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Torno in Svizzera da mia figlia

Cittadini italiani con permesso "C" possono avvalersi del diritto al ricongiungimento familiare

Questa settimana dedicheremo lo spazio della rubrica ad una delle varie situazioni che si vengono a creare nel mondo dell’emigrazione italiana, soprattutto in Svizzera ma non solo ovviamente. Cioè genitori che, dopo una vita da emigrati, trascorsa in Svizzera, una volta in pensione, decidono di realizzare il sogno di ritornarsene in Italia, quasi sempre nella località di origine, dove molto spesso avevano investito tutti i loro risparmi, sicuramente nella proprietà di un alloggio. Anche se questa decisione è sofferta poiché comporta per loro di doversi distaccare dai figli, nati e cresciuti in Svizzera, i quali non li seguono in questa loro scelta essendo ormai inseriti perfettamente nel tessuto socio-economico di questo Paese e, magari, essendo diventati essi stessi genitori. Poi gli anni passano si invecchia e, prima o poi, uno dei due coniugi se ne va a miglior vita e l’altro resta solo e qui, molto spesso, iniziano i problemi di coscienza per i figli in Svizzera. Ovvero come evitare di lasciare abbandonato a se stesso il genitore anziano sopravvissuto? Una soluzione può essere quella di trovargli una badante, ammesso che venga accettata dal genitore e si abbia la fortuna di trovare una persona affidabile, oppure decidere di collocarlo in una struttura per anziani sempre che vi sia l’assenso del genitore. Infine in alternativa a queste due opzioni, non sempre condivise dal genitore, vi è la possibilità di farlo tornare in Svizzera ed ospitarlo in famiglia, ammesso che si disponga di un alloggio che abbia spazio sufficiente. Questa è la situazione in cui si è venuta a trovare anche Giulia S., che ci scrive dal Cantone Friburgo. Infatti pure lei è una delle tante seconde generazioni nate e cresciute nella Confederazione e rimaste in questo Paese dopo che i genitori - emigrati italiani degli anni Sessanta del secolo scorso - sono rimpatriati appena pensionatisi. Adesso il padre di Giulia è deceduto e lei non volendo lasciar sua madre sola in Italia vorrebbe farla ritornare in Svizzera per averla vicina e poterla assistere nel caso che vi sia la necessità. Una circostanza, quest’ultima, che un giorno o l’altro arriverà sicuramente a seguito del suo naturale invecchiamento. Giulia, però, ci domanda se - con tutte le regole che ci sono in Svizzera in materia di stranieri - sia possibile per lei, cittadina italiana con permesso “C”, ricongiungersi con sua madre che è titolare di una rendita di vecchiaia AVS ed ha lasciato la Confederazione da oltre dieci anni.

 

Rispondiamo volentieri alla domanda di Giulia anche perché sono sempre di più i “secondos” di origine italiana in Svizzera che si trovano ormai, di anno in anno, confrontati con lo stesso identico problema e quindi interessati all’argomento. Ebbene, secondo le norme elvetiche in materia di immigrazione, i cittadini italiani residenti in Svizzera e titolari di un permesso di dimora “C”, così come per tutti i cittadini dell’Unione Europea (EU) e dell’Area Europea di Libero Scambio (AELS), possono avvalersi del diritto al ricongiungimento familiare – oltre che con il coniuge (comprese le unioni domestiche registrate) ed i figli sino a 21 anni di età, a condizione che il richiedente ne garantisca il mantenimento – anche con i genitori e nonni sempre che ne sia garantito il mantenimento (in caso di indigenza questa deve essere dichiarata e dimostrata prima della loro entrata in Svizzera). Quindi nessun problema per Giulia (dimostrando il legame familiare) nel farsi raggiungere dalla madre purché ella sia in possesso di una carta di identità o di un passaporto valido. Naturalmente il/la richiedente il ricongiungimento, in questo caso Giulia, deve disporre di un alloggio sufficientemente grande da poter ospitare la madre come prescritto dalla normativa del Cantone Friburgo. La domanda di ricongiungimento Giulia potrà presentarla al Canton de Fribourg / Service de la population et des migrants / Route d’Englisberg 9-11 / 1763 Granges-Paccot (tél. 026 305 14 92).

Dino Nardi

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