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Carosone… for ever, yeh!

"Un film sul talento e sulla capacità di affermarsi, riconoscendo il proprio valore, in un contesto complesso, grazie al lavoro, da parte di una persona che speso la sua vita a comporre musica e a regalare gioia agli altri".

Care lettrici e cari lettori,

Tu vuò fà l’Americano, un testo che racchiude tutta la Storia socialpolitica del sogno di realizzarsi altrove.

Oggigiorno, con le tecnologie di comunicazione, non c’è più distanza. C’è nostalgia. Di semplicità. Di ritornelli più efficaci di un vaccino.

Pigliate ‚na pastiglia, O‘ sarracino, Malafemmina, restano brani scolpiti nel cuore di ogni italiano e entrati nella storia della musica italiana al pari del loro autore: Renato Carosone.

É l’unico cantante italiano a essere arrivato per tre volte in testa alle classifiche americane. A cent’uno anni dalla sua nascita, avvenuta il 3 gennaio 1920, e a venti dalla sua morte, il 20 maggio 2001, Rai uno dedica domani, 18 marzo, un omaggio ad una delle figure della canzone italiana più amate e conosciute nel mondo.

Lo fa con Carosello Carosone, in onda in prima serata con la regia di Lucio Pellegrini e le musiche curate da Stefano Bollani.

A interpretare il grande musicista napoletano c’è Eduardo Scarpetta, qui al suo primo ruolo da protagonista. Al suo fianco Vincenzo Nemolato nel ruolo di Gegè Di Giacomo, il batterista-fantasista e jongleur di bacchette, sempre al fianco di Carosone.

Tratto dal libro Caronissimo di Federico Vacalebre (Arcana Editore), il film segue la passione di Carosone per la musica. Una passione che non tradirà mai e verso la quale nutrirà lungo tutta la sua carriera profondo rispetto.

Il film, come annunciato in conferenza stampa, non racconta solo il Carosone artista, ma l’uomo, il rapporto con la famiglia, con il padre, il ricordo della madre morta quand’era ragazzino, il grande amore per la compagna-moglie e per il figlio di lei, che da subito considererà come il proprio.

Carosello Carosone è anche titolo del primo album di Renato Carosone e il suo Quartetto, pubblicato il 14 dicembre 1954. Un successo che culmina nel 1958 con l’esibizione di Carosone e del suo Sestetto alla Carnegie Hall di New York.

Carosello Carosone sembra dal di fuori una storia chiara e limpida: il percorso di una persona che capisce il proprio talento e lo segue.

Ha indubbiamente la grande fortuna che tutti quelli che incontra gli spianano la strada. Difficile immaginare una replica di questa situazione nel nostro mondo pieno di paure competitive, invidie a pelle, gelosie sudbole.

La trama si svolge in tre continenti. Sarà una sorpresa vedere la trasposizione di quei posti, ambientati in un epoca nostalgica, pur non avendone vissuta una minima parte.

Carosone è stato una leggenda napoletana italiana e mondiale ed è necessario umanamente e artisticalmente che le nuove generazioni lo conoscano. Era un esempio di altruismo artistico, generoso con i membri delle sue band e con chi avesse a che fare con lui.

Lita, la moglie di Carosone è stata il suo grande amore. Una donna che è sempre stata accanto al proprio uomo, che si è spostata in tutto il mondo assieme al marito. Ma, stranamente, era allo stesso tempo indipendente. L’accoglienza di suo figlio da parte di Carosone fu un gesto da gentiluomo di altri tempi. Lita era una ragazza madre, questa è la verità, nonostante nelle biografie di Carosone questo non si dica. O lui, non l’ha mai considerato come una situazione anomala, da accentuare e dichiararla tale.

Benvenuti allora sul pianeta del „caro-suono“. Nella leggenda del santo suonautore. Nella storia dell’uomo che rinnovò la canzone napoletana e, quindi, italiana. Un napoletano che portò nel mondo degli anni '50 la nostra canzone popolare, aprendola ai concitati ritmi americani, spingendola a reagire alla depressione del dopoguerra.

Carosone cantò con leggerezza e ironia le storie del nostro Paese nelle sue composizioni realistico-surreali, mettendo insieme jazz, ritmica nordafricana, virtuosismi napoletani, pianismo e armonie strumentali.

Ci ha regalato melodie ancora oggi inconfondibili, le più suonate, tra quelle italiane, nel mondo.

Geniale innovatore, virtuoso armato di un sorriso disarmante, Renato Carosone ha sancito un nuovo genere musicale attraverso la commistione di materiali sonori diversi e la capacità di metterli in scena come brandelli dell’umana commedia. Resta il precursore e maestro assoluto del teatro canzone.

Carosone: buona visione del film!

Gabriella Putrino

Tu vuò fa l’americano

Puorte ‚e cazune cu nu stemma arreto

Na cuppulella cu ‚a visiera aizata

Passe scampanianno pe‘ Tuleto,

comm’a nu guappo, pe‘ te fá guardá!

Tu vuo‘ fá l‘ americano,

mericano, ‚mericano

Siente a me chi t‘‘o ffa fá?

Tu vuoi vivere alla moda,

ma se bevi Whisky and Soda ,

po‘ te siente ‚e disturbá

Tu abballe ‚o Rock and Roll ,

tu giochi a Base Ball

Ma ‚e solde p‘‘e Ccamel,

chi te li dá?

La borsetta di mammá!?

Tu vuó‘ fá l‘ americano,

mericano, mericano,

ma si‘ nato in Italy!

Siente a me: Nun ce sta niente ‚a fá

Okay, Napolitan!

Tu vuó‘ fá l‘ american!

Tu vuó‘ fá l‘ american!

Comme te pò capí chi te vò‘ bene,

si tu lle parle miezo americano?

Quanno se fa l‘ ammore sott‘‘a luna,

comme te vene ‚ncapa ‚e dí I love you ?

Tu vuo‘ fá l‘ americano,

mericano, ‚mericano

ma si‘ nato in Italy!

Siente a me: Nun ce sta niente ‚a fá

Okay, Napolitan!

Tu vuó‘ fá l‘ american!

Tu vuó‘ fá l‘ american!

Whisky and soda e rock and roll

Whisky and soda e rock and roll

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