un bagno come sopra, con un pizzico di ferro aggiunto a mezz’ora dalla fine.

La ricetta

Sciroppo di fiori di sambuco

Ingredienti:

  • 10 fiori di sambuco
  • 1,5 litro di acqua
  • 1 kg di zucchero
  • 30 g di acido citrico
  • ½ limone a fettine

Dapprima cuocere a fuoco lento l’acqua e lo zucchero, fino a che questo non sia sciolto. Quindi lasciate raffreddare e unite l’acido citrico, i fiori di sambuco e il ½ limone a fette. Versate il tutto in un contenitore di vetro con chiusura ermetica e ponete in luogo fresco per una settimana.
Le ultime operazioni sono il filtraggio con un colino provvisto di garza e il riempimento delle bottiglie. Conservato al fresco, lo sciroppo di fiori di sambuco si mantiene integro per 6 mesi.

Stefania Calzà Santoni

 

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