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Il mandato precauzionale – Prima parte

Caro avvocato,

ho sentito dire che nel caso una persona perda le facoltà mentali e possibile incaricare una terza persona affinché questa si occupi degli interessi di chi si ammala e non è più in grado di gestirli. Mi può delucidare in merito?

Maria

Cara Signora Maria, nel 2013 il diritto riguardante le persone che perdono la capacita di autodeterminarsi ha subito una revisione. Nella nostra legislazione è stata introdotta la figura del mandato precauzionale che è proprio l’istituto al quale lei fa riferimento.

Ogni persona che ha l’esercizio dei diritti civili ai sensi dell’art. 17 del Codice Civile Svizzero ed è quindi maggiorenne, capace di discernimento e non sottoposta a curatela generale può allestire un documento, chiamato “mandato precauzionale”, nel quale designa la persona che si occuperà della cura dei suoi interessi nel caso in cui diviene incapace di discernimento (Art. 360 CCS).

Nel documento i compiti affidati a questa persona possono riguardare:

1) la cura della persona

2) la cura dei propri interessi patrimoniali

3) la rappresentanza nelle relazioni giuridiche (ad esempio la conclusione di contratti o la disdetta dei medesimi).

Se non è specificato uno di questi tre ambiti, la legge presume che si tratti di un mandato generale che copre tutti e tre gli ambiti.

È possibile nominare una o più persone fisiche o giuridiche (ad esempio Pro Senectute, banche, fiduciari o avvocati). Se sono nominate più persone e senza specifica indicazione nel contratto di mandato, la legge prevede che queste persone incaricate attuino in comune.

Nel mandato è possibile specificare diversi obblighi a carico di questi incaricati. Essi potranno ad esempio essere obbligati a rendere conto, a presentare a parenti o a terzi determinati atti o la contabilità.

L’art. 361 CCS precisa come deve essere allestito il mandato precauzionale. È, infatti, possibile utilizzare:

  1. La forma detta “olografa” che è identica a quella prevista per la stesura di un testamento. Essa implica che il documento deve essere scritto a mano, di proprio pugno, con indicazione della data e firma in calce (non è possibile quindi scriverlo a macchina)
  2. La forma detta “autentica” che richiede il ricorso ad un notaio il quale riporterà le volontà di chi intende concludere il mandato precauzionale in un atto pubblico.

Il mandato precauzionale ai sensi dell’art. 362 CCS può essere revocato o sostituito in qualsiasi momento da un altro mandato precauzionale rispettando la forma della costituzione (pertanto tramite un secondo contratto nella forma olografa o in quella autentica). Senza necessariamente sostituirlo con un altro, il mandato precauzionale può anche essere semplicemente distrutto.

Come in caso di testamento “olografo” la conservazione del documento è responsabilità del diretto interessato. Esiste comunque la possibilità di iscrivere l’atto (la sua esistenza ed il luogo in cui è depositato) nella banca dati centrale dello stato civile (infostar). L’iscrizione in questa banca dati non è obbligatoria ma facoltativa. L’iscrizione ha comunque il vantaggio di evitare lo smarrimento o come può succedere con un testamento olografo che chi lo trova dopo il decesso (magari un parente) e non condivide il contenuto, lo elimini semplicemente. In caso di iscrizione, infatti, se la persona diventa incapace di intendere (ad esempio a causa di una malattia come l’Alzheimer) l’autorità preposta deve indagare sull’esistenza di un mandato precauzionale chiedendo ad infostat.

Mauro Trentini

 

 

 

 

 

 

 

 

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