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L’arte e la presente pandemia

Gli artisti dimenticati: pittori, scultori e grafici tagliati fuori dal mondo dell'arte

Ormai da tempo colgo sui media italiani i lamenti più che giustificati dei lavoratori dello spettalo a causa delle micidiali ristrettezze economiche in cui sono tragicamente coinvolti per via della nefanda pandemia che ancora persiste.

Come si sa da sempre, certe forme di spettacolo e arte si intersecano fra loro. Per esempio non solo i cantanti lirici ma anche i cantanti della musica leggera rientrano nella categoria degli artisti.

Ben diversa è la costante situazione esistenziale di chi concepisce e pratica l'arte figurativa. Ebbene, anche noi pittori, scultori e grafici ci troviamo nelle precarie condizioni di chi campa nel mondo dello spettacolo ma, ahimè, non ci facciamo sentire e rimaniamo muti. Si, muti come sono da sempre i nostri lavori.

Potrei anche sbagliarmi nei miei pareri, questo lo ammetto, perciò così la penso: non vi è un marcato confine fra professionisti e dilettanti che si impegnano attivamente nell'arte figurativa. Quello che conta è se hanno un conclamato talento nell'esprimersi e se sanno emozionare con le loro opere o molto meno. Per questi e altri motivi capita spesso e volentieri che autentici artisti, perciò ottimi professionisti, non siano per niente capiti, sia dai media, sia dai critici. Sono tagliati fuori dal mercato dell'arte, tanto da essere costretti a fare un altro mestiere per poter campare. Quest'ultimi fanno spesso gli insegnanti che nascondono e lasciano ”morire” nei loro studi il frutto spesso esteticamente valido delle loro tele e delle loro sculture.

Non dimentichiamo che vi sono inoltre i cosiddetti pittori commerciali, pittori che si guadagnano da vivere dipingendo tante opere dozzinali, il tutto per piacere a più gente possibile.

Andrea Pagnacco

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